Giorni perduti

Film 1945 | Drammatico +16 101 min.

Titolo originaleThe Lost Weekend
Anno1945
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata101 minuti
Regia diBilly Wilder
AttoriHoward Da Silva, Ray Milland, Jane Wyman, Frank Faylen, Doris Dowling, Phillip Terry Mary Young, Anita Sharp-Bolster, Lillian Fontaine, Frank Orth, Lewis L. Russell.
TagDa vedere 1945
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 4,16 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Billy Wilder. Un film Da vedere 1945 con Howard Da Silva, Ray Milland, Jane Wyman, Frank Faylen, Doris Dowling, Phillip Terry. Cast completo Titolo originale: The Lost Weekend. Genere Drammatico - USA, 1945, durata 101 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 4,16 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Danny Berman è un alcolizzato quasi senza speranza. Sarebbe uno scrittore, ma naturalmente non ha la lucidità per fare qualcosa di buono. Il film ha ottenuto 7 candidature e vinto 4 Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes,

Consigliato assolutamente sì!
4,16/5
MYMOVIES 4,50
CRITICA
PUBBLICO 3,82
ASSOLUTAMENTE SÌ
v

Danny Berman è un alcolizzato quasi senza speranza. Sarebbe uno scrittore, ma naturalmente non ha la lucidità per fare qualcosa di buono. Sopravvive grazie al fratello che lo ospita e lo cura, e all'amore di una ragazza quasi masochista che gli perdona tutto e lo sostiene in tutti i modi. Nel suo quotidiano Danny ha un solo scopo: procurarsi liquori, con ogni mezzo. Ha messo a punto delle strategie geniali: come farsi dare dieci dollari dalla governante, come nascondere le bottiglie, come ottenere credito al bar, come sfruttare la simpatia di una donna. Naturalmente la situazione peggiora, la spirale è irreversibile. Lo si capisce quando Danny va a riscattare una pistola che aveva precedentemente impegnato. Ma, ancora una volta, l'amore della sua ragazza lo salva. Danny si riscatterà tornando a scrivere. La sua sofferenza personale sarà praticamente il soggetto del film. In prospettiva l'argomento potrebbe essere quasi una metafora della droga. Il problema alcool, per quanto presente, può essere considerato nei film obsoleto, ma allora Giorni perduti sconvolse non solo gli alcolizzati. L'efficacia impressionante del linguaggio di Wilder costrinse tutti a considerare il problema. Fra le sequenze fondamentali, mai più ripetibili, il delirio di Milland che vede scarafaggi e pipistrelli uscire da un buco nella parete. Wilder non si preoccupò di fare mediazioni a favore del pubblico, cercò di raccontare la realtà in modo crudo, quasi violento, in una chiave realistica quasi europea, con una sola eccezione: il finale davvero troppo "lieto". Wilder lavorò alla sceneggiatura col suo scrittore preferito, Charles Brackett, sulla base del romanzo di Charles Jackson. Oscar come miglior film. Wilder ottenne la statuetta come regista e sceneggiatore. E anche Milland ebbe il premio come attore protagonista.

Recensione di Stefano Lo Verme

Don Birnam è uno scrittore in crisi che affonda le proprie frustrazioni e insicurezze nell'alcool, al punto da rischiare di distruggersi la vita; suo fratello Wick e la sua fidanzata Helen tentano in ogni modo di stargli vicino e di aiutarlo, ma Don è capace di ricorrere a qualunque mezzo pur di procurarsi una bottiglia. Fino a quando la sua ossessiva dipendenza non lo farà precipitare in un baratro senza fondo...
Ad appena un anno di distanza dal capolavoro noir La fiamma del peccato, il mitico regista Billy Wilder ha diretto un altro dei suoi film più famosi e apprezzati, Giorni perduti. Tratto dal romanzo omonimo di Charles R. Jackson, adattato per il grande schermo dallo stesso Wilder in coppia con il fedele collaboratore Charles Brackett, Giorni perduti si è aggiudicato la Palma d'Oro alla prima edizione del Festival di Cannes nel 1946, e ancora oggi resta in assoluto la più importante pellicola mai realizzata sul controverso tema dell'alcolismo e sugli effetti che questo terribile vizio è in grado di produrre sull'esistenza di un essere umano. Accolta da un enorme successo di critica e di pubblico all'epoca della sua uscita nelle sale, l'opera di Wilder ha ottenuto una valanga di riconoscimenti, fra cui tre Golden Globe e ben quattro premi Oscar: miglior film, regia, attore e sceneggiatura.
Personaggio centrale della storia è Don Birnam, uno scrittore fallito interpretato con straziante intensità dal caratterista inglese Ray Milland (vincitore dell'Oscar e premiato come miglior attore a Cannes). Incapace di affrontare le difficoltà della propria vita, Don preferisce rifugiarsi nell'alcool, fino a diventarne completamente schiavo: nella prima parte, infatti, ci vengono mostrati tutti gli espedienti utilizzati dall'uomo allo scopo di poter bere (ingegnoso il modo in cui nasconde le bottiglie), per proseguire poi con un itinerario attraverso gli squallidi bar di una New York grigia e desolata (le riprese sono avvenute in autentici esterni), in uno scenario che rappresenta in maniera emblematica il senso di alienazione e di solitudine di un individuo avviato lungo una strada senza ritorno. Le atmosfere allucinate del film sono accentuate dal taglio espressionista della fotografia di John F. Seitz, che si serve in maniera formidabile dei contrasti fra luce e ombra per sottolineare la progressiva discesa nella follia del protagonista, e dalle musiche di Miklós Rózsa. Influenzato in maniera evidente dal cinema europeo e dalle tematiche del nascente neorealismo, Giorni perduti può essere considerato come il più crudo e drammatico dei film di Wilder, un'opera in cui l'amaro pessimismo sulla condizione umana è solo in parte mitigato da un consolatorio lieto fine, nel quale Don verrà salvato appena in tempo grazie all'amore della sua fidanzata Helen St. James (Jane Wyman). Tra le varie sequenze della pellicola, si stampano nella memoria quelle della notte trascorsa dal protagonista all'interno di un istituto di igiene mentale, durante la quale prendono forma i suoi peggiori incubi: a dir poco agghiacciante la scena onirica in cui la sua stanza viene invasa da ratti e pipistrelli, in un selvaggio quanto terrificante momento di delirio.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 7 ottobre 2011
Paolo Bisi

Trentenne scrittore ormai senza alcuna speranza, si rifugia nell'alcool, che diventa presto la sua unica ragione di vita. Arriva addirittura a scacciare il fratello che lo mantiene e la fidanzata Helen. Il primo lo abbandona, mentre la seconda non perde mai la speranza di salvarlo. Girato prevalentemente in studio, fatta eccezione per qualche immagine di una New York mai così povera e [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Quando ero di là a fare la valigia la mia mente non era con la valigia, né con la gita domenicale, e neppure con le camicie che mettevo dentro. La mia mente era appesa fuori dalla finestra, pendeva a ciondoloni, mezzo metro più in giù. Là, in quell'immensa foresta di cemento armato, chissà quanti ce ne sono come me, povera gente indemoniata bruciata dalla sete. E gli uomini si divertono alla loro comincità mentre barcollando vanno alla cieca verso altre brezze, verso altre baldorie"
Don Birnam (Ray Milland)
dal film Giorni perduti - a cura di Principe
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Mario Gromo
La Stampa

Il film è tratto da un romanzo di Charles Jackson, Lost Weekend, che è quasi un soliloquio, in terza persona, di un alcoolizzato. Un intellettuale, uno scrittore fallito, mantenuto per pietà dal fratello, e vanamente amato da Elena, una dolce fanciulla. Di pagina in pagina, di capitolo in capitolo, è l'ossessione di un altro sorso d'alcool, un'ossessione sempre più incalzante, frenetica, allucinata; [...] Vai alla recensione »

winner
miglior film
Premio Oscar
1946
winner
miglior regia
Premio Oscar
1946
winner
miglior attore
Premio Oscar
1946
winner
miglior scenegg.ra non origin.
Premio Oscar
1946
winner
miglior attore
Festival di Cannes
1946
winner
gran premio collettivo
Festival di Cannes
1946
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