La prima regista tedesca a vincere il Premio della Giuria al Festival di Cannes con Il suono di una caduta. Dal 26 febbraio al cinema.
di Fabio Secchi Frau
Regista berlinese, Mascha Schilinski è stata la prima regista tedesca a vincere il Premio della Giuria al 78esimo Festival di Cannes con Il suono di una caduta (al cinema dal 26 febbraio).
Autrice di struggenti drammi al femminile, seppur giovanissima, ha saputo imporsi come affermata autrice grazie a significative pietre miliari per il cinema tedesco in un momento storico estremamente potente per le donne nella Settima Arte.
Dalle sue opere emerge uno stile registico fondato su un realismo psicologico rigoroso, una messa in scena essenziale e un uso estremamente controllato dei mezzi formali.
La Schilinski tende infatti a costruire i conflitti emotivi, privilegiando un ritmo lento e osservativo che lascia sedimentare il non detto, mettendo in risalto la ripetizione di dinamiche familiari, la trasmissione del trauma e la fragilità dei legami. Temi che vengono tradotti visivamente in una fotografia sobria ma molto espressiva, capace di oscillare tra naturalismo e una dimensione quasi simbolica. Il sonoro, in particolare, diventa un elemento strutturale e vettore emotivo, mentre la direzione degli attori punta a interpretazioni trattenute, quasi opache, che amplificano la sensazione di intimità e inquietudine.
Esperta di un cinema dell'interiorità, che combina precisione formale, attenzione ai micro-movimenti emotivi e un forte interesse per le dinamiche intergenerazionali, mantiene sempre un equilibrio tra realismo e una sottile aura mitica o archetipica.