La zona

Film 2007 | Drammatico 97 min.

Regia di Rodrigo Plà. Un film Da vedere 2007 con Daniel Giménez Cacho, Maribel Verdú, Carlos Bardem, Daniel Tovar, Alan Chávez. Cast completo Genere Drammatico - Spagna, Messico, 2007, durata 97 minuti. Uscita cinema venerdì 4 aprile 2008 distribuito da Sacher. - MYmonetro 3,42 su 67 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La zona
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Alejandro vive nella Zona, un quartiere ricco nel centro di Città del Messico. Nel giorno del suo compleanno tre ragazzi delle borgate si introducono per una rapina in una delle case della Zona. In Italia al Box Office La zona ha incassato 201 mila euro .

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Consigliato sì!
3,42/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,53
PUBBLICO 3,54
CONSIGLIATO SÌ
La coscienza di un adolescente contro i "muri" dei padri. Un dramma sulle regole morali e le nozioni di coesistenza.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 2 aprile 2008
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 2 aprile 2008

Un muro alto e impraticabile separa la Zona, un quartiere residenziale e abbiente di Città del Messico, da un mondo di baracche e di miseria. Un temporale e il crollo di un cartellone pubblicitario provocano una breccia in quel muro, dove si infilano tre adolescenti delle favelas in cerca di denaro e di fortuna. Ma il destino decide altrimenti e tragicamente. Due di loro muoiono abbattuti dai colpi della sorveglianza, soltanto Miguel trova rifugio nella cantina di una villa e nel (buon) cuore di Alejandro, un coetaneo più felice e fortunato. Mentre Miguel e Alejandro imparano a conoscersi, i residenti intraprendono una folle caccia all'uomo. Nella prima sequenza della Zona un adolescente percorre una strada residenziale a bordo di un Suv. La vernice brillante dell'auto riflette ville e giardini curati: un dentro perfetto e asettico che riproduce se stesso, mentre il suo fuori, caotico e disperato, "ruba" l'amore sopra un pullman rugginoso.
Nell'opera d'esordio di Rodrigo Plà e nell'universo chiuso della Zona c'è il vuoto spaventoso di una lucida determinazione, che spinge residenti sfacciatamente ricchi a confinarsi e a confinare l'umanità derelitta. È un viaggio di sola andata nelle coscienze, paranoiche e mai riscattate, di un gruppo di uomini, donne e ragazzini, nessuno escluso, che si sono dati un sistema di regole fisse che non ammettono né concepiscono eccezioni.
La zona non è una storia di adolescenti ma è il racconto di una crescita, con orrendi segreti da scoprire e contrasti da sciogliere: il sopra e il sotto (la casa e la cantina; il ricco e il povero), il dentro e il fuori (le favelas e il quartiere residenziale), la luce e il buio e i grandi e i piccoli (cattivi padre e cattivi poliziotti contro figli che si lasciano toccare da ciò che è diverso, scoprendolo uguale).
Rodrigo Plà gira un film corale in cui la regressione dell'uomo allo stadio crudo del primordiale rende i rapporti tra vittima e carnefice nitidi e perfetti: non sono più la legge e la giustizia a regolamentare la convivenza all'interno di quella società (auto)esiliata. I residenti nella Zona si offrono al puro istinto, si è prigionieri o carcerieri, non possono esserci vie di mezzo, al punto che la valutazione etica dei personaggi viene messa in relazione con il comportamento tenuto nei confronti del prigioniero/vittima. Tutto appare più semplice e il vero totem contro l'ipocrisia e l'ottusità degli adulti diventa un adolescente. Il senso della storia e della giustizia è dalla sua parte. È Alejandro a spezzare la catena della disuguaglianza e dell'isolamento. Nel suo gigantesco gesto si rivela la sostanza tragica del racconto: la trasgressione di Alejandro riguarda la legge del padre, è un atto di disubbidienza rispetto a quello che gli è stato prescritto, è un percorso etico e conoscitivo.
Quella insubordinazione non significa incoscienza, sfrontatezza o irresponsabilità ma comporta il coraggio di rompere gli schemi, di affrancarsi dalle catene del sangue e della violenza, dalla storia e dalla legge di un universo maschile di cui pure è figlio.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 17 ottobre 2010
mario_platonov

Un interessante film, quasi un piccolo saggio di geografia urbana: il contatto fisico tra la miseria di un quartiere periferico e le comodità (conservate con molta fatica) di un'area residenziale è reso con potenza attraverso il crollo accidentale di un muro. Il punto forte della pellicola è la capacità del regista di mescolare al meglio tutte le fazioni “in gioco&rdquo [...] Vai alla recensione »

lunedì 29 ottobre 2012
Salvatore Scaglia

La zona è un'intensa pellicola ambientata in Messico, su una zona, appunto, d'elite, del tutto separata dalla città circostante, in cui imperversano invece miseria ed ingiustizia. Il film è la rappresentazione di una sorta di ghetto al contrario, in cui dei ricchi possidenti vivono auto-barricati: telecamere dappertutto, vigilantes e persino un loro, tracotante, capo della [...] Vai alla recensione »

martedì 23 agosto 2011
Fradad

Apologo intenso e toccante sulla violenza intesa come isteria collettiva, nonchè fosca ed inquietante metafora sociale, "La zona" è un esempio di come si possa fare centro al primo colpo e senza spese folli se ci sono le idee giuste e la capacità di rappresentarle. I temi, che si intersecano senza creare confusione o ridondanza, sono riconducibili alla degenerazione morale&nbs [...] Vai alla recensione »

domenica 20 maggio 2012
Splitz

 Al mondo, in tutto il mondo, esistono i ricchi e i poveri. In alcuni angoli di mondo, però, il divario tra ricchezza e povertà è abissale. Città del Messico è uno di questi angoli. A Città del Messico i poveri sono  troppi, mentre i ricchi sono talmente ricchi che possono permettersi di creare un mondo recintato e protetto, abitato da poche decine [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 giugno 2009
chiarialessandro

Quando finisce la pellicola e senti l’urgenza, la necessità di scrivere un commento; quando finisce lo spettacolo e ti chiedi (sconsolato), come mai è già finito; quando ti sembra di essere stato inchiodato alla sedia con la convinzione che non ti saresti alzato nemmeno se fosse arrivato un leone; quando il tempo è volato con la rapidità della saetta che attraversa il cielo nella notte tempestosa, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 13 marzo 2013
Filippo Catani

Città del Messico. Un gruppo di persone benestanti stanche della criminalità sono riuscite a farsi autorizzare da un giudice ad erigere una vera e propria città nella città definita da tutti come la zona. Vi è una solo motivo che porterebbe allo scioglimento: il verificarsi di un fatto di sangue. Quando ciò avviene, i cittadini che autogestiscono la zona si [...] Vai alla recensione »

martedì 17 luglio 2012
denzel for ever

è un bel film che nn stanca mai...e fa riflettere molto...da vedere

venerdì 21 luglio 2017
Luanaa

MI HA COLPITO E COMMOSSO DEL FILM IL RAPPORTO TRA QUESTI DUE ADOLESCENTI MINORENNI; CHE HANNO IN LORO SPONTANEO IL VERO SENSO DELLA GIUSTIZIA E DELLA SEPARAZIONE TRA BENE E MALE ( LA SCENA DELLA RIPRESA NELLA TELECAMERA DICE TUTTO CIO') CHE NON PUO' ESSERE DISUNITA DAL SENSO DI UMANITA '. LE ULTIME SCENE SONO DAVVERO TOCCANTI: IL RAGAZZO RICCO ALEJANDRO IMPARERA' AD ACCETTARE ATTRAVERSO [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 ottobre 2010
britannico

Film che ci fa comprendere l'inutilità dei muri, e risaputo che solo la integrazione sociale, la solidarietà e la comunicazione risolleva i deboli dalla  povertà,  la dove l'integrazione sociale è rifiutata, addirittura arrogandosi la facoltà di interpretare la giustizia, le disperazioni aumentano e conseguentemente anche i fatti [...] Vai alla recensione »

sabato 9 maggio 2009
petronius arbiter

Da vedere non c'e' che dire. Non ho capito bene il finale pero';lui va si' a seppellire il ragazzino ma in fondo non da retta alla povera madre che aspetta notizie del figlio fuori della zona,e non solo non dimostra particolare partecipazione alle furtive esequie ma alla fine se la gode mangiandosi un ricco taco alla bancarella all'angolo. Non so...

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

Si può vivere dietro a un muro ignorando ciò che si svolge al di là? È questa la domanda che pone il film messicano-spagnolo La zona. Da un racconto della sceneggiatrice Laura Santullo, l' esordiente Rodrigo Plá (un quarantenne uruguayano che vive a Città del Messico) inventa una zona residenziale circondata da un' alta muraglia con tanto di filo spinato in cima.

Roberta Ronconi
Liberazione

Un piano sequenza con dolly ci presenta il contesto già dai titoli di testa. Bambini in divisa da collegio, prati verdi, aiuole curate, ville signorili, cani da guardia. Seguendo il volo di una farfalla, lo sguardo si alza e si sposta verso sinistra, fino ad incontrare un muro. Alto, ancora più alto, filo spinato, torretta, telecamera di sicurezza, quindi apparizione dell'esterno: un agglomerato urbano, [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Un tempo i dannati della Terra erano rinchiusi nei ghetti. Oggi capita l’opposto: sono i privilegiati a barricarsi in cittadelle fortificate (o in Suv da battaglia) per proteggersi dagli abitanti delle banlieue povere. La mutazione è raffigurata molto bene nella Zona, film messicano premiato a Venezia e Toronto. Città del Messico: durante un temporale tre ragazzi delle favelas penetrano della «zona» [...] Vai alla recensione »

Alessio Guzzano
City

Il quartiere del titolo è una linda isola benestante nel mare delle favelas di Città del Messico. Murata, sbarrata, videosorvegliata, protetta da filo spinato, egoismo, guardie armate e leggi privilegiate. Agli abitanti non basta. Quando tre ragazzini si introducono nella casa sbagliata per un furto che degenera in omicidio, ne seccano due sul posto, buttano i cadaveri nell'immondizia (ci rimette la [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

La zona, del regista messicano Rodrigo Plá, è un film sulla paura. Anzi, addirittura sul terrore di perdere i propri privilegi, di doversi mischiare con gli altri, soprattutto se questi altri sono brutti, sporchi e cattivi. La zona è il nome di un quartiere residenziale tutto lindo e perbene, diviso dal resto del mondo da alte mura di cinta. Di qui tutto funziona, di là è l'inferno delle baracche, [...] Vai alla recensione »

Alessandra De Luca
Ciak

Tre ragazzi delle favelas riescono a oltrepassare di notte le alte mura che proteggono la Zona, quartiere benestante nel centro di Città del Messico, ma la rapina finisce male e una donna muore. Due dei giovani malviventi vengono uccisi mentre tentano la fuga, e il terzo, Miguel riesce a nascondersi, ma non a lasciare la Zona. Persa ogni fiducia nella polizia, corrotta e inefficiente, i residenti decidono [...] Vai alla recensione »

Boris Sollazzo
DNews

Uruguagio rifugiato politico in Messico, su un esordiente come Rodrigo Plà viene da scommettere pesante. Lo voleva fare la Columbia, poi forse spaventata dalle sue idee e dalla sua indipendenza, ha creduto in lui un produttore spagnolo che gli ha messo a disposizione un budget succulento. E lui,senza tremori né paure, ne ha fatto il thriller politico-sociologico La zona.

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Viene dal Messico, ed è un bel film. Meglio aggiungere che non è «carino» per niente. Storia di delinquenza e giustizia privata ambientata nel quartiere blindato dei ricchi di Città del Messico, metropoli emblema della forbice sempre più aperta tra abbienti privilegiati e indigenti scartati del mondo, è una mina depositata nel nostro culto della protezione da ogni «agente esterno».

Raffaella Giancristofaro
Film Tv

Alejandro è un teenager messicano di famiglia benestante. Vive nella Zona, quartiere residenziale di super lusso, delimitato da massicce mura di cinta. Un giorno un corto circuito permette ad alcuni ragazzi diseredati di penetrare il fortino dall'esterno malfamato, entrare in una delle villette e uccidere una donna. Il panico iniziale tra i residenti si trasforma presto in una caccia all'uomo.

Dario Zonta
L'Unità

La zona è il film d’esordio del regista uruguaiano Rodrigo Pià (messicano d’adozione), salutato con molti premi in tutto il mondo, ma scoperto dalle Giornate degli autori nell’ultima Venezia, lì incoronato con il Leone del futuro. Molti accolsero il film con vero entusiasmo, additandone l’originalità della storia e la bravura del regista. Eppure, a ber vedere, la storia è un vero classico della letteratura [...] Vai alla recensione »

Alberto Pezzotta
ViviMilano

Una caccia all'uomo un quartiere residenziale super-protetto. Ricchi contro poveri: solo i giovani sembrano comunicare. Ma anche se la suspense non dà tregua, non è un film americano, e le soluzioni sono le più dure. Siamo a Città del Messico, ma potrebbe essere ovunque. Moretti distributore questa volta ha avuto fiuto. BELLO ½ - PER CHI CERCA SORPRESE Da ViviMilano, aprile 2008

Francesco Alò
Il Messaggero

Messico e nuvoloni. Così neri da scaricare una tempesta che rompe accidentalmente le barriere di un quartiere per ricchi. Tre giovani ladruncoli vi penetrano per rubare qualcosa nel giardino dell'Eden artificiale. Troveranno ad attenderli una tragedia annunciata e parecchio piombo. Due moriranno e uno scapperà all'interno dell'area protetta. Comincerà una caccia all'uomo senza pietà.

Silvana Silvestri
Il Manifesto

Costruito come un film poliziesco La zona di Rodrigo Plà, scoperto alle Giornate degli Autori, tocca diversi punti nevralgici dell'immaginario latinoamericano, ed estende la sua forza evocatrice anche al primo mondo che, con la scusa di essere assediato dal terzo mondo, vive di sfruttamento. «La zona» è un intero quartiere di gente bene di Città del Messico, blindato, separato dalla povertà da un altissimo [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Su una realtà diffusa un po’ dovunque nei paesi ricchi, quella dei comprensori condominiali protetti in vario modo dal mondo esterno e sorvegliati da guardie giurate, il regista Rodrigo Plà, uruguayano trasferitosi a Città del Messico, ha realizzato una pellicola cupa e dura. La zona del suo film si colloca infatti in un contesto particolarmente degradato e non c’è da meravigliarsi che i reietti del [...] Vai alla recensione »

Serafino Murri
XL

Fondendo la violenza a un tono metaforico elementare che solo il cinema sudamericano sa permettersi ancora, l'uruguayano Pla narra la storia di due ragazzi messicani: un ricco che vive nella presidiatissima, esclusiva "zona", e un ladruncolo dei sobborghi entrato nel comprensorio, scampato a una rapina finita male, e braccato da feroci vigilantes. Il riccone uscirà come un Siddharta dal suo palazzo [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

A qualcuno farà forse venire in mente il Muro di Padova, l'immaginaria Zona di Città del Messico, il quartiere del centro riservato ai vip, protetto da alte pareti e da guardie giurate ben armate. Qui penetrano una sera tre giovanissimi balordi, provenienti dalle favelas della periferia, e subito in fuga precipitosa dopo la bastonata in testa, fatale all'anziana donna che li ha colti sul fatto.

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