Ottime ambientanzioni per un film che però non sa mantenere la coerenza. Presentato al FEFF di Udine.
di Tommaso Drudi
Per intercettare gli estremi di quella specie di "sottile linea rossa", come la chiamerebbe Kipling, che divide il comico dal serioso, il romanzesco dalla necessità di realismo, è sempre indispensabile l'elemento discretivo. Quella capacità cioè, nel caso specifico dell'action, di coordinare le esigenze di spettacolo, puro e carnevalesco, con la tensione alla profondità del racconto e all'indagine dei personaggi.
Si può dire fin da subito che a Bodies at rest, più di ogni altra cosa, manca proprio questo: un focus che direzioni il film nella prospettiva di uno sviluppo coerente con le premesse, sulla scorta di una scrittura consapevole.