Su MYmovies i primi 13 minuti del film che segna l'esordio alla regia di Michela Cescon, un film che esplora il genere noir e mette al centro una inedita figura femminile che scivola tra le pieghe di una Roma bellissima e serpeggiante, in forma strepitosa. Da giovedì 8 luglio al cinema.
di Giorgio Crico
Roma, oggi. La notte accompagna, protegge e accarezza una misteriosa figura completamente vestita di pelle che gira per la città a cavallo di una moto, attraversandola da parte a parte con incredibile destrezza, in base a dove ha bisogno di andare. Si tratta dell’ultimo caso di cronaca che sta mettendo a ferro e fuoco la città: un inafferrabile rapinatore che porta regolarmente a termine i suoi colpi, disseminandoli su tutto il territorio dell’Urbe con un’agilità mai vista.
A cercare di mettergli i bastoni tra le ruote c’è il romanissimo commissario Murena, impegnato in una guerra di logoramento a distanza con il criminale di cui non riesce a scoprire nulla, fatta eccezione per quei pochi brandelli di video che ottiene dalle telecamere di sicurezza delle banche che il rapinatore assalta. Anche le immagini, comunque, non lo aiutano: chiunque potrebbe nascondersi sotto quei completi totalmente neri, sotto quei caschi opachi da motociclista.
Per dare una svolta alle indagini, il commissario chiede l’aiuto non ufficiale di un suo vecchio amico ed ex agente della polizia di Parigi soprannominato Il francese, detective finissimo, colto e quasi infallibile, capace di risolvere tutti i casi che ha affrontato a eccezione di uno, in cui è rimasta coinvolta sua figlia. Proprio in occasione dell’anniversario di quel suo unico, tragico fallimento, Il francese torna a Roma ogni anno ed è in quei giorni che Murena gli chiede disperatamente di aiutarlo mentre il rapinatore motorizzato non identificato continua a portare a termine i suoi colpi, sempre più inafferrabile e sfuggente, capace letteralmente di scomparire all’interno dell’intrico delle strade romane
Occhi blu - presentato al Taormina Film Fest e al cinema da giovedì 8 luglio - è l’esordio alla regia dell’attrice Michela Cescon, volto molto noto del nostro cinema (e anche protagonista di più di una sortita nel mondo della televisione) che, per la sua prima volta, ha deciso di misurarsi con un genere che in Francia chiamano polar, facendo una crasi tra “poliziesco” e “noir” per dare risalto alla forte dimensione introspettiva e intima che vivono i protagonisti parallelamente allo svolgimento dell’indagine.
È un film d’atmosfera, fatto di immagini e di sequenze cariche fin quasi a scoppiare, denso di silenzi che riempiono le inquadrature e tengono il registro espressivo complessivo entro quella sottile zona d’ombra a metà tra il tensivo e lo psicologico, dove ci si aspetta che, da un momento all’altro, qualunque personaggio venga travolto dalla montagna emotiva con cui sta lottando, quali che siano le sue ragioni. Sullo sfondo, bellissima e serpeggiante, una Roma in forma strepitosa.