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brucemyhero
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lunedì 15 agosto 2011
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la custode di mia sorella.
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Un film che con attori stupendi e una regia perfetta, affronta la durissima realtà della malattia. Quella di uno tra altri figli. Improbabile che una ragazzina di 11 anni abbia il coraggio, o la forza di lottare in tribunale per i prorpi diritti. Si tratta infatti di un piano architettato... Grande la Diaz come sempre. Di certo un film che stramerita di essre visto perchè non scade mai, nè nel patetico, nè nella cruda consapevolezza che quel che dev'essere sarà. Si resta in bilico fino all'ultimo, perchè una madre non vuole arrendersi all'ineludibile. E fà riflettere molto la figlia voluta per.. Si arriva in alcuni punti anche ad odiare la caparbietà materna, e l'essersi approfittati, complice una regolamentazione in materia legislativa che non contempla tale possibilità di una legittima richiesta.
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Un film che con attori stupendi e una regia perfetta, affronta la durissima realtà della malattia. Quella di uno tra altri figli. Improbabile che una ragazzina di 11 anni abbia il coraggio, o la forza di lottare in tribunale per i prorpi diritti. Si tratta infatti di un piano architettato... Grande la Diaz come sempre. Di certo un film che stramerita di essre visto perchè non scade mai, nè nel patetico, nè nella cruda consapevolezza che quel che dev'essere sarà. Si resta in bilico fino all'ultimo, perchè una madre non vuole arrendersi all'ineludibile. E fà riflettere molto la figlia voluta per.. Si arriva in alcuni punti anche ad odiare la caparbietà materna, e l'essersi approfittati, complice una regolamentazione in materia legislativa che non contempla tale possibilità di una legittima richiesta. Ma poi tutto appare chiaro. Grandi intepretazioni, un film per riflettere..
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irontato
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giovedì 9 dicembre 2010
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cry,cry,cry
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Questo film è una macchina da lacrime e anche se l'approfondimento sulla tematica della malattia è interessante e coinvolgente la ricerca ostentata di situazioni emotive tristi per coinvolgere lo spettatore è troppo insistente e abusata.Flashback,madri combattive al limite della pazia e amori oncologici dalla fine tragica sommati insieme danno un risultato poco credibile.Un pò più di sobrietà avrebbe dato alla pellicola quel pathos che una storia di malattia e sofferenza dovrebbe trasmettere.
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milco fadda
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giovedì 4 novembre 2010
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e' tutto vero!
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E' un film che nonostante non sia tratto da una storia vera è STRAORDINARIAMENTE vero!!!...Sono volontario in un reparto di pediatria/oncologia, l'arredamento non è lussuoso, anzi è deprimente, di borghese non c'è nulla e niente musica ad arte. Le lacrime non hanno bisogno di essere "strappate" perchè se devono cadere cadono da sole. I gusti sono gusti, anche Il Gladiatore è un bel film e ci sono milioni di persone che guardano "certi reality". Questo film è vita reale, succede ogni giorno ed io non dico che a qualcuno faccia comodo non saperlo, anzi peggio, dico che troppi qualcuno sono " talmente piccoli e poveri" che non arriveranno mai a saperlo.
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E' un film che nonostante non sia tratto da una storia vera è STRAORDINARIAMENTE vero!!!...Sono volontario in un reparto di pediatria/oncologia, l'arredamento non è lussuoso, anzi è deprimente, di borghese non c'è nulla e niente musica ad arte. Le lacrime non hanno bisogno di essere "strappate" perchè se devono cadere cadono da sole. I gusti sono gusti, anche Il Gladiatore è un bel film e ci sono milioni di persone che guardano "certi reality". Questo film è vita reale, succede ogni giorno ed io non dico che a qualcuno faccia comodo non saperlo, anzi peggio, dico che troppi qualcuno sono " talmente piccoli e poveri" che non arriveranno mai a saperlo...........Un giorno entro in un bar, chiedo se posso entrarci tenendo in braccio il mio cane ( Sprizzi). La padrona acconsente dicendomi che ci mancherebbe, che sarà retorica ma i cani sono meglio delle persone. Retorica? Abbiamo usato talmente a caso la parola retorica che dire che gli animali sono migliori di noi è retorica, che un film del genere è "così" perchè il regista è uno strappalacrime, nonostante abbia raccontato una storia non vera ma una storia reale, che esiste e non è retorica...............
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mic84
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venerdì 13 agosto 2010
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un film che porta a riflettere
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Non ero attratta dal titolo e nemmeno dalla trama poi dei miei amici mi hanno spinto ad andarlo a vedere e l'ho trovato decisamente bello, non avevo mai letto/sentito una storia del genere e mi sono stupita a vedere cosa si farebbe per i figli e soprattutto cosa si fa per i fratelli o sorelle...
Per me decisamente un bel film e lo consiglio a tutti.
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7alieni
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lunedì 2 agosto 2010
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la custode di mia sorella
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Una bella coppia con tre figli, due di questi nati con un destino diverso da ciò che convenzionalmente si definisce normale: una malata di cancro il cui nome è Kate (Sofia Vassilieva), l'altra, la più piccola nata per permettere alla sorella di sopravvivere (da qui il titolo); il suo dovere quello di sottoporsi a costanti prelievi e operazioni per donare ciò che è suo alla vita di Kate, per i genitori (Cameron Diaz e Jason Patric) tutto va bene così fino a quando le due ragazze non decidono di prendere in mano le loro vite... La figlia più piccola, Anna (Abigail Breslin), decide quindi di far causa ai genitori per riavere i diritti sul proprio corpo, affidandosi ad un famoso avvocato (Alec Baldwin); la coppia di coniugi si ritrova improvvisamente a riflettere sulle decisioni passate.
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Una bella coppia con tre figli, due di questi nati con un destino diverso da ciò che convenzionalmente si definisce normale: una malata di cancro il cui nome è Kate (Sofia Vassilieva), l'altra, la più piccola nata per permettere alla sorella di sopravvivere (da qui il titolo); il suo dovere quello di sottoporsi a costanti prelievi e operazioni per donare ciò che è suo alla vita di Kate, per i genitori (Cameron Diaz e Jason Patric) tutto va bene così fino a quando le due ragazze non decidono di prendere in mano le loro vite... La figlia più piccola, Anna (Abigail Breslin), decide quindi di far causa ai genitori per riavere i diritti sul proprio corpo, affidandosi ad un famoso avvocato (Alec Baldwin); la coppia di coniugi si ritrova improvvisamente a riflettere sulle decisioni passate. incredibilmente riprovevole è il loro comportamento nei confronti di Anna, atteggiamento che appare giustamente egoista, immaturo, insensibile e crudele, mentre straordinario è il legame dei tre figli che riescono a trattenere un doloroso segreto... La forza di volontà e la grinta che Anna mette nel suo intento sono ammirevoli e questo ci dimostra che non è importante quale sia il compito da svolgere, fosse anche il più difficile, ciò che conta è l'amore che ci metti nel farlo. Nonostante il film viene visto dall'ottica di Anna, conosciamo a fondo il calvario di Kate, emozionante per quanto breve e fragile, il cui dolore sarà allietato da un amore inaspettato... Film maestralmente diretto da Nick Cassavetes che, nonostante tutto, al momento, non lascia tempo per riflettere ma soltanto per singhiozzare...
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darkangel ita
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giovedì 10 giugno 2010
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stupendo!
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Film tanto triste quanto bello e commovente.
La piccola ammalata Kate e' molto convincente nella sua malattia. Straconsigliato!
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cucciola90
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domenica 11 aprile 2010
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bello bello bello bello bello
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Stupendo veramente, guardatelo tutti è molto profondo, bellissimooooooooooooo!!!!!
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cucciola90
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giovedì 18 marzo 2010
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film che lascia il segno!!!
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Ho appena finito di vederlo e devo dire che sono ancora senza parole per come questo film riesce veramente a toccarti il cuore senza far uso di effetti speciali o altro, solo i puri sentimenti sono i protagonisti di questa meravigliosa storia che fa riflette su quanto è grande il dono della vita!!!
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ale85
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giovedì 18 marzo 2010
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stupendoo
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Secondo me è un ottimo film e mi costa ammetterlo, ma ho pianto dall'inizio alla fine ed era secoli che non mi succedeva guardando un film!!!!
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lallosa
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giovedì 11 marzo 2010
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film molto profondo... critica superficiale
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A mio modesto giudizio, solo chi non ha avuto la sfortuna di combattere con una malattia in casa può fare una recensione con estrema superficialità come quella postata in questa sede.
Purtroppo la realtà è che non c'è una macchina strappalacrime in situazioni del genere, perchè quelle lacrime, sempre in primo piano nel film, rappresentano la realtà e la quotidianità di famiglie che si trovano a combattere ogni giorno, oltre che con il male, anche con la burocrazia che invece di dare un po' di sollievo appesantisce le diverse situazioni.
Chi non capisce il vero senso di questo film per me non sa emozionarsi nè sa immedesimarsi ma, probabilmente per attirare l'attenzione, sa solo criticare chi invece ha avuto il coraggio, seppur per interesse economico, di mostrare quanto sia difficile un menage familiare in situazioni del genere e soprattutto la forza di queste madri che non si vogliono arrendere nemmeno all'evidenza dei fatti, talmente sono abituate a lottare contro tutto e tutti prima di vedere morire i propri figli.
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A mio modesto giudizio, solo chi non ha avuto la sfortuna di combattere con una malattia in casa può fare una recensione con estrema superficialità come quella postata in questa sede.
Purtroppo la realtà è che non c'è una macchina strappalacrime in situazioni del genere, perchè quelle lacrime, sempre in primo piano nel film, rappresentano la realtà e la quotidianità di famiglie che si trovano a combattere ogni giorno, oltre che con il male, anche con la burocrazia che invece di dare un po' di sollievo appesantisce le diverse situazioni.
Chi non capisce il vero senso di questo film per me non sa emozionarsi nè sa immedesimarsi ma, probabilmente per attirare l'attenzione, sa solo criticare chi invece ha avuto il coraggio, seppur per interesse economico, di mostrare quanto sia difficile un menage familiare in situazioni del genere e soprattutto la forza di queste madri che non si vogliono arrendere nemmeno all'evidenza dei fatti, talmente sono abituate a lottare contro tutto e tutti prima di vedere morire i propri figli.. e con loro la speranza.
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