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Si può fare, due video tratti dal film

Lo slogan che diventa realtà.
di Lisa Meacci

Ci si commuove ridendo

martedì 4 novembre 2008 - Video

Ci si commuove ridendo
È stato accolto dalla stampa con uno scrosciante applauso e definito il "vincitore morale" del Festival: dopo il successo riscosso al Festival Internazionale di Roma, il film Si può fare di Giulio Manfredonia è già nelle sale. Si continua ad apprezzare il lavoro del regista e dei loro interpreti, quasi con un'atmosfera di sorpresa, dovuta un po' alla riscossa del cinema italiano che stavolta ha fatto centro.
Il punto di forza della pellicola è la sincerità, una verità semplice ma significativa, fino ad ora trascurata dal mondo cinematografico. Non a caso si tratta di una storia realmente accaduta che non può non toccarci e spingerci alla riflessione. Lo stesso Claudio Bisio, interprete di Nello, il sindacalista anticonformista, ha dichiarato: "Dopo aver letto questa sceneggiatura bellissima mi sembrava una favola; poi alla fine ho saputo che è reale, e mi è venuta la pelle d'oca".
Da vicino nessuno è normale
La legge Basaglia negli anni '80 decretò la chiusura dei manicomi, un atto importante date le tante strutture che odoravano di ospedale e di carcere più che di accoglienza, ma forse una mossa un po' prematura per il nostro paese che, al solito, difetta per la mancanza di mezzi. Ambientato in questo periodo, il film racconta di come Nello grazie all'aiuto di uno psichiatra d'avanguardia, che diminuisce ai malati i loro farmaci, riesce a reintrodurre nella vita sociale un gruppo di malati mentali. Diventato direttore di una cooperativa, insegna ai "matti" un mestiere e l'arte di arrangiarsi, senza trascurare le emozioni forti date dall'amicizia, dalla solidarietà e dall'amore. "Si può fare" diventa dunque il loro slogan, il testimone di una ri-nascita e della nuova consapevolezza che il confine tra normalità e pazzia è davvero molto labile. Lo striscione con cui hanno sfilato i tanti interpreti del film sul red carpet romano diceva infatti "Da vicino nessuno è normale".
E a proposito del cast, il regista ha raccontato: "Volevo delle facce nuove, ma anche dei fuoriclasse. Così ho fatto una specie di pre-provino molto lungo. Tre mesi di prove con la solo promessa di un possibile ingaggio. Li ho anche lasciati da soli per 12 ore nell'ex manicomio di Santa Maria della Pietà di Roma in un padiglione tuttora abbandonato e fatiscente dove si respirava ancora l'aria della costrizione".
Il risultato è una bella commedia italiana che fa ridere e commuovere insieme.

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