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Visti, rivisti e mai visti... su MYmovies, dal cult di animazione Akira al cinema di Kore'eda

La seconda parte della rassegna in streaming: curiosando tra generi e autori, ogni martedì alle ore 20.30 in compagnia del cinema giapponese. ACCEDI AI FILM.

venerdì 11 giugno 2021 - mymovieslive

Prende il via martedì 22 giugno alle ore 20.30, sulla piattaforma streaming MYmovies, la seconda parte della rassegna Visti, rivisti e mai visti… intitolata “Dal cult di animazione Akira al cinema di Kore’eda, curiosando tra generi e autori” (a cura di Isabella Lapalorcia e Miyata Mai
dell'Istituto Giapponese di Cultura in Roma), una staffetta affidata a cinque film rappresentativi di una cinematografia che fin dall’inizio della sua storia ha saputo offrire agli spettatori di più generazioni, a diverse latitudini, filoni narrativi e canoni estetici del tutto distintivi.

Noir, film storici, animazione, drammi familiari e riflessioni su temi come il dolore, bullismo, disabilità, famiglia, complotti reali e fantastici, amicizia, onore, gioventù, violenza: un percorso breve ma significativo, come significativa è stata la scelta di alcune case di distribuzione italiane di scommettere su una cinematografia ancora troppo poco presente sui grandi schermi delle sale occidentali. Non solo nomi di grande attualità come quelli di Kore’eda Hirokazu o Miike Takashi che hanno firmato la regia di due dei titoli in programma, Father and Son (2013) e 13 Assassini (2010),  ma anche registi che più di 30 anni fa hanno portato il cinema di animazione giapponese all’attenzione del mondo intero, come Otomo Katsuhiro e il suo Akira (1988), un colossal del settore realizzato grazie a uno straordinario lavoro d’equipe che coinvolse oltre 1300 animatori provenienti dalle maggiori compagnie di produzione cinematografiche giapponesi allora operanti nel paese. 
E accanto al nome di Otomo, quello dei giovani che hanno ereditato un patrimonio culturale e artistico da portare avanti con professionalità, rigore e innovazione, come nel caso della giovane Yamada Naoko e il suo recente film La forma della voce (2016). 
A rappresentare un genere che trova estimatori in tutto il mondo, ma anche spettatori molto attenti alla coerenza narrativa e alla suspense, è il thriller Confessions (2010) di Nakashima Tetsuya, un’amara storia di perdite e conflitti interiori, di aspettative e frustrazioni che raccontano quanto siano complesse le relazioni umane e quanto imprevedibili azioni e reazioni.


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