Jerichow

Un film di Christian Petzold. Con Nina Hoss, Benno Fürmann, Hilmi Sözer, André Hennicke, Knut Berger.
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Drammatico, durata 93 min. - Germania 2008.
Consigliato assolutamente no!
n.d.
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * - -
 critican.d.
 pubblicon.d.
Nina Hoss
Nina Hoss (45 anni) 7 Luglio 1975 Interpreta Laura
Benno Fürmann
Benno Fürmann (48 anni) 17 Gennaio 1972 Interpreta Thomas
Hilmi Sözer
Hilmi Sözer (50 anni) 9 Marzo 1970 Interpreta Ali
André Hennicke
André Hennicke (61 anni) 21 Settembre 1959 Interpreta Leon
Knut Berger
Knut Berger   1975 Interpreta Il poliziotto
Marie Gruber
Marie Gruber 11 Giugno 1955 Interpreta La cassiera
Un individuo fallito incontra una donna e se ne innamora. I due arrivano a progettare l'omicidio del marito di lei.
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primo piano
Un melodramma "freddo" che rispecchia la coscienza tragica della società contemporanea
Marzia Gandolfi     * * * - -

Congedato dall'esercito con disonore, Thomas torna a Jerichow, un paese nel nord-est della Germania. Ereditata la casa materna e deciso a trovare un'occupazione si imbatte in Ali, imprenditore turco e marito geloso di Laura, malinconica moglie "trattenuta" al suo fianco col ricatto. Sulle rive bianche del Mar Baltico Ali, ebbro di vino, spinge Laura tra le braccia di Thomas. Obbligati a ballare allacciati sotto lo sguardo velato di Ali, Thomas e Laura si scopriranno perdutamente innamorati. Tra impetuosi amplessi e violenti attacchi di gelosia consumeranno il loro (melo)dramma e subiranno il loro destino.
Ispirato ad un fatto di cronaca e alle atmosfere di Qualcuno verrà di Vincente Minnelli, Jerichow è un melodramma classico e misurato che mette in scena tre personaggi e la loro brama di vivere al di sopra dei propri mezzi, nella convinzione che ci sia una vita altra, migliore, romanzesca e irraggiungibile. L'ingrediente chiave del film, non meno che della società che l'ha prodotto, è il denaro. Tutti ne hanno bisogno per restare, tornare o fuggire da Jerichow e le variabili delle reazioni prodotte da questa dipendenza raccontano l'umanità rappresentata: lui, lei e l'amante, topos quasi obbligato del genere. A differenza degli amanti prediletti dai film di Minnelli, Thomas non è un'artista. L'amante controllato e appassionato di Benno Fürmann è un borderline come gli altri lati del "triangolo".
Indugiando sulla loro marginalità, Ali è un immigrato, Laura un'ex galeotta, Thomas un soldato disonorato, il tedesco Christian Petzold relaziona i personaggi all'ambiente. Tre ritratti affannati alla ricerca di un'identità e mostrati in un microcosmo esistenziale e geografico avulso dal macrocosmo umano circostante. Due uomini e una donna di cui viviamo il quotidiano e di cui vediamo l'infelicità, la difficoltà di vivere e i desideri inappagati. Dentro un commento musicale improvviso e sospeso, Jerichow è stilisticamente scandito sulle passioni degli amanti ma tematicamente incentrato sull' Heimat: una patria (la Turchia) in cui ritornare per Ali, una casa da ricostruire per Thomas e una casa-patria da lasciare per Laura. Il mélo di Petzold somatizza allora l'eccessivo disadattamento e la smisurata tristezza dei protagonisti che, esacerbati, sfogano la loro energia fisica e psichica in un estenuante conflitto incrociato.
Ricorrendo alle figure imposte dal melodramma, l'autore soffia sui fuochi espliciti della passione, costruendo il pathos attraverso i primi piani e un linguaggio "muto" che fa parlare gli emarginati e tacere gli emarginanti. Facendo propria la lezione di Fassbinder e senza idealizzare le sue vittime che appena possono diventano a loro volta carnefici, Petzold elude il melodramma di maniera e l'artificiosità della rappresentazione melodrammatica, girando un dramma "freddo", non più catartico ma strumento efficace di rappresentazione della contemporaneità. Una "magnifica ossessione" contro il sentimentalismo di consumo.

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di Roberto Silvestri Il Manifesto

In una Mostra che ha scodellato i primi due film in competizione, entrambi, e proprio come Burn after reading, incantati radiografi dal denaro, dei suoi flussi di mercato, ma anche della vorticosa macchina della stupidità che mette in moto (e forse può aprire involontarie fuoriuscite di civiltà) non stupisce di trovare il Palazzo del cinema così pieno di polizia armata, e vigili e carabinieri, che del sacro denaro e dei suoi proprietari sono i custodi, nei secoli fedeli. Se si è soli, se si è isolati, se ci si chiude all'altro al diverso, al «facinoroso», e ci si compiace della propria cinica degradazione, si va verso il baratro. »

Fighting to Survive

di Anthony Lane The New Yorker

If the owners of the Terminator brand ever wish to revisit the Teutonic route, traversed in such crunching style by Schwarzenegger, they should take a good look at Benno Fürmann. His footsteps might not be as large as Arnie's, but he still cuts a forbidding figure, with blue eyes that could easily double as lasers. In a new German film, "Jerichow," he hardly ever starts a conversation, preferring to speak only when spoken to—like a polite child, or a prisoner in the dock. He doesn't move much, either, unless there are specific tasks to fulfill, such as loading a truck or putting his hand in a woman's mouth to stop her from crying out as they try to make silent love. »

Money Is the Fourth Party in a Romantic Triangle

di A. O. Scott The New York Times

“Jerichow,” a compact and somber movie by the German director Christian Petzold, proves that, in film as in engineering, the triangle is the strongest and most efficient structural principle. In essence a variation on “The Postman Always Rings Twice,”James M. Cain’s infinitely adaptable tale of lust, envy and deceit, “Jerichow” arranges its three main characters in a familiar pattern. There is a rich guy; his bored, beautiful, blond wife; and a rugged stranger, down on his luck and ready for action. »

Love triangle in Germany

di Kevin Thomas The Los Angeles Times

Christian Petzold's engrossing "Jerichow" plays like an inspired contemporary variation on "The Postman Always Rings Twice" with fresh complexities and bleak irony. The setting is rural Northeastern Germany, a region as rich in natural settings as it is impoverished economically. Turk émigré, Ali (Hilmi Sözer), through hard work, has become the owner of 45 lucrative snack stands scattered across the countryside. A German woman with a troubled past, Laura (Nina Hoss) has married him for convenience rather than love but proves to be an industrious helpmate. »

Jerichow | Indice

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