| Titolo originale | Les Rivières pourpres - Les anges de l'Apocalypse |
| Anno | 2004 |
| Genere | Thriller |
| Produzione | Italia, Francia, Gran Bretagna |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Olivier Dahan |
| Attori | Jean Reno, Benoît Magimel, Christopher Lee, Camille Natta, Augustin Le Grand Serge Riaboukine. |
| MYmonetro | 2,39 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Sceneggiato da Luc Besson, arriva il seguito de I fiumi di porpora, inquietante film diretto a suo tempo da Mathieu Kassovitz. Stavolta, a dirigere Jean Reno nei panni dell'ispettore Niemans, è il giovane ma rodato Olivier Dahan
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CONSIGLIATO NÌ
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Una delle classiche critiche che si rivolgono al cinema americano, è quello di serializzare e succhiare il sangue creativo da qualunque brand abbia un minimo di successo e riscontro commerciale. Si potrebbero citare innumerevoli esempi di film autoconclusivi che vengono inspiegabilmente ripresi con rattoppi vari per allungarne il brodo narrativo e Matrix in questo senso svetta supremo. Siccome i francesi scimmiottano appena possono il cinema Hollywoodiano, ecco giungere, senza che nessuno ne sentisse il bisogno, il secondo episodio de I fiumi di Porpora, che, nel processo di clonazione, ha mantenuto solo la presenza, assonnata, di Jean Reno. Senza Kassovitz dietro la cinepresa e soprattutto senza il romanzo originale alle spalle a fare da traino e stimolo, questo secondo episodio, si inerpica incerto su un percorso nel quale misticismo, violenza e fantascienza vengono mescolati e serviti in pasto ad uno spettatore oramai assuefatto ad ogni tipo di sbobba. Si manda giù, ma il retrogusto è amarognolo. Trama, recitazione, creatività e spessore drammaturgico sono ai minimi termini. Assolutamente dimenticabile al cinema, potrà forse valere i soldi di noleggio estivo.
Un film votato allo spettacolo frivolo in stile cartoon, una storia improbabile e forzata con i nostri eroi che se la cavano in extremis...vabbè. Saluti.
Concepito come un prodotto in grado di rivaleggiare con il film d’azione americano, il francese «I fiumi di porpora» (2000) si era dimostrato una sfida vincente: felice l’idea di adattare il romanzo best seller di Jean-Christophe Grangé (Garzanti) che in patria aveva venduto due milioni di copie; giusta l’intuizione di affidare la regia all’emergente Mathieu Kassovitz segnalatosi a Cannes con l’incisiva [...] Vai alla recensione »