| Titolo originale | Charlie and the Chocolate Factory |
| Anno | 2005 |
| Genere | Fantastico |
| Produzione | USA, Gran Bretagna |
| Durata | 106 minuti |
| Regia di | Tim Burton |
| Attori | Johnny Depp, Freddie Highmore, Helena Bonham Carter, David Kelly, Deep Roy, Christopher Lee AnnaSophia Robb, Noah Taylor, Missi Pyle, James Fox, Adam Godley, Franziska Troegner, Julia Winter, Jordan Fry, Philip Wiegratz. |
| Uscita | venerdì 23 settembre 2005 |
| Tag | Da vedere 2005 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,88 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 6 marzo 2020
Argomenti: I film tratti da La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl
È l'avventura del piccolo Charlie e di altri fortunati bambini che potranno accedere per un giorno alla fabbrica di cioccolato e conoscere il buffo e misterioso mondo del proprietario Willy Wonka. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes, 2 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, In Italia al Box Office La fabbrica di cioccolato ha incassato 10,9 milioni di euro .
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Tim Burton reinterpreta a modo suo un grande classico per ragazzi, quel Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato che aveva il volto e la carica ironica di Gene Wilder. Un classico perché non c'è Natale in cui un'emittente tv non lo passi per la gioia degli adulti che lo amavano da bambini, e che segretamente ancora lo fanno. Stessa storia di allora, dal libro di Roald Dahl: il fantasmagorico Willy Wonka, il più grande cioccolataio del mondo, vive da anni chiuso dentro la sua magnifica fabbrica, che apre i cancelli solo per far uscire i carichi di dolci che vengono venduti in tutto il mondo. D'improvviso, la novità: dentro cinque tavolette di cioccolato si trovano altrettanti biglietti d'oro che danno diritto ad una visita di un giorno intero nella fabbrica di cioccolato. Per uno dei bambini c'è in serbo anche un premio speciale. Tra i cinque c'è il giudizioso Charlie, che col nonno Joe spera di poter vincere l'ambito premio.
Il paragone con l'originale è vinto a mani basse: tante e magnifiche sono le trovate visive e sonore - queste ultime merito del fido e sempre eccellente Danny Elfman - da lasciare a bocca aperta qualsiasi dentista. Questo remake di Burton, il paladino dei bambini cattivi, brilla di un'atmosfera che da tempo mancava dalle sue produzioni, e cioè un riguardo particolare per il punto di vista dei veri bambini, quelli anagrafici. È un film complesso, certo, come lo sono oggi i bambini, ma semplice, perché giocato attorno a pochi grandi sentimenti: il paragone non può che essere casalingo e cioè con quel Edward mani di forbice che resta un capolavoro di ineguagliata poesia nella filmografia del regista 47enne. Johnny Depp è più bravo di allora, ma forse meno ispirato. Peccato, perché a rubargli la scena è un omino di 1 metro e 32 centimetri d'altezza che si chiama Deep Roy e interpreta tutti i 165 Oompa Loompa operai della fabbrica: se la qualità è anche somma della quantità, allora è lui il premio Oscar della prossima stagione. Una presenza costante su un set dove la magia ha una forza tale da pervadere tutto, rompere lo schermo e arrivare dritto al cuore di chi lo guarda, per la gioia sommessa del suo grande burattinaio, mister Tim Burton.
Che darà la tv a Natale 2025?
La fabbrica di cioccolato di Burton è la 2ª trasposizione cinematografica del romanzo di Dahl Charlie e la fabbrica di cioccolata, dopo Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato di M. Stuart. Willy Wonka è un tipico personaggio burtoniano: è il diverso, colui che è escluso o si autoesclude, è solitario, introverso, chiuso nel suo mondo, non riesce a comunicare, ad avere contatti diretti con l’altro, è dotato di qualità e sensibilità speciali, è un artista-inventore, ha in sé la pulsione a superare regole e convenzioni, è un essere incompiuto, sospeso tra infanzia ed età adulta. All’inizio, diversamente dagli altri eroi burtoniani, non sogna di uscire dal suo spazio, perché disprezza il mondo esterno; in seguito, grazie all’aiuto di Charlie, passa dallo spazio interno a quello esterno; alla fine torna alla reclusione nella fabbrica, anche se porta con sé i Bucket, traccia dell’esterno. Come altri eroi burtoniani, Wonka deriva le sue difficoltà da un rapporto tormentato col padre (assente nel libro di Dahl). A un certo punto della sua vita, Willy scopre la mortalità, la finitudine. Cerca allora un erede, indice il concorso, dà inizio al tour, ai castighi dei ragazzi. Il tour è una sorta di viaggio dantesco: le punizioni riprendono il modello del contrappasso. Willy non punisce solo i ragazzi, ma anche i loro genitori e il tipo di educazione che questi hanno dato ai figli. Sceglie Charlie come erede perché il ragazzo è segnato dalla semplicità, dall’umiltà, dalla dignità della povertà, dalla passione per un piacere puro, incontaminato, ma anche disciplinato, equilibrato. Willy e Charlie sono due personaggi complementari. Willy è un adulto-bambino e ha ciò che manca a Charlie, la possibilità di concretizzare la fantasia. Charlie è un bambino-adulto e ha ciò che manca a Willy, la famiglia. Grazie a Charlie, Willy si apre al passato rimosso, vive il distacco naturale dal padre, attraversa il valico della maturità, portando con sé una traccia dell’infanzia, rappresentata da Charlie, che gli fa ritrovare anche la creatività perduta.
Willy Wonka, il più grande cioccolatiere di tutti i tempi, indìce un misterioso concorso: i fortunati cinque vincitori avranno l'onore di visitare la famigerata fabbrica con la promessa di un grande premio finale... Che cos'è La Fabbrica di Cioccolato? Un sofisticato ribaltamento di ruoli, in cui l'unico vero bambino è l'eccentrico titolare Willy Wonka, con la sua fantasia, il desiderio per i dolci [...] Vai alla recensione »
Cioccolata a fiumi, e tutta vera: se vedendo La fabbrica di cioccolatodi Tim Burton vi verrà fame, sappiate che è una fame salutare, non un effetto speciale. Il cioccolato di Willy Wonka non è fatto al computer. Così come sono «autentici» gli Oompa-Loompa, i nanetti che lavorano nella fabbrica e che sono tutti interpretati, uno per uno, dall’attore keniano (di origine indiana) Deep Roy.