|
|
gianleo67
|
giovedì 13 settembre 2012
|
la malintesa banalità del male
|
|
|
|
Grigio e ombroso portiere di uno stabile si occulta nottetempo sotto il letto di una giovane e bella inquilina, che provvede a narcotizzare, con lo scopo di sconvolgerne metodicamente la gaia e solare esistenza,insinuando in lei il seme oscuro e invisibile dell'infelicità. La improvvisa ed inaspettata visita del fidanzato di lei sconvolgono ed accelerano i suoi malsani propositi. Thriller psicologico in precario equilibrio tra i pungoli smussati di una artificiosa critica sociale e le velleitarie ambizioni di una riflessione metaforica sulla banalità del male. Il film del non più esordiente Balaguerò ([REC]) sembra subito scoprire le carte in tavola (sovvertendo la regola aurea del genere) attraverso una dichiarazione d'intenti palese quanto scontata dove il reo ed il suo crimine sono concessi allo spettatore sin dall'incipit e senza alcuna ambiguità ma sottendendo la potenzialità (alfine svilita) del meccanismo narrativo di proporci un percorso conoscitivo sulle oscure trame che attraversano la psicologia contorta del suo mesto protagonista.
[+]
Grigio e ombroso portiere di uno stabile si occulta nottetempo sotto il letto di una giovane e bella inquilina, che provvede a narcotizzare, con lo scopo di sconvolgerne metodicamente la gaia e solare esistenza,insinuando in lei il seme oscuro e invisibile dell'infelicità. La improvvisa ed inaspettata visita del fidanzato di lei sconvolgono ed accelerano i suoi malsani propositi. Thriller psicologico in precario equilibrio tra i pungoli smussati di una artificiosa critica sociale e le velleitarie ambizioni di una riflessione metaforica sulla banalità del male. Il film del non più esordiente Balaguerò ([REC]) sembra subito scoprire le carte in tavola (sovvertendo la regola aurea del genere) attraverso una dichiarazione d'intenti palese quanto scontata dove il reo ed il suo crimine sono concessi allo spettatore sin dall'incipit e senza alcuna ambiguità ma sottendendo la potenzialità (alfine svilita) del meccanismo narrativo di proporci un percorso conoscitivo sulle oscure trame che attraversano la psicologia contorta del suo mesto protagonista. Per la verità (ed è questo il neo più evidente dell'operazione) l'autore indugia confusamente tra la ricerca fuorviante di una motivazione oggettiva (le confessioni del portiere al capezzale della madre malata) e la manifestazione sconcertante (e sconcertata) della sua inconsistenza . Non si ha il coraggio,insomma, di affrontare con radicalismo il tema della banalità del male; si abbozza un relativismo etico (il comportamento patologico del portiere, la crudeltà venale della piccola ricattatrice, le vessazioni sproporzionate del vetusto amministratore) alla ricerca di una improbabile motivazione alla gratuità delle cattiverie che si infliggono agli altri (pensiamo al compiacimento ipocrita del protagonista nello svilire la condizione umana della signora Verónica prospettandogli un presente di irreversibile senilità). Improbabile più a livello stilistico che tematico comunque, non affronta adeguatamente la materia trattata, rifuggendo da un lato gli aspetti più retrivi del 'grand guignol' (pensiamo al rigore di 'Harry, pioggia di sangue') e dall'altro quelli più alti del surrealismo o del grottesco (Bunuel docet): operazione di inverosimiglianza che si appiattisce sugli aspetti più banali del genere thriller senza riformarlo veramente. Rattrista un pò la concessione del contributo statale ad operazioni di tal fatta. Eccellente comunque la caratterizzazione sinistra che Luis Tosar fornisce al suo psicotico e lucido portiere. Finale non proprio a sorpresa. Si consiglia comunque la visione...di ciò che si cela sotto il letto prima di andare a dormire.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a gianleo67 »
[ - ] lascia un commento a gianleo67 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
mr.duff
|
venerdì 10 agosto 2012
|
triste storia di un essere malato e perverso
|
|
|
|
Se non fosse stato per il finale, questo film sarebbe stato davvero un fiasco. Non considerando il fatto che è qualcosa di gia visto e rivisto (mi viene in mente The Resident con Hilary Swank) il film parte lento, fa rimanere un po confusi sulla dinamica degli evanti (che poi verranno presto spiegati) ma il protagonista non convince. Le caratteristiche spagnole si vedono e si apprezzano, ma il trailer e la locandina illudono. Ci aspetta un film di suspance e da "salti dalla poltrona" e invece si conosce è tutto molto prevedibile. Un uomo triste e solo con un lavoro umile e monotono quale quello di portiere di un condominio che altro non vuole che vedere le persone attorno a lui tristi e sole per sentirsi meglio.
[+]
Se non fosse stato per il finale, questo film sarebbe stato davvero un fiasco. Non considerando il fatto che è qualcosa di gia visto e rivisto (mi viene in mente The Resident con Hilary Swank) il film parte lento, fa rimanere un po confusi sulla dinamica degli evanti (che poi verranno presto spiegati) ma il protagonista non convince. Le caratteristiche spagnole si vedono e si apprezzano, ma il trailer e la locandina illudono. Ci aspetta un film di suspance e da "salti dalla poltrona" e invece si conosce è tutto molto prevedibile. Un uomo triste e solo con un lavoro umile e monotono quale quello di portiere di un condominio che altro non vuole che vedere le persone attorno a lui tristi e sole per sentirsi meglio. Riesce nel suo intento ad eccezione di una donna che esce dall'ascensore ogni mattina col sorriso stampato in faccia, anche dopo i numerosi messaggi di cattivo gusto e le lettere perverse che le arrivano ogni giorno. Il plot è anche interessante ma poteva essere sviluppato meglio. La scena con la signora Veronica è una della più forti e d'impatto dell'intero film, ma nulla a che vedere col genere. Colpo di scena possiamo chiamarlo sicuramente, perchè il classico finale tanto classico non lo è. Film che sfiora a stento a sufficienza ringraziando la seconda parte della pellicola
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a mr.duff »
[ - ] lascia un commento a mr.duff »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
arminiolorenza
|
martedì 7 agosto 2012
|
il quotidiano che fa paura
|
|
|
|
Tutto sembra così quotidiano: l'alba, la sveglia, la foto sul comodino di una coppia sorridente, una doccia e il recarsi al lavoro. Tutto è così quotidiano, così reale. E diventa piano piano, per lo spettatore, spaventoso che così quotidiano sia: che il male, l'abiezione, abbia strada così facile nell'esecuzione di un piano, di una missione personale del custode di questo condominio che consiste nel rendere infelici le persone che lo circondano in generale e in particolare far sparire il sorriso dal volto di Clara.
E il sorriso si spegne piano anche sulla bocca dello spettatore che assiste alla riuscita del crudele piano di Cesar.
[+]
Tutto sembra così quotidiano: l'alba, la sveglia, la foto sul comodino di una coppia sorridente, una doccia e il recarsi al lavoro. Tutto è così quotidiano, così reale. E diventa piano piano, per lo spettatore, spaventoso che così quotidiano sia: che il male, l'abiezione, abbia strada così facile nell'esecuzione di un piano, di una missione personale del custode di questo condominio che consiste nel rendere infelici le persone che lo circondano in generale e in particolare far sparire il sorriso dal volto di Clara.
E il sorriso si spegne piano anche sulla bocca dello spettatore che assiste alla riuscita del crudele piano di Cesar.
Nessuno è risparmiato, nemmeno sua madre inferma, al cui capezzale si reca ogni giorno e che può rispondere solo gemendo ai racconti del figlio.
La consapevolezza della riuscita della missione risparmia a Cesar il salto nel vuoto, il suicidio a cui sembra spingerlo la sua disperazione, suicidio risparmiato dalla sua scioccante vittoria.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a arminiolorenza »
[ - ] lascia un commento a arminiolorenza »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
ultimoboyscout
|
martedì 19 febbraio 2013
|
notturno tormento.
|
|
|
|
Cesar è il portiere di un palazzo di Barcellona. E' un tipo strano, infelice e insoddisfatto cronico, ignorato sistematicamente dai condomini dei quali, invece, sa tutto. In particolare, Cesar, è indispettito da Clara e dalla sua allegria e decide di cancellarle dalla faccia quel suo stupido sorriso intrufolandosi nella sua casa per sabotarle la tranquilla vita quotidiana. "Bed time" è il classico thrille psicologico che si tiene alla larga dal soprannaturale dei precedenti lavori di Balaguerò, ci conduce in una lenta quanto inesorabile discesa negli inferi della mente di un mostro sadico, crudele, sociopatico capace di inventare ogni giorno un modo diverso di torturare la sua vittima in maniera sistematica e diabolica.
[+]
Cesar è il portiere di un palazzo di Barcellona. E' un tipo strano, infelice e insoddisfatto cronico, ignorato sistematicamente dai condomini dei quali, invece, sa tutto. In particolare, Cesar, è indispettito da Clara e dalla sua allegria e decide di cancellarle dalla faccia quel suo stupido sorriso intrufolandosi nella sua casa per sabotarle la tranquilla vita quotidiana. "Bed time" è il classico thrille psicologico che si tiene alla larga dal soprannaturale dei precedenti lavori di Balaguerò, ci conduce in una lenta quanto inesorabile discesa negli inferi della mente di un mostro sadico, crudele, sociopatico capace di inventare ogni giorno un modo diverso di torturare la sua vittima in maniera sistematica e diabolica. Idea non originale ma a tratti efficace, è un'escalation estrema che porta l'ignara ragazza, colpevole solamente di essere solare e positiva, verso l'annientamento. Il regista di "Rec" si addentra in un atipico horror macabro, disturbante, con una buona premessa ma che, fondamentalmente, non dice nulla e non aggiunge niente. Luis Tosar poi non riesce ad essere così spaventoso come il suo personaggio imporrebbe e Balaguerò dirige in maniera fin troppo piatta, poco incisiva e del tutto evanescente. La pellicola va scemando già dopo pochi minuti, imbocca quasi subito una pericolosa discesa, si sgonfia e si corrode da sola in un finale più che deludente e dove serviva il colpo gobbo o almeno un aumento d'ansia o di tensione, il film procede sempre uguale, totalmente incapace di imprimere alla storia nuovi spunti e il necessario cambio di passo.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a ultimoboyscout »
[ - ] lascia un commento a ultimoboyscout »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
purplerain
|
sabato 5 gennaio 2013
|
obsesiòn
|
|
|
|
Di film sull'ossessione amorosa ne abbiamo visti tanti, e da poco ne uscì uno in cui un uomo affittò un appartamento ad una donna per poi drogarla di notte e abusare di lei!! Direi trama molto simile a questa ma nel film di Balaguero c'è qualcosa in più: l'ossessione dell'uomo non è solo legata al sesso o all'amore non riposto, ma lui è semplicemente pazzo. E la cosa più particolare è che la sua pazzia non è dovuta ad un padre dispotico oad una madre possessiva o da altre persone che abusavano di lui, no, o almeno il regista evita di dare una giustificazione alla sua pazzia!! Proprio in virtù dell'assenza di spiegazione sulla pazzia chi osserva il film non può patteggiare per il protagonista, e anche cercando di mettersi nei suoi panni, non può giustificare la sua ossessione amorossa solo con il fatto che, essendo Clara una bella ragazza, egli la debba desiderare e ottenere a tutti i costi e giustificarne le azioni!! La sua follia è tale che i momenti di felicità di chi lo circonda e anche di chi lo stima e gli dimostra affetto, come la signora con i cani, gli procurano dolore e a quel punto decide di annientare la loro felicità e di condividere la sua follia con una madre costretta passivamente a letto, che ascolta e piange ma null'altro può!! Sceneggiatura semplice ma non banale, i personaggi principali sono ben sviluppati, non sapremo mai a cosa è dovuta la follia di Cèsar ma poco importa, il suo rapporto con la madre è poco sviluppato forse perchè poco importante, dal momento che, inchiodata a letto, è donna passiva e di poco spessore all'interno del film.
[+]
Di film sull'ossessione amorosa ne abbiamo visti tanti, e da poco ne uscì uno in cui un uomo affittò un appartamento ad una donna per poi drogarla di notte e abusare di lei!! Direi trama molto simile a questa ma nel film di Balaguero c'è qualcosa in più: l'ossessione dell'uomo non è solo legata al sesso o all'amore non riposto, ma lui è semplicemente pazzo. E la cosa più particolare è che la sua pazzia non è dovuta ad un padre dispotico oad una madre possessiva o da altre persone che abusavano di lui, no, o almeno il regista evita di dare una giustificazione alla sua pazzia!! Proprio in virtù dell'assenza di spiegazione sulla pazzia chi osserva il film non può patteggiare per il protagonista, e anche cercando di mettersi nei suoi panni, non può giustificare la sua ossessione amorossa solo con il fatto che, essendo Clara una bella ragazza, egli la debba desiderare e ottenere a tutti i costi e giustificarne le azioni!! La sua follia è tale che i momenti di felicità di chi lo circonda e anche di chi lo stima e gli dimostra affetto, come la signora con i cani, gli procurano dolore e a quel punto decide di annientare la loro felicità e di condividere la sua follia con una madre costretta passivamente a letto, che ascolta e piange ma null'altro può!! Sceneggiatura semplice ma non banale, i personaggi principali sono ben sviluppati, non sapremo mai a cosa è dovuta la follia di Cèsar ma poco importa, il suo rapporto con la madre è poco sviluppato forse perchè poco importante, dal momento che, inchiodata a letto, è donna passiva e di poco spessore all'interno del film. L'unica cosa che Cèsar riesce a regalare a Clara è un dono grande, e incredibilmente quello stesso dono regalerà alla donna quel sorriso che lui le aveva tolto per giorni, fino al finale destinato a cambiare la vita della donna per sempre. Carino!! Non uno di quei film da non perdere ma almeno durante tutta la visione ci spinge a guardarlo fino alla fine per sapere se almeno nei film esiste la giustizia!!
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a purplerain »
[ - ] lascia un commento a purplerain »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
alessandro di fiore
|
mercoledì 22 agosto 2012
|
un horror per adulti
|
|
|
|
Cosa fa più paura in un film dell’orrore? Dipende. Per esempio dipende dagli occhi di chi lo guarda. Se sono gli occhi di un adolescente i virtuosismi degli effetti speciali capaci di dare corpo a creature mostruose suscitano di norma senso di angoscia e di panico. Se sono gli occhi di un adulto, di un adulto navigato agli orrori della vita reale, quelle creature mostruose rappresentano semmai una fuga facile e ingenua dalla vera mostruosità che a volte si nasconde abilmente dietro l’ apparente e rassicurante routine dell’uomo di strada, del coinquilino, del portiere di un condominio oppure addirittura di noi stessi. Già, di noi stessi. Negli occhi dell’adulto il mostro fa paura quando non si vede, oppure, peggio, quando lo si vede tutti i giorni guardandosi nello specchio, quando lo si vede in se stessi, nella propria vita infelice senza senso e senza scopo che va gradatamente acquisendo senso e scopo nel distruggere per rivalsa la sfacciata ed esibita felicità altrui.
[+]
Cosa fa più paura in un film dell’orrore? Dipende. Per esempio dipende dagli occhi di chi lo guarda. Se sono gli occhi di un adolescente i virtuosismi degli effetti speciali capaci di dare corpo a creature mostruose suscitano di norma senso di angoscia e di panico. Se sono gli occhi di un adulto, di un adulto navigato agli orrori della vita reale, quelle creature mostruose rappresentano semmai una fuga facile e ingenua dalla vera mostruosità che a volte si nasconde abilmente dietro l’ apparente e rassicurante routine dell’uomo di strada, del coinquilino, del portiere di un condominio oppure addirittura di noi stessi. Già, di noi stessi. Negli occhi dell’adulto il mostro fa paura quando non si vede, oppure, peggio, quando lo si vede tutti i giorni guardandosi nello specchio, quando lo si vede in se stessi, nella propria vita infelice senza senso e senza scopo che va gradatamente acquisendo senso e scopo nel distruggere per rivalsa la sfacciata ed esibita felicità altrui.
La prima sequenza del film dell’ottimo Balaguerò ci descrive la routine del risveglio che si ripete tutte le mattine, risveglio accompagnato da gesti quasi meccanici per quanto siano abituali, e che potrebbero appartenere ad ognuno di noi. Poi lo spettatore è invitato a comprendere l’antefatto di quei gesti, sicché la riproposta sequenza del risveglio, che in sé dovrebbe rafforzare l’idea della routine, alla luce dell’antefatto ormai svelato rappresenta l’esibizione dell’orrore. E’ questo il pregio principale (ma non l’unico) di una sceneggiatura rigorosamente adatta ad un pubblico adulto. Sì, questo “Bed time” può essere definito un horror per adulti, perché solo chi ha vissuto per lungo tempo la quotidianità può scorgerne le insidie. E solo chi può scorgere le mostruose insidie della quotidianità può comprendere quanto una mente folle possa nel contempo essere lucida.
E’ la lucida e folle mente del protagonista, l’ottimo Luis Tosar che impersona l’annoiato e abitudinario portiere di un condominio, il quale solo condividendo la propria infelicità riuscirà a sfuggire al suicidio. Non c’è bisogno di effetti speciali per costruire il mostro, anzi la mostruosità risiede proprio nella circostanza che essa non ha bisogno di artifici, identificandosi alla perfezione nella psiche di un uomo.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a alessandro di fiore »
[ - ] lascia un commento a alessandro di fiore »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
queenbeelw
|
domenica 30 settembre 2012
|
la sociopatia da un punto di vista privilegiato
|
|
|
|
Ottima interpretazione di Luis Tosar, ti induce quasi a stare dalla sua parte, nel suo spietato piano di togliere il sorriso altrui, essendo lui incapace di sorridere e di essere felice. A tratti fa quasi tenerezza, subito dopo riesce a turbarti con la sua manipolazione diabolica. Tensione alle stelle e finale inaspettato. Lo adoreranno gli amanti degli psycho triller!
|
|
|
[+] lascia un commento a queenbeelw »
[ - ] lascia un commento a queenbeelw »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
alexambro
|
domenica 12 agosto 2012
|
se sto male io...
|
|
|
|
Inquietante !
Ecco un buon film diverso da tanti altri. Un thriller non scontato che sa trasmettere la giusta atmosfera e inquietudine.
Un cattivo come pochi.
Non è un film leggero consigliato a tutti, ma con questo non voglio dire che non sia di qualità, azni.
|
|
|
[+] lascia un commento a alexambro »
[ - ] lascia un commento a alexambro »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
donni romani
|
mercoledì 8 agosto 2012
|
la follia inghiotte l'infelicità
|
|
|
|
Tensione psicologica, inquietudine a fior di pelle, malessere latente che sfocia nella cattiveria pura, quella senza sensi di colpa o rimorsi, propria dei sociopatici, fatta di vendette covate da sempre che non scalfiscono però la disperazione di fondo. Perchè César, il protagonista di questo originale thriller spagnolo è segnato dall'infelicità, un'infelicità assoluta e senza possibilità di essere scalfita, se non nel perfido proposito di far soffrire chi gli è vicino, tanto più se sorride alla vita.
[+]
Tensione psicologica, inquietudine a fior di pelle, malessere latente che sfocia nella cattiveria pura, quella senza sensi di colpa o rimorsi, propria dei sociopatici, fatta di vendette covate da sempre che non scalfiscono però la disperazione di fondo. Perchè César, il protagonista di questo originale thriller spagnolo è segnato dall'infelicità, un'infelicità assoluta e senza possibilità di essere scalfita, se non nel perfido proposito di far soffrire chi gli è vicino, tanto più se sorride alla vita. E allora ecco che Clara, una giovane gentile, generosa ed ottimista diventa la vittima perfetta. César è in posizione privilegiata per introdursi nella casa e nella vita di Clara, essendo il portiere dello stabile in cui la ragazza vive. Nottetempo si introduce nell'appartamento di lei, si sdraia sotto al suo letto, aspetta che si addormenti, poi la narcotizza e mette in atto il suo piano, fatto di piccole ripicche all'inizio - una sostanza spalmata in bagno le provocherà una brutta allergia, una mela marcia darà il via ad un'invasione di insetti - per poi alzare la posta, arrivando a minare il futuro stesso della ragazza. Lo sguardo di Luis Tosar regala a Cèsar un'inquietudine trattenuta durante il giorno, per lasciar spazio alla follia notturna, a quel gorgo di rabbia e rancore verso l'umanità intera che lo porta talvolta sull'orlo del suicidio ma che si risolve sempre con un atto di violenza verso gli altri, perchè solo nell'infelicità altrui la sua disperazione può trovare una momentanea pace. Le visite alla madre malata, e il rapporto ambiguo con una bambina che ha scoperto il lato oscuro della personalità di Cesar sono gli unici momenti di debolezza di un uomo svuotato, ma che da quel vuoto trae forza, nutrendosi del dolore altrui con una semplicità e una naturalezza che invece di abbassare il volume sull'orrore di una mente malata lo acuiscono e lo rendono più inquietante. La scelta di Balaguerò di non ricorrere a scene madri o a colpi di scena sottolineati da musiche ricche di tensione ma di diluire la suspance in lunghe scene mai rivelate fino in fondo è originale ed elegante e non a caso una fra le più crudeli sequenze è annidata in un apparentemente banale dialogo fra César e un'anziana inquilina del palazzo. Da brivido, senza bisogno di sangue o di sguardi allucinati. E il messaggio del regista - comunicare che talvolta l'infelicità diventa talmente insopportabile da aver bisogno di annientare la felicità altrui - è dolente e attuale, specchio di una disperazione che la cronaca ci riporta ogni giorno come movente per delitti atroci e apparentemente incomprensibili.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a donni romani »
[ - ] lascia un commento a donni romani »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
enigammi
|
sabato 18 agosto 2012
|
il vero orrore è nel titolo italiano
|
|
|
|
va bene, il titolo spagnolo non è eccezionale.
ma perché peggiorarlo con un ridicolo gioco di parole? che senso ha prendere il titolo spagnolo, non tradurlo, e inventarne uno in inglese? tra l'altro se il titolo riecheggia un altro film, sarebbe anche una questione di correttezza
ora io augurerei vivamente ai traduttori che ingiuriano in tal modo i film di diventare vittime di césar...
a parte questo: bel film. curatissime le luci, le inquadrature, le atmosfere, i tempi.
buoni gli interpreti: azzeccatissimo tosar, che ha il volto e la mimica giusta per il personaggio, ed ottimi anche i vicini, molto ben caratterizzati.
ottima anche la scelta di intervallare il lato morboso del sadismo di césar con cattiverie più quotidiane, e umane, ai danni di vicini irritanti - e tutto sommato quasi si condividono i sentimenti e le reazioni di césar, la cui crudeltà, a volte portata a spasso dagli eventi, si sviluppa e cresce in modo estremamente naturale, quasi fatalistico.
[+]
va bene, il titolo spagnolo non è eccezionale.
ma perché peggiorarlo con un ridicolo gioco di parole? che senso ha prendere il titolo spagnolo, non tradurlo, e inventarne uno in inglese? tra l'altro se il titolo riecheggia un altro film, sarebbe anche una questione di correttezza
ora io augurerei vivamente ai traduttori che ingiuriano in tal modo i film di diventare vittime di césar...
a parte questo: bel film. curatissime le luci, le inquadrature, le atmosfere, i tempi.
buoni gli interpreti: azzeccatissimo tosar, che ha il volto e la mimica giusta per il personaggio, ed ottimi anche i vicini, molto ben caratterizzati.
ottima anche la scelta di intervallare il lato morboso del sadismo di césar con cattiverie più quotidiane, e umane, ai danni di vicini irritanti - e tutto sommato quasi si condividono i sentimenti e le reazioni di césar, la cui crudeltà, a volte portata a spasso dagli eventi, si sviluppa e cresce in modo estremamente naturale, quasi fatalistico.
qualche neo qua e là; in particolare, il rapporto con la madre resta un po'sospeso, è funzionale ad introdurre ai perché di césar ma poi viene messo da parte senza perché, quasi "sperando" che lo spettatore se ne scordi. il risultato è che sembra abbandonato a metà e alla fine viene da pensare che serva "solo" a far parlare césar all'inizio.
il finale, completamente inaspettato, riscatta tutti i piccoli difetti ed è il degno culmine del film. e considerato quanto è difficile trovare un film con un buon finale dò quattro stelle.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a enigammi »
[ - ] lascia un commento a enigammi »
|
|
d'accordo? |
|
|
|