La guerra dei fiori rossi

Un film di Zhang Yuan. Con Dong Bowen, Ning Yuanyuan, Chen Manyuan, Zhao Rui, Li Xiaofeng Titolo originale Kanshangqu Henmei. Commedia drammatica, durata 92 min. - Cina, Italia 2006. - Cinecittà Luce uscita venerdì 12 gennaio 2007. MYMONETRO La guerra dei fiori rossi * * 1/2 - - valutazione media: 2,95 su 42 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,95/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
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 critica * * * - -
 pubblico * * 1/2 - -
Trailer La guerra dei fiori rossi
Il film: La guerra dei fiori rossi
Uscita: venerdì 12 gennaio 2007
Anno produzione: 2006
   
   
   
La vicenda di un bambino di quattro anni nella Cina Popolare delle origini tra timori e ribellione.
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primo piano
La vivace storia di un bambino in un Istituto della Cina Popolare del 1949
Giancarlo Zappoli     * * * - -

Qiang è un bambino di 4 anni che, nella Cina Popolare del 1949, viene portato in un Istituto pechinese dei migliori dai genitori troppo impegnati nel lavoro. Qiang deve confrontarsi con la vita della collettività, regolata in modo per lui troppo rigido dalle educatrici. Dalla fase del pianto sconsolato passa ben presto a quella della disobbedienza attiva supportato in questo da una coetanea. Quando riuscirà a convincere tutti i compagni che la loro insegnante non è altri che un mostro sotto le sembianze di una donna la situazione si complica.
Il regista Zhang Yuan torna ad occuparsi dei giovani ma questa volta il salto mortale è davvero senza rete perché si tratta di bambini molto piccoli e quindi, per definizione, difficilissimi da dirigere. Ma l'acrobazia riesce perfettamente perché la regia unisce la mano ferma alla disponibilità ad accettare l'improvvisazione infantile. Questo può avvenire anche grazie a una sceneggiatura ben scritta che favorisce due piani di lettura. Quello più immediatamente "ad altezza di bambino" (stavamo per scrivere "truffautiano" e con motivo) e quello sociale, se non addirittura politico. Qiang, con il carattere che si ritrova, con lo spirito ribelle che lo contraddistingue, quando diventerà un giovane uomo si troverà nel bel mezzo della Rivoluzione Culturale. Non è difficile pensarlo inviato in campagna a "rieducarsi". Così come è facile pensarlo sicuramente vessato ma mai domo.
Peccato che il film non sia in Concorso. Se lo meritava.

Incassi La guerra dei fiori rossi
Incasso Totale* Italia: € 291.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 25 marzo 2007
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Sicuramente da vedere

sabato 27 gennaio 2007 di Candy Star

Indubbiamente mi aspettavo qualcosa di più su un film che aveva tutti i presupposti per essere un vero capolavoro. La visione è molto piacevole, il film è delicato ed interiore, i bambini sono dolcissimi ed allo stesso tempo spietati. vale la pena di vederlo quanto meno per vedere il genio che si nasconde dietro il piccolo protagonista che ha una mimica ed una attitudine alla recitazione veramente da lasciarti con la bocca aperta data la sua giovanissima età. continua »

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Ieri, oggi, cosa cambia?

giovedì 8 marzo 2007 di olga

LA GUERRA DEI FIORI ROSSI Come in ogni film dove protagonisti sono i bambini, la storia fa simpatia e tenerezza, ma un momento dopo si coglie la sua natura di apologo problematico. Si può essere ribelli a quattro anni o addirittura si deve esserlo, quando tutto tende a livellare, rendere conforme, irreggimentare? Siamo in Cina e potremmo essere negli anni ‘50 come oggi. Credo che il periodo non sia stato precisato più di tanto volutamente, perché l’interrogativo si pone in qualsiasi tempo e realtà. continua »

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La guerra dei fiori rossi

lunedì 6 agosto 2007 di joemango

Ultimamente la fucina cinematografica cinese sta producendo titoli di buon livello e la Guerra dei fiori rossi di Zhang Yuang non fa che aggiungersi alla lista dei suddetti film, con qualche difettuccio in più. In breve, si narrano le piccole ribellioni al conformismo di un piccolo bambino cinese nel suo asilo, tutti pargoli intorno ai quattro anni. E' quindi indubbiamente da lodare la bravura del regista nel gestire una simile orda di attori (quasi) ancora in fasce. D'altro canto bisogna riconoscere continua »

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Divertente e triste insieme

mercoledì 26 gennaio 2011 di kaipy

scelta coraggiosa. in un mondo malato come il nostro tanti bambini nudi, nonchè un sottile erotismo fanno un po' impressione. all'inizio il film è davvero divertente, i bambini sono meravigliosi e il regime dell'asilo pazzesco. dopo un po' la personalità del bambino comincia a delinearsi e appare chiaro il suo istintivo anelito di indipendenza. io lo adoro quando verso la fine uscito dall'isolamento si autoelimina dalla fila e grida ai suoi compagni: sono continua »

Qiang
"Perchè a me neanche un fiorellino?"
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Il bambino ribelle di Pechino

di Lietta Tornabuoni L'Espresso

Naturalmente si può anche fuggire come lepri, sentendo parlare di un film cinese ambientato in un asilo a tempo pieno di Pechino riservato a bambini di non oltre cinque anni. Invece La guerra dei fiori rossi di Zhang Yuan è interessante, bello e si occupa d'uno dei problemi contemporanei più dilemmatici non soltanto in Cina: libertà e comando, omologazione e individualismo, regole e disobbedienza, obbedienza e rivolta. L'asilo è governato con ordini imperiosi, colpi di fischietto, disciplina infrangibile. »

Piccoli, straordinari attori in una parabola sul potere

di Roberto Nepoti La Repubblica

Fang, quattro anni, è abbandonato dal padre in un'istituzione scolastica totalizzante, un collegio che somiglia a un falansterio. Scopre così le regole della vita in Comunità (tra cui la distribuzione di piccoli fiori rossi in ricompensa ai bambini più disciplinati), ma anche l'impossibilità a sottomettervisi. In un'epoca imprecisata, che potrebbe essere quella odierna (e risiede qui l'indotto sovversivo del film), Zhang Yuan colloca una parabola sulla genesi e le strategie del potere, prendendoli "ab ovo" sulla traccia di Un romanzo semiautobiografico di Wang Shuo. »

Nei «fiori rossi» di Zhang l'infanzia oppressa e negata

di Gian Luigi Rondi Il Tempo

All'asilo come in un campo di concentramento. Senza sevizie, senza privazioni, anzi, se a tavola si vuole qualcosa in più basta alzare la mano. Tutto però costretto entro un ordine prestabilito e meticoloso, orari, gesti, abitudini, dal momento di andare a dormire a quello di andare di corpo, e anche quello a ora fissa, tutti insieme e tutti in fila accovacciati, i bambini di qua le bambine di là e, se non si esegue, via quei fiori rossi di carta che vengono dati a chi, invece, fa tutto come richiesto: per arrivare a un livellamento totale, a una omologazione di ogni personalità, e fin da adesso che non si sono ancora superati i quattro anni. »

Piccolo ribelle cresce nell'asilo di Pechino

di Lietta Tornabuoni La Stampa

La guerra dei fiori rossi di Zhang Yuan, 44 anni, regista e produttore dissidente (dev'essere l'ultimo) è prodotto dalla società Downtown di Marco Muller, da RaiCinema e dall'Istituto Luce; è tratto da un romanzo dello scrittore (dissidente pure lui) Wang Shuo, montato da Jacopo Quadri con musiche di Carlo Crivelli. E' un film bello e molto interessante sull'omologazione e l'individualismo, sulle regole e la disubbidienza, sul conformismo e la rivolta: molto vicino, dunque, ai problemi attuali della Cina, divisa tra libertà e comando, lavoro e personalità. »

La guerra dei fiori rossi | Indice

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