| Titolo originale | Bend of the River |
| Anno | 1952 |
| Genere | Western |
| Produzione | USA |
| Durata | 91 minuti |
| Regia di | Anthony Mann |
| Attori | Rock Hudson, James Stewart, Julie Adams, Arthur Kennedy, Lori Nelson, Jay C. Flippen Chubby Johnson, Harry Morgan, Royal Dano, Frances Bavier, Howard Petrie, Stepin Fetchit. |
| Tag | Da vedere 1952 |
| MYmonetro | 4,14 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 6 giugno 2011
Glyn, un bandito pentito, guida una carovana dal Missouri all'Oregon. Salva la vita a McCole (Kennedy), che sta per essere impiccato. Insieme i due co...
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Glyn, un bandito pentito, guida una carovana dal Missouri all'Oregon. Salva la vita a McCole (Kennedy), che sta per essere impiccato. Insieme i due conducono la carovana salvandola dagli indiani. I coloni acquistano i viveri per l'inverno pagandoli in anticipo, ma al momento della consegna i prezzi sono decuplicati perché nella zona è scoppiata la febbre dell'oro. Glyn, aiutato da McCole, recupera le provviste, ma durante il viaggio quest'ultimo decide di renderle ai minatori ad un prezzo maggiore. Neutralizza Glyn e lo abbandona sui monti ferito. Ma questi insegue McCole e i suoi complici, li raggiunge e rimette le cose a posto. L'antico bandito è proprio diventato un eroe, premiato anche con l'amore. Il più significativo dei western che compongono la serie diretta da Mann e interpretata da Stewart (gli altri titoli sono Winchester '73, Terra lontana, L'uomo di Laramie, Lo sperone nudo). Questi film rappresentavano un'evoluzione nei temi western, anche se la chiave morale era semplice e monolitica, e proponevano soluzioni anticipatrici, come il ricorso a una certa violenza dolorosa e reale, e all'uso degli esterni. James Stewart non era John Wayne, nemmeno fisicamente, le sue azioni erano più complesse, gli ostacoli meno prevedibili e l'eroismo non così manifesto, sempre che ci fosse. Stewart aveva più ironia e difetti di Wayne, dunque suggeriva maggiore identificazione. I suoi personaggi erano risolutori, ma solo alla fine, e con grande fatica. Nei primi anni Cinquanta, dunque nella più preziosa stagione del western ( Mezzogiorno di fuoco, Il cavaliere della valle solitaria, Il grande cielo, Rio Bravo, L'amante indiana), le storie di James Stewart e Anthony Mann emersero proponendo una via del west forte e nuova, di qualità popolare e di più profonde implicazioni. Cinema grandissimo.
James Stewart come ho già fatto osservare in altre recensioni dopo la guerra, dove aveva combattuto in Aviazione (raggiungerà il grado di generale) meritandosi decorazioni al valore, cambiò il genere affrontando personaggi anche drammatici (4 gialli con Hitchcok tra cui: L'uomo che sapeva troppo, La finestra sul cortile) abbandonando il tipo di ragazzo un pò sventato. [...] Vai alla recensione »