| Anno | 1966 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 123 minuti |
| Regia di | Gillo Pontecorvo |
| Attori | Yacef Saadi, Jean Martin, Fawzia El Kader, Ugo Paletti, Tommaso Neri, Mohamed Ben Kassen Kerbash, Franco Morici, Brahim Hadjadj, Samia Kerbash, Fusia El Kader, Michele Kerbash, Gene Wesson. |
| Tag | Da vedere 1966 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 4,38 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 28 agosto 2020
Magnifica rievocazione di un momento storico, cruciale nel cammino della lotta per l'indipendenza algerina e della figura di un capo rivoluzionario. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, ha vinto 3 Nastri d'Argento, Il film è stato premiato a Venezia,
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Magnifica rievocazione di un momento storico, cruciale nel cammino della lotta per l'indipendenza algerina, e della figura di un capo rivoluzionario, Alì La Pointe. Convertitosi alla causa nazionalista dopo un passato burrascoso, viene ucciso nel suo rifugio dalle truppe francesi. I disordini momentaneamente cessano: ricominciano nel '60, e nel '62 l'Algeria diventa una nazione libera. Il film ha vinto il Leone d'Oro alla Mostra di Venezia nel 1966. È certamente l'opera di maggior rilievo del regista. Di grande rigore espressivo, tale da rasentare, in alcuni punti, il documentario. Un film che ha fatto molti proseliti. Un'opera d'arte che trascende il cinema.
Film anticolonialista di Gillo Pontecorvo, che tre anni dopo ne dirigerà un altro – “Queimada” – ambientato in un’immaginaria isola dei Caraibi oppressa dal dominio portoghese. “La battaglia di Algeri”, girato in bianco e nero nel 1966, rappresenta una delle denunce più dure contro l’oppressione francese dell’Algeria, ma al tempo [...] Vai alla recensione »
È doveroso riconoscere che la vicenda di questo film di Gillo Pontecorvo – pur avendo intenzionalmente e polemicamente trascurato di mettere in luce gli ultimi anni del conflitto franco-algerino (non illustrando perciò in alcun modo la parte risolutiva avuta dalla Francia, con gli accordi di Evian, nella crisi finale del dramma) – ci ripropone con una certa equidistanza il quadro angoscioso di quei [...] Vai alla recensione »