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folsom
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giovedì 29 marzo 2012
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l'anonimato del proletario medio
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le vite degli altri,narra la storia di un meticoloso,fedele e solitario agente della stasi,al quale viene affidato il compito di spiare la vita di un autore teatrale e di sua moglie attrice di grande fama della germania est.
è prorpio la grande notorietà e bellezza di quest'ultima della quale si invaghisce,il ministro della cultura Bruno Hempf,che induce il ministro ad asprire un inchiesta segreta da parte della polizia usando tutta la sua influenza politica,indagine condotta da uno dei migliori agenti della polizia segreta il capitano georg dreymar.Durante le indagine qulacosa cambia ,nello spirito sino ad allora inossidabile del capitano,qualcosa che farâ vacillare i suoi ideali e che lo porterâ a compiere azioni che vanno contro i suoi stessi capi.
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le vite degli altri,narra la storia di un meticoloso,fedele e solitario agente della stasi,al quale viene affidato il compito di spiare la vita di un autore teatrale e di sua moglie attrice di grande fama della germania est.
è prorpio la grande notorietà e bellezza di quest'ultima della quale si invaghisce,il ministro della cultura Bruno Hempf,che induce il ministro ad asprire un inchiesta segreta da parte della polizia usando tutta la sua influenza politica,indagine condotta da uno dei migliori agenti della polizia segreta il capitano georg dreymar.Durante le indagine qulacosa cambia ,nello spirito sino ad allora inossidabile del capitano,qualcosa che farâ vacillare i suoi ideali e che lo porterâ a compiere azioni che vanno contro i suoi stessi capi.Un film di straordinaria bellezza,intenso,che dona veri e propri sprazzi di una germania est ormai scomparsa,il regista riconduce lo spettatore ai tempi della DDR facendogli sentire addosso tutto il peso della repressione di quegli anni ed il clima di insicurezza e corruzione che aleggiava in quel sistema.La voglia di evadere da un mondo ormai obseleto dove prevale ormai l'anonimato del proletariato.Un capolavoro eccezzionale una gemma rara del cinema moderno. cinque stelle semplicemente meritate.
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darth vader 21
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venerdì 16 dicembre 2011
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la fredda ddr
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Un film che parla da solo. Diretto, immediato, coinvolgente, assolutamente attuale. Un capolavoro assoluto. Ne consiglio la visione a tutti.
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tiamaster
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martedì 6 settembre 2011
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forte
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uno dei film più belli del decennio.forte,intenso,commovente,coinvolgente con grandi interpretazioni,un finale tenero e un senso d'angoscia durante tutto il film fanno si che questo film sia un capolavoro indimenticabile e commovente.da vedere e rivedere,una vera poesia.
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molenga
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giovedì 1 settembre 2011
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la solitudine che regala coraggio
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Uno dei piu` bei film europei degli ultimi anni, il piu` interessante sulla ddr. in una repubblica dove 1/3 dei cittadini e` impegnato a spiare il prossimo per salvarsi, in una berlino grigia e lontana millenni da quella che conosciamo oggi, il destino di un autore teatrale e della sua fidanzata attrice si incrociano con quello di un funzionario della stasi, che "deve" trovare qualcosa sull`apparentemente allineato artista... trovera` cio` che vuole ma incontrera` anche se` stesso.
il film perfetto sulla maturazione di un uomo all`interno di un sistema ingiusto, grandi interpretazioni e musiche indimenticabili...giustamente premiato con l`oscar: in troppi non ricordano che una volta c`erano due germanie, da far vedere nelle scuole.
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Uno dei piu` bei film europei degli ultimi anni, il piu` interessante sulla ddr. in una repubblica dove 1/3 dei cittadini e` impegnato a spiare il prossimo per salvarsi, in una berlino grigia e lontana millenni da quella che conosciamo oggi, il destino di un autore teatrale e della sua fidanzata attrice si incrociano con quello di un funzionario della stasi, che "deve" trovare qualcosa sull`apparentemente allineato artista... trovera` cio` che vuole ma incontrera` anche se` stesso.
il film perfetto sulla maturazione di un uomo all`interno di un sistema ingiusto, grandi interpretazioni e musiche indimenticabili...giustamente premiato con l`oscar: in troppi non ricordano che una volta c`erano due germanie, da far vedere nelle scuole.
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scusibuonuomo
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mercoledì 20 luglio 2011
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un film toccante
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Uno dei più bei film del decennio, interpretazione fenomenale di Ulrich Muhe.
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molenga
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mercoledì 20 luglio 2011
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il film più bello del 2006
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Non trovo niente da criticare in questa pellicola di von Donnersmark: perfetta l'ambientazione, bravi tutti gli attori, ineccepibile l'evoluzione del protagonista, musiche eccelse e regia ben studiata. Meriterebbe un "cinque stelle più" per l'importanza storica che riveste, credo che non mi stancherò mai di guardarlo.
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filippo catani
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lunedì 20 giugno 2011
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la divisa grigia per un uomo grigio
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Germania dell'Est in piena guerra fredda. Un agente della potentissima Stasi riceve il compito di sorvegliare con microspie e pedinamenti un noto drammaturgo sospettato di scrivere articoli e passare dati sensibili oltre il Muro a Berlino Ovest.
Un film agghiacciante che descrive la terribile vita dei cittadini della Repubblica Democratica Tedesca. Allo stesso tempo viene messo in rilievo anche la spietatezza dei membri della Stasi capaci di sacrificare l'intera vita per il bene del Partito. Quello stesso partito a cui a capo ci sono uomini corrotti e senza scrupoli che vivono nella ricchezza sfrenata a confronto della terribile miseria di gran parte dei cittadini. Soprattutto ci viene mostrato cosa attende chi viene preso di mira dal partito, cosa si deve fare per ingraziarselo e a cosa si va incontro in caso di denuncia delle attività della Stasi (emblematica la scena in cui il funzionario bussa alla porta della vicina di casa del drammaturgo per intimarle di non riferire a nessuno quanto visto pena l'espulsione del figlio dall'università).
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Germania dell'Est in piena guerra fredda. Un agente della potentissima Stasi riceve il compito di sorvegliare con microspie e pedinamenti un noto drammaturgo sospettato di scrivere articoli e passare dati sensibili oltre il Muro a Berlino Ovest.
Un film agghiacciante che descrive la terribile vita dei cittadini della Repubblica Democratica Tedesca. Allo stesso tempo viene messo in rilievo anche la spietatezza dei membri della Stasi capaci di sacrificare l'intera vita per il bene del Partito. Quello stesso partito a cui a capo ci sono uomini corrotti e senza scrupoli che vivono nella ricchezza sfrenata a confronto della terribile miseria di gran parte dei cittadini. Soprattutto ci viene mostrato cosa attende chi viene preso di mira dal partito, cosa si deve fare per ingraziarselo e a cosa si va incontro in caso di denuncia delle attività della Stasi (emblematica la scena in cui il funzionario bussa alla porta della vicina di casa del drammaturgo per intimarle di non riferire a nessuno quanto visto pena l'espulsione del figlio dall'università). Fa venire i brividi la schedatura di centinaia di migliaia di persone sospettate di "attività anti-rivoluzionarie" o peggio ancora additate attraverso la dilazione. Ma ciò che rende palese più di tutto la situazione della Germania Est si può riassumere nell'impermeabile grigio indossato dal funzionario dei servizi. Il compianto Ulrich Muhe regala una interpretazione da 10 e lode per come incarna la perfetta figura dell'uomo di regime che, attraverso una lunga presa di coscienza, entra in crisi con se stesso e con il Partito.
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il cinefilo
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martedì 22 marzo 2011
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le vite degli altri
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Questo eccellente film d'esordio di F.H.V.Donnesmarck possiede il grande merito(già ricordato da molti)di saper mescolare insieme dei generi diversi tra loro come il thriller,il sentimentale e il documentaristico arrivando a costruire un quadro paurosamente e sinceramente realistico del regime di terrore imposto dalla stasi nella DDR negli anni del muro di Berlino...e di cui,nel film,l'agente Gert Wiesler(l'attore è il"granitico"Ulrich Muhe)è uno dei più infallibili esponenti...salvo poi finire per aiutare la coppia,formata da un intellettuale e da una attrice,che era stato incaricato di sorvegliare dal ministro della cultura.
Il regista racconta minuziosamente le tecniche con cui venivano compiute le operazioni applicate alle intercettazioni che invadevano la vita delle"vittime"del regime fino ai più piccoli particolari e gli arresti che ne seguivano in caso di"accertamento dei reati"intesi come oltraggio agli ideali del partito comunista.
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Questo eccellente film d'esordio di F.H.V.Donnesmarck possiede il grande merito(già ricordato da molti)di saper mescolare insieme dei generi diversi tra loro come il thriller,il sentimentale e il documentaristico arrivando a costruire un quadro paurosamente e sinceramente realistico del regime di terrore imposto dalla stasi nella DDR negli anni del muro di Berlino...e di cui,nel film,l'agente Gert Wiesler(l'attore è il"granitico"Ulrich Muhe)è uno dei più infallibili esponenti...salvo poi finire per aiutare la coppia,formata da un intellettuale e da una attrice,che era stato incaricato di sorvegliare dal ministro della cultura.
Il regista racconta minuziosamente le tecniche con cui venivano compiute le operazioni applicate alle intercettazioni che invadevano la vita delle"vittime"del regime fino ai più piccoli particolari e gli arresti che ne seguivano in caso di"accertamento dei reati"intesi come oltraggio agli ideali del partito comunista...conclusione:un film pienamente meritevole di essere visionato nelle scuole a scopo educativo e culturale.
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pensionoman
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lunedì 21 marzo 2011
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la vita nella libertà...
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un film degno della migliore cinematografia di tutti i tempi.. delicato nella narrazione, non stanca, nonostante la lunga durata, ma, in uno con l'esperienza del protagonista della Stasi, ti porta a compenetrarti con le "vite" degli altri, artisti e intellettuali, giornalisti e attori, perseguitati da un regime totalitario spietato e brutale nelle sue metodiche...
fa riflettere, prima di tutto sul profilo giuridico della legittimità dei metodi di interrogatorio, che privano di ogni umanità l'interrogato, portato a spogliarsi di ogni sentimento di umana pietà, per non soccombere alle sue debolezze di individuo, contro un sistema impietoso che lo sfrutta per metterlo contro i suoi simili (esemplari la scena iniziale della spiegazione in classe di come si realizza un buon interrogatorio e l'annotazione del maestro della critica di un allievo, futuro potenziale dissenziente, che esprime dubbi proprio per la mancanza di umanità del sistema con la domanda "ma è proprio necessario"?; nonchè l'altra scena, forse ancor più illuminante, della domanda rivolta al bambino in ascensore, che aveva subito prima rivelato il commento negativo fattogli dal padre sugli agenti della Stasi, volta appunto ad accertare l'identità del padre di lui "chi è tuo padre"?).
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un film degno della migliore cinematografia di tutti i tempi.. delicato nella narrazione, non stanca, nonostante la lunga durata, ma, in uno con l'esperienza del protagonista della Stasi, ti porta a compenetrarti con le "vite" degli altri, artisti e intellettuali, giornalisti e attori, perseguitati da un regime totalitario spietato e brutale nelle sue metodiche...
fa riflettere, prima di tutto sul profilo giuridico della legittimità dei metodi di interrogatorio, che privano di ogni umanità l'interrogato, portato a spogliarsi di ogni sentimento di umana pietà, per non soccombere alle sue debolezze di individuo, contro un sistema impietoso che lo sfrutta per metterlo contro i suoi simili (esemplari la scena iniziale della spiegazione in classe di come si realizza un buon interrogatorio e l'annotazione del maestro della critica di un allievo, futuro potenziale dissenziente, che esprime dubbi proprio per la mancanza di umanità del sistema con la domanda "ma è proprio necessario"?; nonchè l'altra scena, forse ancor più illuminante, della domanda rivolta al bambino in ascensore, che aveva subito prima rivelato il commento negativo fattogli dal padre sugli agenti della Stasi, volta appunto ad accertare l'identità del padre di lui "chi è tuo padre"?)... agghiacciante...
ma a prescindere da tutto, prevale su ogni considerazione di ordine logico filosofico razionale, la passione che si insinua lentamente nella spia protagonista del film, la passione per l'arte, il pensiero, la delicatezza degli altri, il rispetto per le loro passioni e per la loro creatività, per l'intensità delle loro emozioni, insomma per la libertà dell'animo umano, che è il primo bene dell'Uomo, insieme a quello della vita, passioni che finiranno per contagiare, e cambiare, l'anima del protagonista, come anche dello spettatore...
impossibile infatti rimanere impassibile di fronte a un'opera che ha dello shakespeariano e del tragico greco al suo interno, agitata da passioni quasi neoclassiche, nella loro compostezza e al contempo nella potenza unica, che porta lo spettatore per mano fino al climax finale, facendolo sussultare nel petto con la delicata fermezza di un eroe virgiliano, che non è, come qualcuno improvvidamente ha pensato, la scena dell'investimento della povera bellissima e tormentata attrice da un camioncino, ma di contro, evidentemente, è rappresentato, e non può essere altrimenti, dalla scena finale della scoperta della dedica all'interno del libro "Sonata per le persone buone", vera metafora dell'intero universo di sentimenti che si sprigionano nel film e messaggio filosofico finale intriso di ottimismo incrollabile, tipico del pensiero liberale, motore di spinta di ogni vero progresso umano e di ogni vetta di grandezza, intriso di quell'anelito di libertà che è la vera ragione di vita spirituale dell'Uomo, e che non a caso viene accompagnato idealmente alla caduta del muro...
memorabile la scena in cui l'agente spiando chiude gli occhi e si compenetra completamente nelle "vite degli altri", ma soprattutto la scena in cui il commediografo protagonista pensa ad alta voce ed esprime tutto il suo rammarico dopo aver suonato las "Sonata per le persone buone" ( "come può qualcuno che ascolta questa musica essere cattivo"?)... stupendo... uno squarcio di luce nell'anima con una semplicità potente...
che dire... un'opera illuminante in più di un senso... da vedere e rivedere, per ripensare spesso a temi essenziali assai trascurati nel mondo moderno..
un saluto a tutti e alla redazione...
sempre buona visione
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michele1978
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mercoledì 9 febbraio 2011
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senza punti deboli.
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Un capolavoro, uno dei pochi film dell'ultimo decennio capace di toccare testa e cuore dello spettatore.
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