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vjarkiv
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lunedė 11 marzo 2013
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secondo lungometraggio per il talentoso...
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Secondo lungometraggio per il talentoso e giovane regista Joe Wright. Sua precipua caratteristica è quella di adattare per il cinema romanzi più o meno noti. E' successo con "Orgoglio e pregiudizio", lo ha fatto con questo "Espiazione", lo farà con "il solista" e "Anna Karenina". Meticoloso nella ricerca delle "location", nell'ambientazione storica e nella scelta dei costumi, ha una sua valenza stilistica ben riconoscibile, anche se (questo l'unico neo) non sempre la mantiene nell'ambito della narrazione.
Una curiosità tecnica è data dal lungo piano sequenza (circa cinque minuti!) nella scena in riva al mare dove i soldati inglesi attendono l'imbarco.
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Secondo lungometraggio per il talentoso e giovane regista Joe Wright. Sua precipua caratteristica è quella di adattare per il cinema romanzi più o meno noti. E' successo con "Orgoglio e pregiudizio", lo ha fatto con questo "Espiazione", lo farà con "il solista" e "Anna Karenina". Meticoloso nella ricerca delle "location", nell'ambientazione storica e nella scelta dei costumi, ha una sua valenza stilistica ben riconoscibile, anche se (questo l'unico neo) non sempre la mantiene nell'ambito della narrazione.
Una curiosità tecnica è data dal lungo piano sequenza (circa cinque minuti!) nella scena in riva al mare dove i soldati inglesi attendono l'imbarco.
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jayan
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venerdė 8 marzo 2013
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un capolavoro, una storia drammatica d'amore
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Un altro capolavoro di Joe Wright, dal romanzo omonimo di Mac Evan. Sorprende la capacità creativa del regista che, pur tenendosi fedele al romanzo, riesce a creare un capolavoro di immagini, interpretazioni straordinarie, una scenografia spettacolare, una sceneggiatura ottima, una storia che ti entra nel cuore e ti commuove fino in fondo.
Briony trascorre la sua adolescenza nella noia della grande mansione inglese dei genitori, insieme alla sorella Cecilia e al suo fidanzato Robbie. Ha la passione della scrittura e una grande immaginazione. Comprende male ciò che Robbie fa a Cecilia, immagina che sia uno psicopatico che violenta le donne, scambiando un'altra persona per lui come colui che aveva violentato la cugina e accusandolo alla polizia.
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Un altro capolavoro di Joe Wright, dal romanzo omonimo di Mac Evan. Sorprende la capacità creativa del regista che, pur tenendosi fedele al romanzo, riesce a creare un capolavoro di immagini, interpretazioni straordinarie, una scenografia spettacolare, una sceneggiatura ottima, una storia che ti entra nel cuore e ti commuove fino in fondo.
Briony trascorre la sua adolescenza nella noia della grande mansione inglese dei genitori, insieme alla sorella Cecilia e al suo fidanzato Robbie. Ha la passione della scrittura e una grande immaginazione. Comprende male ciò che Robbie fa a Cecilia, immagina che sia uno psicopatico che violenta le donne, scambiando un'altra persona per lui come colui che aveva violentato la cugina e accusandolo alla polizia. Robbie va in prigione e in seguito si arruola per sfuggire all'inferno del carcere, ma va a finire in un altro inferno: quello della seconda guerra mondiale, sul fronte francese. Da lì inizia la separazione di Cecilia da Robbie, il loro odio per Robbie e il grande senso di colpa che divora Briony, che aveva deciso di andare volontaria a fare l'infermiera durante la guerra a Londra. Soltanto alla fine della sua vita, lei, divenuta scrittrice di successo, avrà il coraggio di rivelare la verità, il suo errore che aveva causato una simile tragedia. Ma è troppo tardi. Entrambi sono morti. E allora Briony scrive un finale diverso e li fa rivivere felici fino alla fine dei loro giorni. Il potere della scrittura. Le distorsioni provocate dalla fantasia sulla realtà. La tristezza della realtà.
Joe Wright riesce sempre (come nel seguente e originalissimo Anna Karenina), ad ogni romanzo da cui tra un suo film, a instillare qualcosa di nuovo e di intenso.
Un film da non perdere, premio Oscar per la splendida musica e Miglior Film e ai Golden Globe.
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eugenio
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giovedė 17 gennaio 2013
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il deleterio potere della parola
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La parola rappresenta il mezzo d’eccellenza per esprimere i nostri punti di vista, i pensieri, le occasioni di dialogo, costituisce istanza di confronto, istituzione per l’uso della vita, un forte segnale che trasmette i nostri versi, la nostra storia, le nostre emozioni. La parola che trova il suo naturale mezzo di espressione nella scrittura è testimonianza del tempo che viviamo, memoria di eventi passati ma anche prova di astrazioni creative e esercizi di immaginazione, di fantasia,di estro. Tuttavia, ogni scrittore sa che quando sfrutta la forza della parola per fini personali alterando l’ordine naturale degli avvenimenti, rischia di percorrere una strada inesorabilmente senza ritorno…
Inghilterra, primi anni 30.
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La parola rappresenta il mezzo d’eccellenza per esprimere i nostri punti di vista, i pensieri, le occasioni di dialogo, costituisce istanza di confronto, istituzione per l’uso della vita, un forte segnale che trasmette i nostri versi, la nostra storia, le nostre emozioni. La parola che trova il suo naturale mezzo di espressione nella scrittura è testimonianza del tempo che viviamo, memoria di eventi passati ma anche prova di astrazioni creative e esercizi di immaginazione, di fantasia,di estro. Tuttavia, ogni scrittore sa che quando sfrutta la forza della parola per fini personali alterando l’ordine naturale degli avvenimenti, rischia di percorrere una strada inesorabilmente senza ritorno…
Inghilterra, primi anni 30. Briony, ragazzina curiosa dalla fervida fantasia e dal promettente futuro di scrittrice, vive spensierata nella residenza di casa Tallis con la sorella maggiore Cecilia (Keira Knightley) innamorata del giovane Robbie (Mc Avoy) di umili origini. Le giornate sono scandite dalla scrittura, sua valvola di sfogo e mezzo di evasione dall’alienazione monotona del tempo e da lunghe passeggiate nei campi di proprietà familiare dove spesso si trova partecipe passiva degli incontri “segreti” tra la sorella e il giovane Robbie. Briony è sola, infelice e nel pieno del delicato periodo adolescenziale laddove la metamorfosi psico-fisica in atto contribuisce a rendere maggiormente sfocate l’innocenza infantile in declino. Incerta sul da farsi e animata da uno spirito di gelosia istintivamente infantile, accusa di violenza sessuale Robbie, colpevole di aver abusato della coetanea cugina da poco ospite nella villa. Inutile sarà il tentativo di Cecilia di discolparlo (dopo quattro anni in galera il giovane si arruolerà combattendo per il fronte francese) , troppo grande l’errore commesso dall’avventata sorella che, per espiare a quel grave torto, deciderà di prestare i suoi servizi come infermiera in un ospedale che accoglie vittime di guerra. Cecilia lascerà invece Villa Tallis conducendo un’esistenza solitaria e lontana dagli agi della giovinezza borghese. La lontananza tra i tre protagonisti in cui il triste sfondo della seconda guerra mondiale costituisce la cornice storica di un dramma pesante e incolmabile rappresenterà solo l’inizio di un crescendo dove incombe pesante la scure della verità. Un pesante fardello che potrà essere rimosso solo con lo strumento con cui tutto è iniziato e poco importa se questa presa di posizione diretta e sicura giungerà solo quando oramai tutto è stato deciso.
Dall’omonimo romanzo dello scrittore inglese Mc Ewan, Espiazione di Joe Wright, segue abbastanza fedelmente la trascrizione bibliografica (ovviamente ridotta per esigenze cinematografiche) apparendo suddiviso in tre piani distinti che tendono a intersecarsi fornendo un’originale rappresentazione del disfacimento psicologico di una giovane ragazza, condannata a espiare, forse senza mai essere perdonata, un torto che la segnerà per tutta la vita. Dai timidi inizi alla residenza estiva di Tallis dove la noia e l’inutilità di giornate vuote e uguali scandiscono il breve periodo di Briony, all’atrocità vivida della guerra con i suoi morti e mutilati sino alla sofferta redenzione, Espiazione rimanda per tematiche trattate a quel filone di romanzi ottocenteschi (non a caso il regista diresse la trasposizione di Orgoglio e Pregiudizio) incentrati sul sofferto rapporto di coppia minato da accuse infondate ma il fascino – se così si può definire - del libro (reso purtroppo solo in parte dal film) trascende la trama in sé trattando temi universali come la verità, la giustizia e la resa dei conti attraverso il punto di vista di una ragazzina. Così, se la guerra è solo cornice e mezzo unificatore di tre esistenze segnate, altrettanto lo sono quelle parole proferite ad alta voce di una donna oramai in preda alla demenza senile, parole difficili da pronunziare che saranno un sordo grido in un deserto: mute e inascoltate.
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giulio dispenza
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mercoledė 16 gennaio 2013
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la storia di un legame infinito
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Diversi avvenimenti visti da una visione razionale e realistica e gli stessi visti da una visione ingenua e fantasiosa di una ragazzina appena adolescente, porteranno alla distruzione di un amore nascente. Nell'Inghilterra negli anni precedenti al secondo conflitto mondiale, viene raccontata la storia di Cecilia e Robbie, che dopo essersi innamorati sono costretti a separarsi e a non rivedersi mai più. Il regista racconta la storia di Briony, divisa in tre tappe principali che rappresentano il suo cammino verso la maturità e infine verso il rimorso che proverà per tutta la vita avendo incriminato Robbie, per un reato che non aveva mai commesso. Sul punto di morte decide di scrivere un romanzo per dare un finale alternativo alla storia d'amore che aveva distrutto anni addietro.
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Diversi avvenimenti visti da una visione razionale e realistica e gli stessi visti da una visione ingenua e fantasiosa di una ragazzina appena adolescente, porteranno alla distruzione di un amore nascente. Nell'Inghilterra negli anni precedenti al secondo conflitto mondiale, viene raccontata la storia di Cecilia e Robbie, che dopo essersi innamorati sono costretti a separarsi e a non rivedersi mai più. Il regista racconta la storia di Briony, divisa in tre tappe principali che rappresentano il suo cammino verso la maturità e infine verso il rimorso che proverà per tutta la vita avendo incriminato Robbie, per un reato che non aveva mai commesso. Sul punto di morte decide di scrivere un romanzo per dare un finale alternativo alla storia d'amore che aveva distrutto anni addietro. Il regista riesce a raccontare, attraverso un'eccellente tecnica di regia e montaggio utilizzando spesso lunghissimi piani di sequenza, un'avvincente storia d'amore. Attraverso equivoci, incongruenze e percorrendo la spietatezza della guerra porterà lo spettatore a trattenere il fiato fino all'ultimo.
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ralphscott
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sabato 8 settembre 2012
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diffidate delle bionde
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E' indubbio che uno degli elementi di maggior interesse e che più caratterizzano l'opera sia l'uso del tempo. Senza traumi nella costruzione del racconto,allo spettatore viene mostrato ciò che accade e ciò che sembra accadere agli occhi di Briony. La sceneggiatura si confronta con scelte radicali: villa e giardini rasserenanti sono scalzati,con il conflitto mondiale,da sequenze belliche ricche di comparse. Se l'espiazione della giovane aspirante scrittrice,tra i feriti a morte,risulta di fortissimo impatto,mi lascia perplesso lo sbarco a Dunkerque,che nonostante l'evidente impiego di risorse,o forse anche per questo,risulta decisamente meno coinvolgente,meno credibile.
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E' indubbio che uno degli elementi di maggior interesse e che più caratterizzano l'opera sia l'uso del tempo. Senza traumi nella costruzione del racconto,allo spettatore viene mostrato ciò che accade e ciò che sembra accadere agli occhi di Briony. La sceneggiatura si confronta con scelte radicali: villa e giardini rasserenanti sono scalzati,con il conflitto mondiale,da sequenze belliche ricche di comparse. Se l'espiazione della giovane aspirante scrittrice,tra i feriti a morte,risulta di fortissimo impatto,mi lascia perplesso lo sbarco a Dunkerque,che nonostante l'evidente impiego di risorse,o forse anche per questo,risulta decisamente meno coinvolgente,meno credibile. Il personaggio più interessante,più ricco in sfumature è,guarda un po',quello di Briony Tallis. Il biondo demonietto arricchisce una galleria di bambine che sul grande schermo son state tanto capricciose quanto pericolose:in "La calunnia","Il giglio nero","Quelle due",alcune tra le più memorabili. Cameo,a chiosa,della grande Redgrave
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queen251
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lunedė 6 agosto 2012
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espiazione...
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Per me un film pacato, tranquillo, abbastanza scorrevole; salvo, a tratti, impennarsi in sequenze di una lunghezza esasperante. Convincente la prova della ragazzina gelosa. Sempre in forma Keira Knightley. Bello, simpatico e bravo James McAvoy... Ma io sono in qualche maniera di parte, quindi il mio giudizio su di lui deve essere tenuto in poco conto dagli altri lettori.
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hanzo sun
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giovedė 14 giugno 2012
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siamo uomini e siamo capaci di tutto
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un ottimo film drammatico!!! ci mostra sentimenti nobili e sentimenti oscuri. noi Uomini siamo capaci di grandi gesti e di cose orribili.
il film é ben girato e ben montato, gli attori sono bravissimi. keira stupenda come al solito. la bambina davvero inquietante.
p.s. ho visto pessime recensioni da una parte del pubblico, vorrei dare un consiglio a costoro: usate mymovies anche prima di vedere un film.
dalle vostre recensioni si capisce che é il genere di film che non vi aggrada. ora, liberi tutti di avere generi preferiti, ma andare a vedere film alla cieca e rimanere delusi é un po come cercarsela. ripeto usate mymovies vi garantisco che mi ha risparmiato la visione di innumerevoli c----e che mi erano state consigliate.
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astromelia
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martedė 22 novembre 2011
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fisiologicamente difficile
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fisiologicamente impegnativo sia per la storia scabrosamente intessuta,sia per la non conseguenza logica delle sequenze,quando si arriva alla fine c'è pure la sorpresa che non ti aspetteresti se non hai letto il libro.....la pellicola dunque è pregna di avvenimenti e avvince,impeccabile la fotografia e l'ambientazione,è superfluo dire che i film tratti da romanzi di successo seguano la scia della perfezione,altresì aiutati da ottimi attori.un cenno alla storia che ribadisce come gli errori si paghino con l'espiazione appunto
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maciste
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martedė 25 ottobre 2011
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molto bello, merito soprattutto del romanzo
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Molto bello, merito soprattutto del romanzo da cui č tratto, una storia coinvolgente che appassiona e sorprende alla fine. Ottimo il cast e la fotografia.
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filippo catani
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giovedė 19 maggio 2011
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espiazione sė ma dei peccati dello spettatore
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Adattamento del romanzo, Espiazione narra la storia di una ragazzina che gelosa del fidanzato della sorella lo accusa di un orrendo crimine nel 1935. Per uscire di prigione il ragazzo viene costretto ad arruolarsi per la Seconda Guerra Mondiale. La sorella maggiore rompe ogni legame con la famiglia e la sorella minore che decide in qualche modo all'errore commesso.
Il film non convince proprio per niente. La pellicola appare confusa e non soddisfa le aspettative di chi lo guarda. Un buon cast non riesce a sollevare le sorti di un film noioso.
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