| Titolo originale | Los Abrazos Rotos |
| Anno | 2009 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Spagna |
| Durata | 129 minuti |
| Regia di | Pedro Almodóvar |
| Attori | Penélope Cruz, Lluís Homar, Blanca Portillo, José Luis Gómez, Rubén Ochandiano Tamar Novas, Marta Aledo, Agustín Almodóvar, Enrique Aparicio, Yuyi Beringola, Javier Coll, Juan Bautista Cucarella, Bina Daigeler, Sergio Díaz, Lola Dueñas, Rossy De Palma. |
| Uscita | venerdì 13 novembre 2009 |
| Tag | Da vedere 2009 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| MYmonetro | 3,06 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 24 marzo 2016
Un uomo scrive, vive e ama nel buio. È stato la vittima di un brutale aincidente d'auto 14 anni prima a Lanzarote. Non solo ha perso la vista ma anche la donna della sua vita, Lena. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, 4 candidature e vinto un premio ai European Film Awards, ha vinto un premio ai Critics Choice Award, In Italia al Box Office Gli abbracci spezzati ha incassato 3,7 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Mateo Blanco è stato un regista. Oggi non lo è più. È un non vedente che ha deciso di tagliare i ponti con il passato cambiando anche nome. Ora firma romanzi, soggetti e sceneggiature con lo pseudonimo Harry Caine. È ancora un uomo affascinante che ha deciso di prendere dalla vita quello che gli può ancora dare ma, al contempo, che sa di avere un grande bisogno dell'assistenza della produttrice Judit e di suo figlio Diego. La donna conosce perfettamente il tragico triangolo che ha visto coinvolto Mateo, il ricco Ernesto Martel e l'affascinante Lena. Harry deciderà di narrarlo anche a Diego.
Pedro Almodóvar può essere definito il Giano Bifronte del cinema contemporaneo. Come l'antica divinità ha uno sguardo che si volge al passato e uno indirizzato al presente e al futuro. Alternativamente, e secondo modalità che verrebbe da definire programmatiche, ce ne presenta ora l'uno ora l'altro. Se in Volver l'occhio era rivolto a un presente di passioni e di sentimenti che si volgevano verso un passato individuale che ne innervava l'essenza, in Gli abbracci spezzati lo sguardo è rivolto rigorosamente all'indietro, verso il cinema e il piacere della costruzione narrativa tanto inattaccabile quando fredda.
Tutto è magistrale nel suo cinema e quindi anche qui. La cecità come condizione esistenziale in cui l'immagine si fa ricordo, il cinema classico che finisce con l'ispirare addirittura il titolo del film (la sequenza del ritrovamento dei due cadaveri colti abbracciati dalla lava in Viaggio in Italia di Rossellini vista dai due protagonisti in un momento di distesa intimità), il cinema che narra il farsi del cinema nello stesso momento in cui mette in gioco un artificio narrativo tanto palese da dover essere denunciato («Questo è un fatto che succede solo nei film»). Tutto ciò e molto altro è presente nel film del regista mancheco che sfoggia come sempre rigore stilistico e cinefilico. Onore al merito. Ma la sua grandezza si esalta maggiormente quando, sulle orme del suo conterraneo letterario, combatte, vincendo, con i mulini a vento che agitano il cuore dell'essere umano.
E' un Almodovar molto diverso dal solito quello de "Gli Abbracci Spezzati", nonostante i temi di sempre e le molte citazioni autoreferenziali, come "La legge del desiderio", "Kika" (che a sua volta citava "Peeping Tom") e "Donne sull'orlo di una crisi di nervi". La differenza sta nel modo di affrontare le emozioni: non più attingendo a piene mani nel dolore o nella passione, ma guardando il tutto [...] Vai alla recensione »
Se non fosse stato per l'emicrania, probabilmente Pedro Almodóvar non avrebbe mai iniziato a scrivere Gli abbracci spezzati. "Ho sempre sofferto di forti mal di testa ma sono peggiorato nel 2006 mentre promuovevo Volver", ha raccontato il regista spagnolo che per molto tempo è stato costretto a prendere ogni giorno un cocktail di analgesici per attenuare il dolore. "Sono sicuro che il mio mal di testa sia diventato cronico perché per un lungo periodo ne ho abusato.
Ci sono almeno due buone ragioni per andare a vedere l' ultimo film di Pedro Almodovar, Abbracci Spezzati. Il principale si chiama Penelope Cruz e quindi non c' è molto da aggiungere. Attrice magnifica, capace di illuminare da sola film belli e brutti, la Cruz, come il suo compagno Javier Bardem, giustificano in ogni caso il viaggio da casa alla sala.