Una separazione

Film 2011 | Drammatico, +13 123 min.

Titolo originaleJodaeiye Nader az Simin
Anno2011
GenereDrammatico,
ProduzioneIran
Durata123 minuti
Regia diAsghar Farhadi
AttoriSareh Bayat, Sarina Farhadi, Payman Maadi, Babak Karimi, Ali-Asghar Shahbazi Leila Hatami, Shahab Hosseini, Shirin Yazdanbakhsh, Kimia Hosseini, Merila Zare'i.
Uscitavenerdì 21 ottobre 2011
TagDa vedere 2011
DistribuzioneSacher
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,55 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Asghar Farhadi. Un film Da vedere 2011 con Sareh Bayat, Sarina Farhadi, Payman Maadi, Babak Karimi, Ali-Asghar Shahbazi. Cast completo Titolo originale: Jodaeiye Nader az Simin. Genere Drammatico, - Iran, 2011, durata 123 minuti. Uscita cinema venerdì 21 ottobre 2011 distribuito da Sacher. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,55 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 22 marzo 2019

Nader e sua moglie Simin stanno per divorziare. Hanno ottenuto il permesso di espatrio per loro e la loro figlia undicenne ma Nader non vuole partire. Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 1 candidatura ai Nastri d'Argento, ha vinto un premio ai David di Donatello, Il film è stato premiato al Festival di Berlino, ha vinto un premio ai Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, ha vinto un premio ai Cesar, ha vinto un premio ai NYFCCA, ha vinto un premio ai Critics Choice Award, In Italia al Box Office Una separazione ha incassato 575 mila euro .

Consigliato sì!
3,55/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,50
PUBBLICO 3,71
CONSIGLIATO SÌ
Uno sguardo sul mondo che aggira la censura proponendoci una storia che parla dell'Iran odierno.
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 15 febbraio 2011
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 15 febbraio 2011

Nader e sua moglie Simin stanno per divorziare. Hanno ottenuto il permesso di espatrio per loro e la loro figlia undicenne ma Nader non vuole partire. Suo padre è affetto dal morbo di Alzheimer e lui ritiene di dover restare ad aiutarlo. La moglie, se vuole, può andarsene. Simin lascia la casa e va a vivere con i suoi genitori mentre la figlia resta col padre. È necessario assumere qualcuno che si occupi dell'uomo mentre Nader è al lavoro e l'incarico viene dato a una donna che ha una figlia di cinque anni e ed è incinta. La donna lavora all'insaputa del marito ma un giorno in cui si è assentata senza permesso lasciando l'anziano legato al letto, un alterco con Nader la fa cadere per le scale e perde il bambino.
Asghar Faradhi conferma con questo film le doti di narratore già manifestate con About Elly. Non è facile fare cinema oggi in Iran soprattutto se ci si è espressi in favore di Yafar Panahi condannato per attività contrarie al regime. Ma Faradhi sa, come i veri autori, aggirare lo sguardo rapace della censura proponendoci una storia che innesca una serie di domande sotto l'apparente facciata di un conflitto familiare. Il regista non ci offre facili risposte (finale compreso) ma i problemi che pone sono di non poco conto per la società iraniana ma non solo. Certo c'è il quesito iniziale non di poco conto: per un minore è meglio cogliere l'opportunità dell'espatrio oppure restare in patria, soprattutto se femmina? Perchè le protagoniste positive finiscono con l'essere le due donne. Entrambe con i loro conflitti interiori, con il peso di una condizione femminile in una società maschilista e teocratica ma anche con il loro continuo far ricorso alla razionalità per far fronte alle difficoltà di ogni giorno. Agghiacciante nella sua apparente comicità agli occhi di un occidentale è la telefonata che la badante fa all'ufficio preposto ai comportamenti conformi alla religione per sapere se possa o meno cambiare i pantaloni del pigiama al vecchio ottantenne che si è orinato addosso. Sul fronte opposto della barricata finiscono per trovarsi gli uomini che, o sono obnubilati dalla malattia oppure finiscono con l'aggrapparsi a preconcetti che impediscono loro di percepire la realtà in modo lucido. Ciò che va oltre alla realtà iraniana è l'eterno conflitto sulla responsabilità individuale nei confronti di chi ci circonda. Ognuno dei personaggi vi viene messo di fronte e deve scegliere. Sotto lo sguardo protetto dalle lenti di una ragazzina.
Una nota a margine: il cinema iraniano è veicolo stabile di una falsificazione narrativa che sta a priori di qualsiasi sceneggiatura. Sussistendo il divieto per le donne di mostrarsi a capo scoperto in pubblico i registi sono obbligati a farle recitare con chador o foulard vari anche quando le scene si svolgono all'interno delle mura domestiche narrativamente in assenza di sguardi estranei stravolgendo quindi la rappresentazione della realtà.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 23 ottobre 2011
renato volpone

Magnifico film, una coppia si separa, ma una serie di eventi li mette a confronto. I protagonisti, tutti, sono messi alla prova della verità, il bisogno di mentire per difendersi o per difendere qualcun'altro. Tutti hanno ragione e tutti hanno torto. Solo la figlia dei separati, alla fine prende in mano il gioco e vince, con sofferenza, la partita.

FOCUS
FOCUS
lunedì 24 ottobre 2011
Pino Farinotti

Il film di Asghar Farhadi, iraniano, può senz'altro rappresentare un nuova vicenda del cinema. Rimando senz'altro alla recensione di Zappoli, che condivido, dalla quale parto. Lettura storica dopo lettura critica. "Una separazione" parte da un testo completo, direi perfetto, per sostanza, simboli, dialogo, ritmo e, mi espongo, letteratura. Non esiste, in tutto il racconto, un momento di raccordo che rallenti il racconto.

Frasi
"Quel che è sbagliato, è semplicemente sbagliato. Non importa chi lo dice o dove sta scritto."
Nader (Payman Maadi)
dal film Una separazione - a cura di Laura F.
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Valerio Caprara
Il Mattino

A Berlino ha stravinto l'Orso d'oro, ma non si tratta del solito film iraniano docu-neorealistico. «Una separazione» esplora con sorprendente modernità di scrittura e composizione un incastro di relazioni parallele che illustrano scottanti realtà locali, ma nello stesso tempo esprimono emergenze sociali universali. Il talentuoso regista e sceneggiatore Asghar Farhadi (lo stesso di «About Elly»), infatti, [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
giovedì 5 febbraio 2015
Giancarlo Zappoli

Ogni anno da 65 anni, attorno alla metà di febbraio arriva un sabato sera in cui l'attenzione degli appassionati di cinema si rivolge a Berlino. È lì che si proclamano i nomi di coloro a cui andrà una statuetta raffigurante un animale che fa parte della [...]

NEWS
mercoledì 21 marzo 2012
Luca Volpe

Era prevedibile. Quasi scontato. E così è stato. Una separazione di Asghar Farhadi si aggiudica il premio come miglior film nel corso della sesta edizione degli Asian Film Awards. Dopo il trionfo agli Oscar 2012 (Miglior film straniero), il film iraniano [...]

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lunedì 16 gennaio 2012
Nicoletta Dose

I protagonisti della 69a edizione dei Golden Globes, che si è tenuta ieri sera al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles, sono stati proprio i grandi favoriti, Paradiso amaro di Alexander Payne (miglior pellicola drammatica) e The Artist (miglior commedia [...]

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sabato 19 febbraio 2011
Giancarlo Zappoli

In un tempo in cui la tecnologia del 3D sembra dominare l'attenzione dei mercati la Giuria della 61. Berlinale presieduta da Isabella Rossellini ha privilegiato a sua volta le tre dimensioni ma puntando a quella dell'umanità rappresentata sul grande schermo. [...]

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mercoledì 16 febbraio 2011
 

Il film iraniano Nader and Simin, A Separation di Asghar Farhadi potrebbe sbarazzare tutta la concorrenza e guardare all'Orso d'Oro in questa 61. edizione del Festival di Berlino. Ora anche i critici internazionali raccolti da 'Screen' indicano con forza [...]

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