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dragonia
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martedì 14 febbraio 2012
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interessante, ma troppo ingarbugliato
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In un mondo i cui le persone si fanno sostituire da cloni robotici, i "Surrogates" del titolo, un detective (il solito Willis) deve indagare su alcuni omicidi compiuti con una misteriosa arma. La pista lo porterà, dopo la distruzione del proprio surrogato, ad entrare in campo in carne ed ossa ed a scoprire un diabolico complotto... Prendendo spunto da un misconosciuto graphic novel, Jonathan Mostow imbastisce un thriller fantascientifico che ricorda molto il recente Io Robot sia per atmosfere che per trama (l'attore che interpreta il genio della robotica è addirittura lo stesso!), condito con ottimi effetti speciali e con un cast che si impegna discretamente.
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In un mondo i cui le persone si fanno sostituire da cloni robotici, i "Surrogates" del titolo, un detective (il solito Willis) deve indagare su alcuni omicidi compiuti con una misteriosa arma. La pista lo porterà, dopo la distruzione del proprio surrogato, ad entrare in campo in carne ed ossa ed a scoprire un diabolico complotto... Prendendo spunto da un misconosciuto graphic novel, Jonathan Mostow imbastisce un thriller fantascientifico che ricorda molto il recente Io Robot sia per atmosfere che per trama (l'attore che interpreta il genio della robotica è addirittura lo stesso!), condito con ottimi effetti speciali e con un cast che si impegna discretamente. Purtroppo, però, al di là dell'originalissimo (mica tanto) spunto e di tematiche sociopolitiche affrontate in modo bene o male convincente, il film inciampa su un elemento cruciale, cioè su quello della trama, che appare ingarbugliata e sacrificata a momenti di riflessione che, torando costantemente durante la visione, non sono proprio necessari. Alla fine, troppi interrogativi sulla storia restano senza risposta, e anche il lato meramente action non è niente di particolare e risulta incapace di coinvolgere completamente. Spiacente di dare un tale giudizio su un film nel quale riponevo molte aspettative, ma questo spettacolone della Touchstone raggiunge a malapena la sufficienza per il modo superficiale con cui viene affrontata la storia.
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ultimoinquisitore
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giovedì 9 febbraio 2012
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fantascienza del futuro e riflessione sull'oggi
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Passato abbastanza velocemente nelle sale è un'opera che andrebbe vista e, se ricapita, rivederla appena la passano in televisione. Un film da giovedì sera, bello forte e maledettamente attuale, ispirato a una novella per fumetti. Non è Blade Runner e nemmeno Io Robot. Durante la pellicola ve ne dimenticate dei confronti, perchè venite catapultati immediatamente nell'azione/thriller da serie tv dove si parla velocemente, si ragiona velocemente, ci si muove velocemente, e se il protagonista è Bruce Willis questo è tutto dire. Purtroppo il film finisce anche velocemente, ma non fa rimare male nessuno. La critica alla società, che stavolta non è esposta con frasi banali e discorsi pleonastici, si presenta da sola, cattiva, varia e colorata! Un mondo così colorato quanto finto (come i capelli di Willis!).
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Passato abbastanza velocemente nelle sale è un'opera che andrebbe vista e, se ricapita, rivederla appena la passano in televisione. Un film da giovedì sera, bello forte e maledettamente attuale, ispirato a una novella per fumetti. Non è Blade Runner e nemmeno Io Robot. Durante la pellicola ve ne dimenticate dei confronti, perchè venite catapultati immediatamente nell'azione/thriller da serie tv dove si parla velocemente, si ragiona velocemente, ci si muove velocemente, e se il protagonista è Bruce Willis questo è tutto dire. Purtroppo il film finisce anche velocemente, ma non fa rimare male nessuno. La critica alla società, che stavolta non è esposta con frasi banali e discorsi pleonastici, si presenta da sola, cattiva, varia e colorata! Un mondo così colorato quanto finto (come i capelli di Willis!). Un po' di sani pugni in pancia (metaforici) per lo spettatore conditi con l'azione e l'ambientazione in un prossimo futuro sono gli ingredienti ideali per una torta che ogni tanto va decisamente gustata!
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davide_chiappetta
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martedì 16 agosto 2011
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attuale
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E' sorprendente la somiglianza tra questo film e Avatar usciti nello stesso anno, c'è da dire che sembri il suo cattivo gemello, cattivo inteso come pessimista, ma bando alle somiglianze questo film è molto più attuale e quasi-realistico che tutte le menate su possibili mondi ecologici o matrixiani, e ha qualcosa da dire rispetto a questi altri film, infatti il racconto evidenzia molto bene uno dei mali di questo secolo, cioè la dipendenza da internet, con le varie second-life chat irc o msn che siano e facebook e company, rappresentate nel film da miliardi di persone imbolsite che guidano da remoto i loro surrogati, e proprio la parola remoto che appare molte volte nel film fa associare nello spettatore, specie per chi si intende di informatica, la connessione che avviene tra client e server stando anche a distanza di migliaia di chilometri laddove lo permettano i router o le backbone, e di connettersi a chat o social network o al contrario per motivi di lavoro a servizi utili, illuminante anche la frase del protagonista nel rivolgersi a una donna-avatar gli fa capire che questa poteva essere anche un grassone sdraiato a pancia in su disteso su un lettino con l'uccello di fuori.
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E' sorprendente la somiglianza tra questo film e Avatar usciti nello stesso anno, c'è da dire che sembri il suo cattivo gemello, cattivo inteso come pessimista, ma bando alle somiglianze questo film è molto più attuale e quasi-realistico che tutte le menate su possibili mondi ecologici o matrixiani, e ha qualcosa da dire rispetto a questi altri film, infatti il racconto evidenzia molto bene uno dei mali di questo secolo, cioè la dipendenza da internet, con le varie second-life chat irc o msn che siano e facebook e company, rappresentate nel film da miliardi di persone imbolsite che guidano da remoto i loro surrogati, e proprio la parola remoto che appare molte volte nel film fa associare nello spettatore, specie per chi si intende di informatica, la connessione che avviene tra client e server stando anche a distanza di migliaia di chilometri laddove lo permettano i router o le backbone, e di connettersi a chat o social network o al contrario per motivi di lavoro a servizi utili, illuminante anche la frase del protagonista nel rivolgersi a una donna-avatar gli fa capire che questa poteva essere anche un grassone sdraiato a pancia in su disteso su un lettino con l'uccello di fuori... più attuale di cosi; peccato per la regia che non dice nulla di nuovo sulle immagini gia viste in altri film o nei spot publicitari, d'altronte non si può pretendere troppo dal regista di Terminator 3 che viene dal mondo dei videoclip; fino all'arrivo di Willis che qui recita più che assonnato (volutamente o involontario?) il film ha l'encefalogramma piatto, sembra di vedere un telefilm tirato a lucido; anche nel corso del film ci sono i soliti personaggi-triti il profeta e altri ancora sembrano solo li per fare tappezzeria; di bello ci sono alcune rivelazioni che si incastrano sottilmente tra sequenza e sequenza e alcune car-crash girate molto bene; il finale, azzeccatissimo e alquanto teso, fa capire che di fronte a internet che è diventato ormai un fenomeno mondiale, il più delle volte usato male, (sia a livello sociologico quando rompe gli equilibri politici, sia a livello privato quando se ne fa un uso smodato e si dimenticano cose più importanti), l'unica soluzione è lo staccare la spina, ma noi da bravi internauti con un minimo di buon senso affermiamo che la virtù sta sempre nel mezzo.
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francesco2
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martedì 9 novembre 2010
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non lascia il segno
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Sarà che mentre lo stavo vedendo non ho seguito una parte con tantissima attenzione, ma l'unica cosa che mi rimane impressa è il colpo di scena finale, quando si scopre che la morte del ragazzino è un incidente e tutto il resto. La Mitchell mi era piaciuta di più in "Melinda e Melinda", Willis, forse perché non lo conosco molto bene, mi sembra ormai cristallizzato in un personaggio. Come messaggio lascia poco, qualche recensione che ho letto su questo sito induce anche a riflettere, ma come parabola esistenziale (Sic!) vale nulla, come film d'azione non molto di più. Il finale, posto che sia verosimile, mi è parso eccessivamente didascalico, e nella sostanza e nella realizzazione.
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Sarà che mentre lo stavo vedendo non ho seguito una parte con tantissima attenzione, ma l'unica cosa che mi rimane impressa è il colpo di scena finale, quando si scopre che la morte del ragazzino è un incidente e tutto il resto. La Mitchell mi era piaciuta di più in "Melinda e Melinda", Willis, forse perché non lo conosco molto bene, mi sembra ormai cristallizzato in un personaggio. Come messaggio lascia poco, qualche recensione che ho letto su questo sito induce anche a riflettere, ma come parabola esistenziale (Sic!) vale nulla, come film d'azione non molto di più. Il finale, posto che sia verosimile, mi è parso eccessivamente didascalico, e nella sostanza e nella realizzazione. L'inizio ricorda un pò "SimonE", un film con Pacino non indimenticabile ma forse un pò sottovalutato, che però incuriosiva di più - Secondo me- mostrando come un essere umano si innamori di uno virtuale.
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giacomogabrielli
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venerdì 22 ottobre 2010
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surrogato. ***
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L MONDO DEI REPLICANTI, di J.
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L MONDO DEI REPLICANTI, di J. Mostow; In un futuro prossimo, la civiltà vive nel completo isolamento dove gli esseri umani affidano il compito di interagire con il mondo esterno ad androidi robotizzati, che fanno loro da surrogati. Ma questa imperante tecnologia dà fastidio a qualcuno, che cerca di debellarla, arrivando ad uccidere. Ma l'agente FBI Bruce Willis, è molto arrabbiato! Carina la realizzazione tecnica, meno la sceneggiatura. SURROGATO | ***
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hi mate!
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venerdì 10 settembre 2010
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1 e 20 minuti
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Ma dai su,come si fa a commentare un film di un'ora e venti minuti!!!!
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doni64
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venerdì 10 settembre 2010
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film fantaumano
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Film del genere fantascienza fino all'eccesso.La trama e' piacevole come l'interpretazione di b.willis che non e' da meno e gli effetti speciali che non mancano.Il film nel complesso e' simpatico e gradevole magari adatto agli amanti del genere.Voto 7
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meltdown
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martedì 31 agosto 2010
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buone trovate ritmo. difficile chiedere di più
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prima di vedere il film non pensavo che avrebbe meritato le 3 stelle sinceramente. Eppure mi sono stupito di come il film amalgami gli ingredienti: la tencologia dei replicanti che consente di "vivere" attraverso delle copie-robot, l'aspetto investigativo che riguarda alcuni robot distrutti insieme ai loro "operatori", le scene d'azione e la vicenda personale del protagonista che ha perso un figlio e non ha più un rapporto reale con la moglie.
Come dicevo il fatto che tutto sia intrecciato e non ci siano scene o dettagli "gratutiti" rende avvincente e godibile il film nonostante le idee di fondo non originalissime. Ma oggi ormai qualsiasi tematica è stata già affrontata in qualche altro film o romanzo più o meno vecchio; ciò che caratterizza un buon film è la capacità di renderla credibile e coerente con i personaggi.
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prima di vedere il film non pensavo che avrebbe meritato le 3 stelle sinceramente. Eppure mi sono stupito di come il film amalgami gli ingredienti: la tencologia dei replicanti che consente di "vivere" attraverso delle copie-robot, l'aspetto investigativo che riguarda alcuni robot distrutti insieme ai loro "operatori", le scene d'azione e la vicenda personale del protagonista che ha perso un figlio e non ha più un rapporto reale con la moglie.
Come dicevo il fatto che tutto sia intrecciato e non ci siano scene o dettagli "gratutiti" rende avvincente e godibile il film nonostante le idee di fondo non originalissime. Ma oggi ormai qualsiasi tematica è stata già affrontata in qualche altro film o romanzo più o meno vecchio; ciò che caratterizza un buon film è la capacità di renderla credibile e coerente con i personaggi.
Particolare menzione per alcune scene d'azione particolarmente significative, come il protagonista in carne ed ossa che insegue il robot rubato alla collega provocando incidenti e caos incurante dei danni causati ai "surroghi" che incontra per strada in contrasto con i film tradizionali dove nessun innocente si fa mai un graffio, oppure la scena iniziale dove si vede il monitor che riporta l'input visivo del surrogo del protagonista dal quale si capisce la sua identità.
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ginger snaps
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martedì 17 agosto 2010
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scopiazzato ma geniale
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è sicuramente un bel mix di film già visti e apprezzati, evoca pellicole come Avatar e Blade Runner, anche se i contenuti sono magistralmente modificati. Richiama lo spettatore a riflettere sulle manie dei nostri tempi, quale la tecnologia, la perfezione e l'estetica, c'è chi gioca a fare Dio, è sempre lo stesso personaggio interpretato in vari film, ma sembra di vedere sempre la stessa persona, Max Von Sidow che interpreta il direttore Lamar Burgess in Minority Report è praticamente identico al mite James Cromwell che è l'ideatore dei surrogati. Si evocano gli scenari e il movimento, ma la tristezza è mal celata dagli eventi troppo incalzanti, che in Blade Runner invece erano molto evidenziati.
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è sicuramente un bel mix di film già visti e apprezzati, evoca pellicole come Avatar e Blade Runner, anche se i contenuti sono magistralmente modificati. Richiama lo spettatore a riflettere sulle manie dei nostri tempi, quale la tecnologia, la perfezione e l'estetica, c'è chi gioca a fare Dio, è sempre lo stesso personaggio interpretato in vari film, ma sembra di vedere sempre la stessa persona, Max Von Sidow che interpreta il direttore Lamar Burgess in Minority Report è praticamente identico al mite James Cromwell che è l'ideatore dei surrogati. Si evocano gli scenari e il movimento, ma la tristezza è mal celata dagli eventi troppo incalzanti, che in Blade Runner invece erano molto evidenziati. Non c'è spirito per il povero surrogato, è semplicemente uno strumento di movimento, non esiste nessuna sensibilità per i surrogatiavatar, assolutamente evidenziata nel film in questione. Rimane in evidenza solo la realtà umana e questo lo differenzia da tutti gli altri. Eh allora come mai si ha la sensazione di aver visto un film già portato sul grande schermo. Bello nel complesso, forse perchè gli attori e gli scenari fanno bene il loro mestiere, ma rimane una domanda? Per quanto tempo ancora dovremo sopportare i falsi Remaxe. Ci si diverte, questo è indubbio, ma esistono delle idee.
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lucido71
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domenica 13 giugno 2010
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lontan milion di surrogati dal mitico blade runner
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Film tutto sommato carino, e daccordo con la recensione di MyMovies, ci porta a riflettere su caratteri socioplitici & futuristici... xò credo che affrontato il problema prossimo venturo, il film poteva e doveva esser fatto meglio. Pellicola che comunque gira bene, e che ci fa restar sul divano fino alla fine... anche se il tutto, dai dialoghi, ai colpi di scena, restan tutti prossimi alla sufficienza. Suggerisco: AVATAR, INTELLIGENZA ARTIFICIALE, INVASION...
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