Cronache di poveri amanti

Un film di Carlo Lizzani. Con Antonella Lualdi, Marcello Mastroianni, Anna Maria Ferrero, Wanda Capodaglio, Ada Colangeli.
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Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 109 min. - Italia 1953. MYMONETRO Cronache di poveri amanti * * * - - valutazione media: 3,40 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,40/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * - -
 critican.d.
 pubblico * * * 1/2 -
Tratto da un romanzo di Vasco Pratolini. Siamo a Firenze nei primi anni del fascismo: Mario è fidanzato con Bianca e conosce alcuni anti fascisti.
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Locandina Cronache di poveri amanti

Tratto da un romanzo di Vasco Pratolini. Siamo a Firenze nei primi anni del fascismo: Mario è fidanzato con Bianca e conosce alcuni anti fascisti. Uno di questi, Campolmi, viene picchiato dalle squadracce. Mario, facendogli visita, ha modo di conoscere sua moglie e se ne innamora. Campolmi muore; Mario, che ha rotto con la fidanzata, avrebbe via libera ma per rispetto al morto rinuncia. Intanto si è compromesso politicamente e un giorno i fascisti lo portano via.

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Premi e nomination Cronache di poveri amanti MYmovies
Premi e nomination Cronache di poveri amanti

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Nastri d'Argento
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2
Festival di Cannes
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Cronache di giorni infelici

giovedì 14 marzo 2013 di fedeleto

A Firenze negli anni venti,il fascismo dilage,ebbene gli abitanti di Via del Corno si dividono tra giovani che amano,anziani che spettegolano e camice nere che mettono il terrore,le disavventure incominciano quando Alfredo rifiuta di pagare il pizzo ai fascisti,e cosi viene malmenato ridotto in fin di vita.Sua moglie Milena viene corteggiata nel frattempo da un giovane  di nome Mario,ed invece Ugo e' un convinto antifascista che schierandosi Maciste combatte questo regime.Gli costera' continua »

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di Georges Sadoul

Nella Firenze del 1925, assistiamo alla vita di una strada, agli amori dei giovani che vi abitano, alle aggressioni fasciste e alla lotta degli antifascisti. Un'opera indiscutibilmente riuscita, che riesce a realizzare l'atmosfera del bel romanzo populista adattato, al cui centro l'antica stradetta fiorentina Via del Corno, col fabbro Maciste (Adolo Consolini) e le ragazze (Anna Maria Ferrero, Antonella Lualdi e Cosetta Greco). La sequenza migliore quella della "notte d' apocalisse" in cui, nel corso d'un tragico inseguimento, le Camicie Nere massacrano gli antifascisti (tra cui Maciste). »

di Mario Gromo La Stampa

Carlo Lizzani si affermò sino dal suo primo film, Achtung, banditi!, ineguale e qua e là incerto, ma ricco di pagine e di tocchi riusciti. In Achtung, banditi! rievocava la Resistenza ligure; in Cronache di poveri amanti rievoca alcuni episodi di una diversa ed eguale resistenza (al fascismo del 1925) calandoli in una serie di vicende fitte e parallele, ricordando un'epoca e un ambiente. È l'ambiente fiorentino di Via del Corno che il romanzo di Vasco Pratolini, dal quale il film è tratto, ha efficacemente delineato, e che ora Lizzani delinea non meno efficacemente. »

Ho ritrovato i poveri amanti

di Vasco Pratolini Cinema Nuovo

Cronache di poveri amanti doveva essere il mio primo libro; fu invece il sesto, riuscii a scriverlo soltanto nel '46, tutto di filato, come rincorrendo i fatti che ormai sembrava si disponessero da soli sulla pagina, dopo che per vent'anni li avevo nutriti di memoria e di fantasia. Poiché io ho abitato in via del Corno. Il ragazzo che appare nell'ultimo capitolo del libro e che si chiama Renzo, sono io. Ho abitato in via del Corno dal 1927 al 1930, in un periodo molto importante, duro e doloroso, della mia vita. »

di Guido Aristarco

Forse Cronache di poveri amanti rimarrà, con Senso di Visconti, il film più importante, indicativo e determinante prodotto nel '54 in Italia: come un film-chiave, un punto di riferimento e di orientamento nell'attuale crisi: la testimonianza, in questa crisi, di una ricerca, di una indicazione, di una autentica apertura in mezzo a tante e sospette indicazioni e falsi-scopi, a tanti sbandamenti verso un nuovo formalismo e nudi cronachismi e sommaria novellistica. Il film di Lizzani costituisce anzitutto un richiamo alla verità e al tempo stesso un tentativo di interpretazione critica della realtà, di superamento della cronaca per la storia, della novella per il romanzo, del naturalismo o realismo oggettivo per il realismo critico; indispensabile, quest'ultimo, per portar avanti l'eredità migliore del nostro cinema. »

Cronache di poveri amanti | Indice

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