Le vite degli altri

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Un film di Florian Henckel von Donnersmarck. Con Martina Gedeck, Ulrich Mühe, Sebastian Koch, Ulrich Tukur, Thomas Thieme.
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Titolo originale Das Leben der Anderen. Drammatico, durata 137 min. - Germania 2006. - 01 Distribution uscita venerdì 6 aprile 2007. MYMONETRO Le vite degli altri * * * * - valutazione media: 4,16 su 233 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
maxime dubois martedì 18 ottobre 2016
che cos’è il cinema se non emoziona? Valutazione 5 stelle su cinque
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Che cos’è il cinema se non emoziona?Ho visto questo stupendo film ieri sera e sento forte il bisogno di condividere con voi le mie emozioni e I miei pensieri scaturiti da questa esperienza. Guardo parecchi film, ma non scrivo quasi mai recensioni. Mi limito a conservare l’esperienza dentro di me per I film che sono riusciti a toccarmi in qualche modo e a buttare nella spazzatura ciò che avrei benissimo fatto a meno di vedere. Questa volta è diverso. Questa volta sono rimasto così toccato che non ho potuto fare a meno di mettermi davanti al computer e scrivere due righe. Ieri sera, dopo averlo visto, non riuscivo a dormire perchè dentro di me si era messo in moto un vulcano di emozioni, impulsi e pensieri. [+]

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luigi chierico martedì 2 agosto 2016
non solo spionaggio Valutazione 4 stelle su cinque
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Il Teatro, l’Amore, la Politica, la sete del Potere costituiscono le colonne portanti di quest’ottimo film rientrante a ragione nel genere di “ spionaggio”. I fatti si svolgono in un periodo storico a tutti vicinissimo, tanto vicino che tutti gli ultratrentenni l’hanno vissuto ed ancora molti ne portano con la memoria anche i segni. Il Teatro assoggettato alla Politica, l’Amore alla sete di Potere che è sempre abuso e violenza. Il mondo per buona sorte è fatto anche di persone come il capitano Gerd Wiesler,individuato con la sigla"HGW XX/7”, a cui la nota attrice di teatro Christa Maria Sieland gli dirà: “lei è una persona buona”. Ma che fosse buono lo si capisce quando ad un bambino che gli confida il parere di suo padre sulla Stasi non ne chiede il nome per poterlo interrogare, ma gli chiede quello della palla che ha in mano…”ma le palle non hanno un nome…” risponde il fanciullo! I due protagonisti sono l’ottimo attore Ulrich Mühe e la bravissima Martina Gedeck. [+]

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il befe martedì 10 marzo 2015
capolavoro Valutazione 5 stelle su cinque
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bello

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roby1967 domenica 18 gennaio 2015
capolavoro Valutazione 5 stelle su cinque
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un capolavoro.Toccante,senza ombra di dubbio uno dei piu' bei film della storia del cinema.

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roby1967 domenica 18 gennaio 2015
meraviglioso Valutazione 0 stelle su cinque
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Che dire.....e' un film meraviglioso,uno di quei film che ti regalano delle emozioni che ti accompagnano per tutta la vita.Attori,regista,musica,storia,e' tutto assurdamente straordinario.Uno dei piu' bei film che abbia mai visto,un capolavoro.

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angelo umana mercoledì 4 settembre 2013
il controllo inutile dei fatti altrui nella ddr Valutazione 3 stelle su cinque
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 Rivedere questo film e restarne ancora impressionati pure se il Muro di Berlino è caduto già 24 anni fa. La DDR voleva nelle dichiarazioni pubbliche assicurare la tutela e la felicità dei suoi cittadini, la loro Sicherheit, perciò non divulgava dal 1977 il numero di suicidi che avvenivano ogni anno nello Stato: in realtà proteggeva il benessere e la sicurezza della nomenclatura dominante, assicurava la carriera ai suoi servitori più fedeli.

Perciò ogni sospettato veniva spiato, bisognava “sapere tutto” di ognuno, e nel tutto c’erano naturalmente fatti privati e pettegolezzi, il gusto di un gruppo (200. [+]

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eugenio sabato 6 luglio 2013
ideali e regime nella berlino divisionista Valutazione 4 stelle su cinque
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Ogni dittatura porta dietro di sé distruzione e abbandono, spazza via come polvere al vento ricordi personali e gioie passate abbattute dalla violenta mano del totalitarismo che impone conformità, repressione e conseguente condizionamento psico-fisico limitando ogni forma di libertà sia intrinseca che estrinseca.
Le vite degli altri, un titolo che immediatamente rende chiaro allo spettatore “la diversità”, l’estraneità del protagonista, agente della polizia di regime, a un mondo che vede crollare dinanzi ai suoi occhi, immagine cinematografica fedele della causa comunista tedesca, costituisce un esempio di cinema indipendente, secco e semplice che con poche inquadrature, comunica allo spettatore il clima di persistente controllo degno di un Grande Fratello orwelliano. [+]

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pensionoman lunedì 1 aprile 2013
l'anima di una persona buona Valutazione 5 stelle su cinque
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LE VITE DEGLI ALTRI
Germania dell'est, Berlino. 1984. Il
 capitano della Stasi, Gerd Wiesler, viene incaricato di spiare un famoso scrittore di teatro, Georg Dreyman, gradito al regime della DDR. L'ufficiale installa un centro d'ascolto, in una mansarda sopra l'abitazione dell'artista, la riempie di microspie, e inizia un'attività di controllo a tutto campo della vita del drammaturgo e della sua compagna, la bella attrice Christa Maria Sieland.
Durante le intercettazioni, però, scoprirà che l'intera operazione è stata disposta da un politico senza scrupoli, il ministro della Cultura, Bruno Hempf, solo per togliere di mezzo Dreyman e avere campo libero con l’attrice, da lui costretta col ricatto a subire le sue rozze avanches sessuali. [+]

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toty bottalla martedì 12 marzo 2013
un film piacevolmente impegnativo! Valutazione 4 stelle su cinque
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Non è certo un film per chi vuole distrarsi un pò sgranocchiando noccioline, il debutto del regista dal nome più lungo di un codice fiscale: è ottimo, il corso del racconto impegna seriamente ma appassiona volentieri, nella trama, l'arte, come le cose buone della vita, alla fine trionfa ma paga dazio al male come è e sarà sempre, triste finale di un lavoro ben fatto, di contenuti e di memoria! Saluti.

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mauro2067 sabato 7 luglio 2012
per chi vuol sentir vibrar l'anima Valutazione 5 stelle su cinque
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oggi, 04/07/2012 ho visto finalmente e dico finalmente questo film. un grande grande film sul coraggio e sulla libertà.ma soprattutto sulla forza delle persone su quella forza interiore che ognuno di noi dovrebbe avere ma che non tutti sanno tirare fuori perchè significherebbe rimettere tutto in gioco, di più anche significherebbe annullare tutte le nostre convinzione e accettare quelle degli altri, accettare di aver sbagliato e dichiararsi sconfitti e non sempre dopo ci aspetta una vita migliore.

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