Decalogo, 1

Un film di Krzysztof Kieslowski. Con Herny Baranowski, Wojciech Klata, Maja Komorowska, Artur Barcis, Maria Gladkowska.
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Titolo originale Dekalog, jeden. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 55 min. - Polonia 1989. MYMONETRO Decalogo, 1 * * * 1/2 - valutazione media: 3,52 su 18 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,52/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * - -
 critican.d.
 pubblico * * * * -
Henryk Baranowski
Henryk Baranowski 9 Febbraio 1943 Interpreta Krzysztof
Wojciech Klata
Wojciech Klata (43 anni) 27 Gennaio 1976 Interpreta Pawel
Maja Komorowska
Maja Komorowska (81 anni) 23 Dicembre 1937 Interpreta Irene
Artur Barcis
Artur Barcis (62 anni) 12 Agosto 1956 Interpreta L'uomo con la giacca di montone
Maria Gladkowska
Maria Gladkowska   Interpreta La ragazza
Ewa Kania
Ewa Kania (71 anni) 22 Gennaio 1948 Interpreta Ewa Jezierska
È il primo di una serie che comprende 10 mediometraggi realizzati per la televisione e acclamati ai Festival di Cannes e Venezia. Al cinema sono usciti a coppie mentre singoli in videocassetta.
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Jleana Cervai     * * * - -

Un lago ghiacciato e un paio di pattini nuovi come regalo di Natale. Potrebbero essere gli ingredienti di una fiaba d'altri tempi, invece diventano le cause di una tragedia. I colori di Decalogo 1 sono il grigio del lago e del cielo che sovrasta una Polonia invernale, il bianco della neve e dell'innocenza di Pawel (il bambino figlio del protagonista Krzysztof), il nero della morte e del senso di colpa del padre. Il film scorre lento nei suoi cinquanta minuti, alternando dialoghi misurati e intensi ad altrettanto significativi silenzi e a primi e primissimi piani che fanno riflettere. Il merito va forse soprattutto riconosciuto alla capacità di mettere in scena una vicenda forte nell'arco di un tempo breve: ci si affeziona in fretta infatti a Pawel benché della sua vita, a conti fatti, si finisca col sapere molto poco. Il ragazzino inoltre scomparirà letteralmente nelle acque di quel lago e definitivamente dalla vista dello spettatore, ormai già conquistato dalla sua intelligenza e curiosità esistenziale. Kieslowski gioca sul sottile confine che separa la realtà quotidiana dall'Oltre metafisico, confonde dimensione fenomenica e dimensione noumenica attraverso segnali subliminari: un uomo misterioso seduto vicino al lago, una boccetta d'inchiostro che si rompe all'improvviso (ecco ancora il colore nero che si sparge irrimediabilmente sulla carta bianca), lo schermo di un computer che si accende da solo e quasi risponde all'interrogazione umana.
Tutto ruota attorno all'eterno conflitto fede vs ragione, rappresentato a tinte nette dalla coppia di fratelli Krzysztof, ateo e razionalista, e Irene, cattolica. In alcune scene vediamo Pawel incuriosito dal mistero della morte e dal concetto di "anima", fare domande sia al padre che alla zia, e ascoltarli con uguale attenzione e fiducia. Un forte entusiasmo è senza dubbio quello che il bambino prova nei confronti del computer, oggetto quasi venerato da Krzysztof che vede in esso uno dei più alti traguardi della scienza e che ne apprezza soprattutto la possibilità di quantificare, calcolare, misurare, razionalizzare il reale. E qui sta il punto debole del personaggio, la sua trasgressione a quel primo comandamento "Non avrai altro Dio all'infuori di me". Il computer sembra dargli l'ebbrezza del controllo totale sulla realtà. In senso lato, il conflitto sotterraneo è quello eterno fra l'uomo creatura e l'uomo assetato d'infinito e di desiderio di poter dominare la natura: si può benissimo riconoscere in questa pellicola che rivisita temi biblici imbevendoli nella cronaca anni '80 quel pericoloso rapporto tipico della tragedia greca fra ybris (la tracotanza umana) e fzònos zeòn (la vendetta degli dèi) che alla fine conduce sempre l'uomo all'àte (la rovina).

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Premi e nomination Decalogo, 1 MYmovies
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Siate ingenui, mi raccomando!

lunedì 18 dicembre 2006 di Salvatore Scalera

Comincio le mie piccole recensioni del Decalogo da una premessa che in questo caso mi sembra essenziale. Spesso accade che la struttra intellettuale dell'artista più che la su opera, condizionino l'interpretazione e persino la percezione di chi si accosta all'opera stessa. Decontestualizzarla è una operazione a mio avviso sempre necessaria e comunqe in questo caso forse persino essenziale, visto che l'ambiguità di Decalogo1 "Non avrai altro Dio all'infuori di me", è il tratto distintivo di questo continua »

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Kieslowski è un genio,lo asserisco.

mercoledì 31 agosto 2011 di Viola96

Krzysztof Kieslowski è uno degli autori più importanti della Storia del Cinema mondiale.Un nome di punta per ogni cinefilo e per il cinema in generale.Prima della geniale trilogia dei colori della bandiera francese,Kieslowski realizzò,tra il 1988-89,una serie di 10 meravigliosi film,appunto "Decalogo",ispirati ai 10 comandamenti.O meglio,alla trasgressione dei dieci comandamenti.Perchè in questo primo capitolo del "Decalogo" kieslowskiano è continua »

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La tecnologia non sara' mai un nuovo dio

lunedì 19 dicembre 2011 di fedeleto

Il giovane Pawel,e' un bambino che si interroga sul concetto di fede e morte .Vive con il padre ,un matematico che crede poco nella fede e molto nelle possibilita' di probabilita' che trova nel computer.Ma quando il computer sembra che abbia dato sicurezze riguardo ad una probabilita' di poter pattinare su una superficie di ghiaccio,si rivelera' invece inutile e il piccolo Pawel morira',forse invece che ascoltare la voce di un computer sarebbe meglio sentire la voce della continua »

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Io sono il computer dio tuo.

venerdì 15 aprile 2011 di Dandy

Il primo degli episodi della grandiosa decina del "Decalogo",è indubbiamente quello più  esplicitamente legato alla religione.Duro e senza possibilità di consolazione(o redenzione?).In alcune scene(il calamaio che si rompe inspiegabilmente,l'icona che piange)il regista ha rischiato,ma è riuscito a essere convincente e toccante.Forse il più coraggioso della serie.Alcuni lo definirebbero il più blasfemo. continua »

Maja Komorowska al nipotino Wojciech Klafa
Vivere è... un regalo.
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Maja Komorowska al nipotino Wojciech Klafa
Vivere è... un regalo.
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Woieieeh Klata
Papà mi ha detto che si vive per facilitare la vita a quelli che verranno dopo di noi.
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Altre frasi celebri del film Decalogo, 1 oppure Aggiungi una frase

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

Da metafisico, Kieslowski osserva il mondo e la vita quasi standosene al di fuori. Il suo punto di vista è immobile, esterno alle vicende degli uomini, al loro mutare. Ma non così esterno e immobile da non condividerne la fatica e il dolore. Come l’Osservatore - presente nelle varie parti di Dekalog -, si carica dei dolore dei suoi personaggi, del peso della loro umana condizione. Meglio: lo condivide, quei peso. È la compassione a fondare il suo senso religioso dell’esistenza. O piuttosto - dal momento che si dichiara apertamente laico - il suo senso sacro dell’esistenza. »

di Lietta Tornabuoni La Stampa

È stato grandissimo il successo critico internazionale di questa serie di dieci film di un’ora circa ciascuno, realizzati per la televisione polacca, intesi a ripensare i comandamenti della religione cattolica in un periodo di smarrimento morale e di delegittimazione dei valori etici: Kieslowski è stato acclamato come un nuovo genio quaranteseienne, l’unico dopo Waida capace di ridare vita al cinema polacco, un artista di creatività e rigore esemplari. Adesso Il Decalogo arriva finalmente agli spettatori italiani: la prima parte comprende i due film che si riferiscono ai comandamenti “Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio all’infuori di me ” e “Non nominare il nome di Dio invano”, le altre parti seguiranno, a comandamenti accoppiati. »

di Luigi Paini Il Sole-24 Ore

Varsavia, un quartiere di periferia. Grandi palazzi tutti uguali ospitano persone come noi, chiamate a confrontarsi ogni giorno con i problemi concreti dell’esistenza: piccole liti, antipatie tra condomini, amori fugaci, matrimoni in crisi. Quasi nessuno saluta gli altri: si vive fianco a fianco, ma è sparita da tempo la voglia di frequentarsi e di conoscersi. Tra queste fredde costruzioni Krzysztof Kieslowski ambienta i dieci episodi del suo straordinario Decalogo: ognuno dei protagonisti - ognuno di noi - entra quotidianamente in contatto, che lo voglia o no, con grandi Interrogativi morali, ma nella maggior parte dei casi si trova nell’impossibilità di trovare una soluzione. »

Decalogo, 1 | Indice

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