Cleopatra

Film 1963 | Storico 243 min.

Regia di Joseph L. Mankiewicz. Un film con Elizabeth Taylor, Richard Burton, Rex Harrison, Hume Cronyn, George Cole, Pamela Brown. Cast completo Genere Storico - USA, 1963, durata 243 minuti. Uscita cinema martedì 28 maggio 2013 - MYmonetro 3,32 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Giulio Cesare, giunto in Egitto, sposa Cleopatra e mette al mondo un figlio, Cesarione. Al suo ritorno a Roma porta con sé la regina. Viene ucciso e C... Il film ha ottenuto 21 candidature e vinto 15 Premi Oscar.

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Consigliato sì!
3,32/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,31
CONSIGLIATO SÌ
Un super colossal di amori, battaglie ed eccessi, che ha il suo punto di forza nella monumentale scenografia.
Recensione di Annalice Furfari
Recensione di Annalice Furfari

Roma, 48 a. C. Sconfitto Pompeo nella battaglia di Farsalo, Giulio Cesare sbarca ad Alessandria d'Egitto, dove il suo avversario si è rifugiato. Pompeo spera di ottenere l'aiuto del giovane faraone Tolomeo XIII, ma il sovrano lo fa uccidere e consegna la sua testa a Cesare. La monarchia assoluta è, intanto, agitata da tensioni interne. Tolomeo non vuole condividere il trono con la sorella Cleopatra e prova a farla assassinare, ma la giovane e bellissima donna tenta di portare Cesare dalla sua parte. L'impresa è decisamente semplice: il condottiero supremo di Roma cade tra le sue braccia, tanto più che Cleopatra gli dà la gioia di quel figlio tanto atteso e mai arrivato dalle nozze precedenti. Ma l'influenza che la neo regina d'Egitto esercita su Cesare, nominato dittatore a Roma, preoccupa il Senato. Cleopatra ambisce ad affiancare Cesare in quella conquista del mondo sognata da Alessandro Magno e lo spinge a pretendere poteri assoluti nella Roma repubblicana. È per questo che Cesare viene ucciso dai suoi "amici" senatori. A contendersi il potere ci sono adesso Ottaviano, erede di Cesare (il condottiero non ha fatto in tempo a cambiare il testamento in favore del figlio avuto da Cleopatra), e l'alleato più fedele di Cesare, Antonio. Quando anche quest'ultimo finisce tra le braccia della seducente regina d'Egitto, firma la sua condanna.
È un filmone monumentale, tanto quanto la Storia che racconta, quello diretto nel 1963 da Joseph Leo Mankiewicz. Un super colossal melodrammatico di amori e battaglie, perseguitato dalla sfortuna. Le traversie produttive e finanziarie che lo hanno caratterizzato sono ormai celebri: dalle dimissioni del primo regista scritturato, Rouben Mamoulian, seguito a ruota dai due attori principali, Peter Finch e Stephen Boyd, al trasferimento del mastodontico set da Londra a Roma, passando per la grave polmonite, durante le riprese, dell'attrice Elizabeth Taylor, ingaggiata per il ruolo di Cleopatra. Queste avversità produttive aumentarono ulteriormente un budget già mastodontico, reso necessario dalle sontuose scenografie e dalla presenza record di ben 26 mila costumi, 65 dei quali destinati alla sola Taylor. Indubbiamente, questi elementi costituiscono il principale punto di forza del film: una scenografia talmente monumentale da far impallidire persino i film di grandi effetti speciali dei giorni nostri e che, accostata agli splendidi costumi e all'elaboratissimo trucco della protagonista, garantisce uno spettacolo scoppiettante, in particolare nella memorabile sequenza del corteo allestito da Cleopatra per il suo primo ingresso trionfante nella città di Roma. Strameritati, quindi, gli Oscar per la fotografia, la scenografia, i costumi e gli effetti speciali visivi. I premi non bastarono, però, a salvare la Fox dalla rovina finanziaria, causata da un film costato 44 milioni di dollari, al terzo posto tra i film più costosi prodotti nel mondo. Un flop che decretò la fine del genere peplum, allora tanto in voga.
Eppure l'operazione, a cinquant'anni di distanza, non è priva di interesse, soprattutto per chi di quella Storia è appassionato. Le vicende narrate sono complesse, in quanto snodo cruciale per la successiva evoluzione dell'Impero romano, ma sono spiegate con chiarezza. Certo, ricorrendo a qualche semplificazione, ma, attraverso gli amori e le passioni di Cleopatra, abbiamo una buona ricostruzione di quella parte di storia romana così importante. Una ricostruzione che ha il pregio di non annoiare, nonostante le quattro ore di film, e che offre una discreta profondità psicologica nel tratteggiare i personaggi principali: un Cesare - l'assennato e sicuro Rex Harrison - combattuto tra sogni di gloria personali e adesione razionale allo spirito repubblicano della sua Roma, a confronto con un Antonio - il fascinoso e tormentato Richard Burton - facile preda del vino e della passione, che rinuncia al dovere e all'onore per il folle amore verso Cleopatra, un antieroe schiacciato dal senso di colpa e dal complesso di inferiorità nei confronti del grande amico e alleato Cesare, sempre ammirato e alla fine tradito per meschina convenienza personale. Tra i due condottieri si pone la magnetica figura della regina d'Egitto, sovrana di una monarchia dagli attributi divini, così diversa e insidiosa per le virtù repubblicane della spartana e guerriera Roma. Interpretata da una Elizabeth Taylor che, oltre a essere sexy, riesce a essere anche convincente nella prima parte del film, prima che si ceda il passo al melodramma, Cleopatra è il centro gravitazionale dell'opera e, come questa, subisce un'interessante evoluzione da sovrana ambiziosa e calcolatrice, che usa le armi della seduzione per assecondare la sua sete di conquiste, a donna vinta da una passione d'amore totalizzante e incontrollabile. Un'esuberanza di sfarzo e sentimenti, quella che caratterizza il film, a tratti persino eccessiva, ma cifra distintiva di un'epoca tanto lontana quanto intrigante.

Sei d'accordo con Annalice Furfari?

Giulio Cesare, giunto in Egitto, sposa Cleopatra e mette al mondo un figlio, Cesarione. Al suo ritorno a Roma porta con sé la regina. Viene ucciso e Cleopatra fugge con Marcantonio, che nella battaglia di Azio viene sconfitto da Ottaviano e si suicida; Cleopatra lo seguirà anche nella morte. Film tra i più dispendiosi nella storia del cinema.

CLEOPATRA
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 28 maggio 2011
mondolariano

Alcuni colossal hollywoodiani furono finanziati anche dagli ebrei americani allo scopo di esaltare la cultura ebraica in funzione anti-egiziana e anti-romana (vedi “I dieci comandamenti”, “Ben-Hur” e “Il Re dei Re”). A prescindere dal loro valore culturale, questi film hanno comunque il pregio di essere avvincenti, senza la tara dei dialoghi mediocri e dei personaggi inconsistenti.

lunedì 7 marzo 2011
Paolo Bisi

Storia della regina d'Egitto Cleopatra, suddivisa in due parti: nella prima emerge la figura di Giulio Cesare, dal quale ha un figlio, Cesarione; nella seconda domina Marc' Antonio, col quale vive un'intensa storia d'amore che termina con la decisiva sconfitta di Azio e il successivo suicidio di entrambi. Il diciasettesimo film di Mankiewicz non è solo il più [...] Vai alla recensione »

domenica 14 novembre 2010
ilmago99

il film kolossal girato bene bella elizabeth taylor

giovedì 13 giugno 2013
Zelig46

Il film fu un colossale flop al botteghino e la Twenty Century Fox fu sull'orlo del fallimento, passarono svariati anni di vacche magre per i finanziatori. La casa di produzione si risollevò  5 anni dopo con il successo mondiale de "Il Pianeta delle Scimmie". Film dall'andamento lento e noioso, le scene spettacolari non sopperiscono a una trama esile e scontata.

Frasi
Tu ed io proveremo che la morte è meno forte dell'amore, tu ed io faremo della morte un ultimo abbraccio, le tue labbra si porteranno via il mio respiro.
Dialogo tra Cleopatra (Elizabeth Taylor) - Marco Antonio (Richard Burton)
dal film Cleopatra
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Piero dell'Acqua

Volgarizzazione romanzata delle note vicende di Cesare, Marcantonio e Cleopatra. Di nessun valore sul piano artistico, il film ebbe una realizzazione assai movimentata. Passa alla cronaca per essere uno dei film più costosi realizzati — si parlò di trentacinque milioni di dollari — tanto che uno dei boss della casa produttrice, Spyros Skouras, dovette lasciare la canca a lungo occupata.

winner
miglior fotografia a colori
Premio Oscar
1963
winner
miglior scenogr. per film a colori
Premio Oscar
1963
winner
miglior scenogr. per film a colori
Premio Oscar
1963
winner
miglior scenogr. per film a colori
Premio Oscar
1963
winner
miglior scenogr. per film a colori
Premio Oscar
1963
winner
miglior scenogr. per film a colori
Premio Oscar
1963
winner
miglior scenogr. per film a colori
Premio Oscar
1963
winner
miglior scenogr. per film a colori
Premio Oscar
1963
winner
miglior scenogr. per film a colori
Premio Oscar
1963
winner
miglior scenogr. per film a colori
Premio Oscar
1963
winner
miglior scenogr. per film a colori
Premio Oscar
1963
winner
migliori costumi per film a colori
Premio Oscar
1963
winner
migliori costumi per film a colori
Premio Oscar
1963
winner
migliori costumi per film a colori
Premio Oscar
1963
winner
migliori eff. speciali visivi
Premio Oscar
1963
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