| Anno | 1960 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 122 minuti |
| Regia di | Michelangelo Antonioni |
| Attori | Monica Vitti, Marcello Mastroianni, Jeanne Moreau, Rosy Mazzacurati, Bernhard Wicki Maria Pia Luzi, Guido A. Marsan, Vittorio Bertolini, Vincenzo Corbella, Ugo Fortunati, Gitt Magrini, Giorgio Negro, Roberta Speroni, Odile Jean, Valentino Bompiani, Roberto Danesi, Giansiro Ferrata, Giorgio Gaslini, Alceo Guatelli, Salvatore Quasimodo, Ettore Univelli, Eraldo Volonte, Ottiero Ottieri. |
| Tag | Da vedere 1960 |
| MYmonetro | 3,79 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 3 febbraio 2022
Giovanni Pontano, scrittore milanese di successo, attraversa un periodo di crisi matrimoniale: ogni possibilità di dialogo con la moglie sembra perdut... Ha vinto 3 Nastri d'Argento, ha vinto un premio ai David di Donatello, Il film è stato premiato al Festival di Berlino, In Italia al Box Office La notte ha incassato 281 .
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CONSIGLIATO SÌ
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Giovanni Pontano, scrittore milanese di successo, attraversa un periodo di crisi matrimoniale: ogni possibilità di dialogo con la moglie sembra perduta. I due, scossi dalla visita a un amico morente e dopo un party letterario per la presentazione dell'ultimo libro di Giovanni, vagano per la città completamente svuotati. La sera, si ritrovano a una festa nella sontuosa villa di campagna di un grande industriale e si buttano entrambi in avventure sentimentali, da cui escono ancora più delusi di prima. Ma all'alba riescono finalmente a parlarsi apertamente e intravedono forse una possibilità di salvezza e di maturazione per il loro rapporto.
Il film, uno fra i più significativi del cinema italiano degli anni Sessanta, fa parte, con L'avventura e L'eclisse, del cosiddetto ciclo dell'incomunicabilità: anche in questo caso, nessuno dei personaggi riesce a instaurare rapporti sinceri e costruttivi con l'ambiente che lo circonda, né l'intellettuale Pontano, né la moglie di questi, né la giovane figlia dell'industriale, interpretata da una bravissima Vitti: solo la morte dell'amico sembra scalfire la passività dei due protagonisti. Eccellente sceneggiatura di Antonioni, Flaiano e Guerra e splendida fotografia di Gianni Di Venanzo.
Giovanni Pontano è un affermato scrittore che vive a Milano con la moglie Lidia, ma il loro matrimonio sta scivolando in una fredda indifferenza reciproca. Un sabato, dopo aver fatto visita ad un loro amico, Tommaso Garani, ricoverato in una clinica, Giovanni e Lidia si preparano per recarsi ad una festa mondana nella villa del ricco industriale Gherardini, interessato all'opera di Giovanni.
Secondo capitolo, dopo L'avventura (1960), della "trilogia esistenziale" di Michelangelo Antonioni, La notte è stato premiato con l'Orso d'Oro come miglior film al Festival di Berlino del 1961, e rappresenta una delle pellicole più apprezzate nella carriera del celebre regista italiano. Sceneggiato da Antonioni con Ennio Flaiano e Tonino Guerra, La notte è incentrato sul complicato ménage fra i due personaggi interpretati da Marcello Mastroianni e Jeanne Moreau: Giovanni Pontano, un brillante intellettuale alle prese con un sotterraneo senso di frustrazione, e la sua consorte Lidia, in rotta con il marito ed incapace di sentirsi a proprio agio in mezzo al "bel mondo" dei salotti milanesi.
L'azione si svolge nell'arco di una mezza giornata, da un sabato pomeriggio fino all'alba di domenica: la parte centrale corrisponde così alla "notte" del titolo, che Giovanni e Lidia trascorrono ad una festa dell'alta società in una villa appena fuori Milano. Riprendendo i temi del precedente L'avventura, Antonioni si sofferma nella descrizione della crisi sentimentale dei protagonisti: una crisi ormai irreversibile, sottolineata dalla freddezza e dall'incomunicabilità che contraddistinguono il rapporto fra i due coniugi. La pellicola scorre così fra la noia di Lidia, che si chiude in una volontaria solitudine, e il disagio di Giovanni, sintomo della più generale condizione di malessere dell'intellettuale alle prese con il conformismo dell'Italia contemporanea.
Con La notte, Antonioni torna ad approfondire i concetti peculiari del suo cinema: in particolare quell'ineffabile senso di alienazione che, nella moderna civiltà industriale, sembra soffocare l'individuo e non lasciare alcuno spazio ai sentimenti. Emblematica, da questo punto di vista, l'apparente indifferenza con la quale Lidia attraversa tutti gli eventi della propria giornata, inclusa la scoperta dell'attrazione fra suo marito e la giovane Valentina (Monica Vitti), figlia del padrone di casa. L'amarezza del film è mitigata solo parzialmente da un finale "aperto", in cui Giovanni e Lidia, alle prime luci dell'alba, si abbandonano ad un rapporto sessuale nel parco della villa. Nonostante qualche prolissità a livello narrativo, La notte può essere considerato come uno dei titoli più significativi nell'itinerario di Antonioni e nel cinema italiano dei primi anni '60.
Il lento errare di una coppia di sposati: la visita ad un amico intelletuale all'ospedale, la presentazione del nuovo libro del marito, una serata al night-club e la visita alla casa di una industriale. Storia di un'"alienazione coniugale", i due vivono in uno stato di "crisi" che varia da quella intelletuale che in certo senso affligge lui a quella esistenziale che invece [...] Vai alla recensione »
Più passa il tempo e più lo stile di Michelangelo Antonioni diventa ostile ad ogni convenzione, alieno da concessioni anche minime alle normali esigenze del racconto cinematografico e sempre più attento, invece, alle cadenze, alle allusioni, ai ripensamenti segreti del linguaggio letterario. Un film di Antonioni, perciò, o lo si respinge in blocco, perché non somiglia a quello che comunemente si intende [...] Vai alla recensione »