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La zona
Un film di Rodrigo Plà.
Con Daniel Giménez Cacho, Maribel Verdú, Carlos Bardem, Daniel Tovar, Alan Chávez.
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Drammatico,
durata 97 min.
- Spagna, Messico 2007.
- Sacher
uscita venerdì 4 aprile 2008.
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![]() La coscienza di un adolescente contro i "muri" dei padri. Un dramma sulle regole morali e le nozioni di coesistenza
Marzia Gandolfi
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Un pugno nello stomaco
sabato 5 aprile 2008
di breberto
Non sapevo niente di questo film, dei suoi trascorsi di premi festivalieri e non conosco il regista che credo sia alla sua prima opera. Sono andato a vederlo il secondo giorno di programmazione fidandomi su una recensione letta e non me ne sono pentito. E' un film di grande impatto morale, come se ne facevano una volta, segnatamente nel cinema americano. La tematica è quella propria di un film pamphlet, che cioè vuole denunciare una situazione e sostenere dei valori, ma non è semplicemente un film continua » |
Il mondo e i muri: "la zona" grigia.
mercoledì 9 aprile 2008
di Cice
Una riproduzione in scala ridotta delle paure nel mondo di oggi. Un microcosmo in cui l'alterita' e' vissuta come ostacolo, la tentazione di abbandonarsi ad istinti belluini vince sul ricorso alle vie legali, quest'ultime che anche se adite partono viziate in origine o conducono ad esiti fallimentari,il bisogno di un capro espiatorio e di sicurezza che annidano il dubbio anche sui vicini di casa... a me e' piaciuto davvero molto, soprattuto perche' non si riesce a capire dove stia il giusto, del continua » |
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Cose dalle quali i muri non possono proteggere
venerdì 30 maggio 2008
di s.c.
La zona, opera prima di Rodrigo Plà che ha ricevuto plausi e riconoscimenti ai premi di mezzo mondo (da Venezia a Toronto), si apre con la macchina da presa che segue un Suv guidato da un ragazzino per le strade di un quartiere evidentemente benestante e dall'aspetto quasi idilliaco: una donna che corre, bambini in divisa scolastica che attraversano la strada, un vecchietto seduto in giardino che legge il giornale in compagnia del suo cane... Poi però nella sua panoramica l'occhio della cinepresa continua » |
Buono però
venerdì 13 marzo 2009
di Mary
Mi sono sembrate troppo caricate..anche se volutamente e per dare una direzione al film..alcune scene tipo quella in cui il ragazzino chiede aiuto alla macchina della polizia (perchè non farlo salire..in fondo avevano pagato)..il pestaggio della sua fidanzatina..quasi fosse chissà quale testimone oculare..e non ho proprio capito il comportamento del poliziotto.. non del suo capo corrotto....forse ricattato da quest'ultimo??!!..che addirittura prende a pugni la madre..mah!!.La figura più bella è continua » |
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L' eden dietro il paravento
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Si può vivere dietro a un muro ignorando ciò che si svolge al di là? È questa la domanda che pone il film messicano-spagnolo La zona. Da un racconto della sceneggiatrice Laura Santullo, l' esordiente Rodrigo Plá (un quarantenne uruguayano che vive a Città del Messico) inventa una zona residenziale circondata da un' alta muraglia con tanto di filo spinato in cima. Controllato giorno e notte da una centrale video, questo eden superprotetto si fonda su un regolamento condominiale che stabilisce l' autonomia dai poteri esterni: neppure la polizia può entrare senza un mandato; e in un accostamento paradossale, appena oltre i cancelli grida vendetta il più degradato dei quartieri suburbani. » |
Prigionieri delle nostre stesse paure Dentro "La Zona", fuori il resto del mondo
di Roberta Ronconi Liberazione
Un piano sequenza con dolly ci presenta il contesto già dai titoli di testa. Bambini in divisa da collegio, prati verdi, aiuole curate, ville signorili, cani da guardia. Seguendo il volo di una farfalla, lo sguardo si alza e si sposta verso sinistra, fino ad incontrare un muro. Alto, ancora più alto, filo spinato, torretta, telecamera di sicurezza, quindi apparizione dell'esterno: un agglomerato urbano, immenso e accatastato come una favela, una colata di cemento graffiato dalla miseria. Dentro è "La zona", fuori il resto del mondo. » |
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di Alessio Guzzano City
Il quartiere del titolo è una linda isola benestante nel mare delle favelas di Città del Messico. Murata, sbarrata, videosorvegliata, protetta da filo spinato, egoismo, guardie armate e leggi privilegiate. Agli abitanti non basta. Quando tre ragazzini si introducono nella casa sbagliata per un furto che degenera in omicidio, ne seccano due sul posto, buttano i cadaveri nell'immondizia (ci rimette la pelle anche un vigilante) e braccano il terzo per vendicarsi. Da fuori, un cocciuto commissario e una madre in pena tentano invano di aprire una breccia affinché la giustizia entri, ma dentro tutti conoscono le cifre dei numeri e de prezzi della polizia. » |
di Alessandra De Luca Ciak
Tre ragazzi delle favelas riescono a oltrepassare di notte le alte mura che proteggono la Zona, quartiere benestante nel centro di Città del Messico, ma la rapina finisce male e una donna muore. Due dei giovani malviventi vengono uccisi mentre tentano la fuga, e il terzo, Miguel riesce a nascondersi, ma non a lasciare la Zona. Persa ogni fiducia nella polizia, corrotta e inefficiente, i residenti decidono di farsi giustizia da soli dando inizio a una brutale e primitiva caccia all'uomo. Rodrigo Plà (premiato per la migliore opera prima all'ultima Mostra del Cinema di Venezia) mette in scena con crescente senso di paranoia lo scontro tra il "dentro" e il "fuori" in una società spezzata in due. » |
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