Il premio come miglior film va a Keeper, storia di due ragazzi quindicenni che si ritrovano inaspettatamente genitori.
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di Emanuele Sacchi
Si chiude un'edizione del Torino Film Festival ricca di eterogeneità nelle esperienze di visione: la consueta compresenza di opere prime e seconde nel Concorso, di hit del circuito festivaliero in Festa Mobile e di retrospettive ricche di classici del grande schermo ha funzionato ancora una volta, confermando il TFF come unico festival metropolitano in Italia e vetrina ineguagliabile per ciò che è transitato dai maggiori festival internazionali (Cannes, Toronto, Berlino, Locarno).
Ad aggiudicarsi i premi principali al Torino Film Festival 33 è il tema di una scelta ben precisa, benché maturata in situazioni e contesti molto diversi tra loro: quella di due personaggi femminili di "tenere", ossia di non abortire e di dare alla luce il proprio bambino.
Il vincitore della categoria Miglior film - premio assegnato da una giuria composta da Valerio Mastandrea, Marco Cazzato, Josephine Decker, Jan-Ole Gerster e Corin Hardy - porta questa scelta nel suo ambivalente titolo, Keeper: un significato doppio, "colui che tiene" ma anche "portiere di calcio", come il giovanissimo protagonista del film.
Il debutto del franco-belga Guillaume Senez è tutt'altro che la tipica selezione da festival. Lontano dai generi e dalle atmosfere comunemente associate al cinema d'autore, ha tutti i requisiti per piacere anche a un pubblico meno smaliziato: una trama avvincente, un cast credibile, un tema difficile da affrontare, gestito con verosimiglianza e senza ricorrere ad artifici eccessivi. La storia è quella di due ragazzi quindicenni che si ritrovano inaspettatamente genitori di un nascituro e dilaniati da una decisione impossibile, destinata a condizionare le loro vite e le loro carriere in ogni caso.
Premio Speciale della giuria e Miglior attrice vanno entrambi all'argentino Paulina di Santiago Mitre, storia di una idealista che sceglie di insegnare nelle zone più povere e pericolose del confine tra l'Argentina e il Paraguay. Dopo aver subito uno stupro, in cui sono coinvolti alcuni dei suoi alunni, e dopo aver scoperto di essere rimasta incinta, la donna compie la scelta più estrema: quella di non abortire e di non denunciare i colpevoli, sostituendosi, con il proprio sacrificio, a una giustizia socialmente iniqua. Un tema eticamente scottante, uno svolgimento forse troppo convenzionale, una prova intensa di Dolores Fonzi, che le vale il premio.
Si aggiudica due onorificenze, il Premio del pubblico e quello per il Miglior attore, anche Coup de Chaud di Raphaël Jacoulot, un noir che mescola atmosfere del cinema di Claude Chabrol e riflessione sociale: lo straordinario protagonista, Karim Leklou, veste i panni di un membro di una famiglia gitana, cosa che lo rende immediatamente colpevole di furto agli occhi della comunità.
Si allontanano dal sociale per affrontare temi più personali, invece, i vincitori ex aequo del Premio per la Miglior sceneggiatura. Sopladora de Hojas di Alejandro Iglesias, avventura adolescenziale con punte surreali, vanta dei dialoghi brillanti che, senza affrontare grandi temi universali, mantengono vivo il tono agrodolce della pellicola. Il cinese A Simple Goodbye, invece, è la ricostruzione di un lutto personale, quello della regista Degena Yun, che rivive la malattia terminale del padre (il regista mongolo di western Saifu) come momento cruciale della sua formazione di donna.
Nessun titolo per i quattro film italiani in concorso, ma il nostro cinema ha modo di consolarsi con il Premio Cipputi, categoria trasversale alle sezioni del festival e dedicata alle tematiche del mondo del lavoro, assegnato a Il successore di Mattia Epifani.
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Miglior film - Keeper di Guillaume Senez
Premio Speciale della giuria - Fondazione Sandretto Re Rebaudengo - Paulina di Santiago Mitre
Premio per la Miglior attrice - Dolores Fonzi per il film Paulina di Santiago Mitre
Premio per il Miglior attore - Karim Leklou per il film Coup de Chaud di Raphaël Jacoulot
Premio per la Miglior sceneggiatura ex-aequo - A simple goodbye di Degena Yun e Sopladora des hojas di Alejandro Iglesias Mendizábal
Premio del pubblico - Coup de chaud di Raphaël Jacoulot