Ordet

Film 1954 | Drammatico +16 124 min.

Regia di Carl Theodor Dreyer. Un film Da vedere 1954 con Henrik Malberg, Emil Hass Christensen, Birgitte Federspiel, Ove Rud, Ejner Federspiel. Cast completo Genere Drammatico - Danimarca, 1954, durata 124 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 4,60 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Campagna danese ai primi del secolo. Due famiglie sono divise da diverse concezioni religiose. Il film è stato premiato a Venezia,

Consigliato assolutamente sì!
4,60/5
MYMOVIES 5,00
CRITICA
PUBBLICO 4,20
ASSOLUTAMENTE SÌ
Il rigore espressivo di Dreyer.

Campagna danese ai primi del secolo. Due famiglie sono divise da diverse concezioni religiose. I due patriarchi, Borge e Peter, hanno lunghe discussioni sull'esistenza di Dio e sulle possibilità di rapporto fra gli umani e la fede e pensano al matrimonio fra i rispettivi figli. Borgen ha altri due figli: Mikkel, sposato, con una bambina, e Johannes, studente di teologia che, impazzito per il troppo impegno, finisce per credersi Gesù Cristo. Scoppia il dramma. La moglie di Mikkel partorisce un figlio morto poco prima di morire a sua volta. La bambina, rimasta senza la madre, cerca lo zio, convinta che sia davvero Gesù, e lo prega di resuscitare la mamma. Ma Johannes, sconvolto dalla morte della cognata, è tornato in sé. Dunque non può davvero deludere l'ingenua speranza della bambina. E così, in una scena di intensissima commozione, durante la veglia funebre, nel chiarore accecante dell'estate scandinava, Johannes ordina alla morta di uscire dalla bara. La donna riapre gli occhi. Di fronte alla fede della bambina Dio non ha potuto non intervenire. Per capire Dreyer occorre collocarlo in due quadri, di tempo e di luogo. Come tutti i nordici, a cominciare da Bergman, quando sono protestanti lo sono rigorosamente, e in profondità. Il problema di Dio è presente continuamente, soprattutto nell'arte. Dreyer si era fatto incantare dal dramma Ordet di Munk, lo scrittore ucciso dai nazisti, e dalla sua forza surreale e paradossale. Il regista era anche uno studioso di scienze e filosofia; conosceva la teoria della relatività di Einstein che descriveva altre realtà oltre le dimensioni a noi conosciute. Dalla relazione tra questa peoria e il problema Dio nascono scene come la resurrezione. La scienza serve per entrare nel soprannaturale. Dreyer è titolare di un rigore espressivo che non trova uguali in nessun autore di tutto il cinema. I temi di Dreyer, le sue paure, le sue soluzioni, e anche il suo stile, non fanno più parte del nostro tempo e delle nostre idee, tanto veloci nel manifestarsi quanto nel passare.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 3 aprile 2010
gabriella

Significativo come un film datato 1954, visto ai giorni nostri, mantenga inalterata la forza del messaggio e della visione, riconoscimento a registi che hanno segnato la storia del cinema, e a pieno titolo, Dryer si collaca tra essi. Anche se il film fosse realizzato ai giorni nostri, il bianco e nero sarebbe fondamentale alla storia rappresentata, all'essenzialità degli ambienti,, svuotati [...] Vai alla recensione »

Frasi
Non credi che il buon Dio li compia ugualmente? (i miracoli)
No perchè non li meritiamo.
Io penso che anche oggi avvengano infiniti miracoli e noi li ignoriamo.
Il Signore ascolta le nostre preghiere ma preferisce operare di nascosto perchè non se ne sparga la voce.
Inger, la moglie di Mikkel (Birgitte Federspiel)
dal film Ordet - a cura di leone minuscoli
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Mario Gromo
La Stampa

Probabilmente la Mostra veneziana del '55 la si ricorderà come la Mostra di Ordet. Da più di dieci anni taceva il regista de La passione di Giovanna d'Arco, del Vampiro e di Dies Irae; e se ne è ora venuto al Lido, modesto, quasi schivo, a presentare il suo ultimo film, desunto da un dramma dello scrittore danese Kay Munk, trucidato dai nazisti nel 1944.

winner
leone d'oro di san marco
Venezia
1955
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