Presentato a Cannes nella sezione Un Certain Regard, il film diretto e interpretato da Alex Lutz, con una straordinaria Karin Viard, gioca con i canoni della commedia per accompagnarci dentro una relazione dolce e passionale. GUARDA ORA »
di Silvia Guzzo
Dopo un incontro fortuito in metropolitana iniziato con una discussione accesa, Aymeric e Nathalie sembrano non volersi lasciare più. Rapiti da un’attrazione dirompente, i due prima litigano, poi fanno l’amore, poi iniziano a parlare fitto fitto per raccontarsi tutto, finché si può.
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Vivace e partecipata, la loro conversazione ha tuttavia una data di scadenza molto ravvicinata: trascorsa la serata, una volta sorto il sole, non potranno rivedersi più – o almeno questa è l’intenzione di Nathalie. Entrambi, infatti, sono sposati e hanno una vita a cui tornare una volta terminato l’intenso e fugace interludio d’amore.
Questo l’incipit di Sconosciuti per una notte, l’intimo film romantico presentato a Cannes nel 2023 nella sezione Un Certain Regard.
Ambientato nelle vie di una Parigi silenziosa e contemplativa, il quarto lungometraggio di Alex Lutz – già dietro alla macchina da presa del fortunato Guy (2018) – gioca con i canoni della commedia per accompagnarci nei meandri di una relazione d’amore dolce e passionale, in cui tutto sembra doversi giocare nell’arco di una sola notte, unica e irripetibile.
Aymeric e Nathalie appaiono infatti decisi a godersi a pieno quel momento presente che così prepotentemente minaccia di andare via, per dissolversi per sempre e non ritornare più. E così, quel poco tempo concesso per stare insieme da perfetti sconosciuti pretende di essere vissuto fino in fondo, per le strade di una città che sembra non dormire mai.
Con la coppia ci imbuchiamo a una festa in casa organizzata da un gruppo di giovani universitari, ci introduciamo in un locale di scambisti desiderosi di fare nuovi incontri per sperimentare esperienze non convenzionali, ci sdraiamo sull’erba di un parco per guardare, sussurrando, il cielo stellato.
Nel frattempo, l’amore scorre veloce e nel giro di poche ore tra i due protagonisti si instaurano dialoghi intimi e profondi, nascono incomprensioni, riavvicinamenti, baci, carezze, gelosie e allontanamenti.
Condensato in una notte, il legame tra Aymeric e Nathalie attraversa, in un lasso di tempo limitato, le complesse e altalenanti fasi di un rapporto ben più lungo e duraturo. Ciò che rimane costante, però, è la reciproca tenerezza, perché, come sostiene la stessa Nathalie, «toccarsi in qualche modo rassicura: bisogna solo stringersi per una frazione di secondo; poi allontanarsi, e ricominciare».
Nei panni dei due protagonisti il regista Alex Lutz e la star del cinema francese Karin Viard, che firma anche la sceneggiatura insieme a Lutz e Hadrien Bichet. Costruita quindi a sei mani, la vicenda al centro del film, all’apparenza prevedibile e lineare, nasconde una riflessione inaspettata sulla ciclicità del tempo, la caducità della vita, il significato delle relazioni.
Grazie a un finale che rimette in discussione tutto quello che lo ha preceduto, Sconosciuti per una notte si chiude aprendo lo sguardo: quando la notte finisce, il tempo si ferma, o forse ritorna, e l’amore continua.