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I sette samurai
Un film di Akira Kurosawa.
Con Toshiro Mifune, Takashi Shimura, Yoshio Inaba, Seiji Miyaguchi, Minoru Chiaki.
continua»
Titolo originale Shichi-nin no Samurai.
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
b/n
durata 200 (130) min.
- Giappone 1954.
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premi nomination |
Festival di Venezia 1 0 |
Premio Oscar 0 2 |
| Bilanci del guerriero Takashi Shimura | |
| Ho perso tutte le battaglie in cui mi sono trovato... Ci hanno sempre ripetuto: "Allenatevi, distinguetevi, diventate dei signori della guerra!" Consumiamo l'esistenza in questa vana ricerca, giunge la vecchiaia e ci troviamo con un pugno di mosche in mano... | |
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| Kambei | |
| Noi samurai,siamo come il vento che passa veloce sulla terra,ma la terra rimane e appartiene ai contadini. | |
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| Il colpo mancato pare sempre il migliore. | |
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DVD | I sette samuraiUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 24 ottobre 2007
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di Filippo Sacchi Il Corriere della Sera
Chi ha capito e ammirato il realismo demoniaco di Rasciomon non mancherà di vedere / sette samurai sapendo che vi troverà lo stesso regista, Akira Kurosawa, e lo stesso interprete, quello scatenato Scinodu Hascimoto che impersonava Tagiomaru, il selvaggio bandito. E per prima cosa stupirà, come tutti stupimmo l'anno scorso a Venezia, di trovare un film completamente diverso. Noi siamo ormai talmente abituati a veder sfruttare sino alla consumazione ogni minima trovata che abbia avuto fortuna, che ci pare impossibile che avendo in mano il regista e l'attore di Rasciomon il produttore giapponese non si sia subito precipitato a dare un seguito a quel film, che rappresentò pure uno strepitoso successo mondiale girando (faccio cosi per dire) Il ritorno di Tagiomaru, o magari Rasciomon, amore e gelosia, questo beninteso in compartecipazione italo-giapponese ! Ma la freschezza d'invenzione essendo l'appannaggio della effervescenza creativa, e il cinema giapponese trovandosi per il momento ancora in quel fortunato stadio, si vede che non avevano nessun gusto a rimasticare le idee. » |
di Mario Gromo La Stampa
Il film è di Akira Kurosawa, il regista di Rashomon, ed è un'ultra rievocazione del Giappone feudale. Con minori raffinatezze dei precedenti film del genere, ma con un suo nerbo e un suo carattere, alle volte francamente sbrigliati e popolari, inseriti in quell'epoca lontana con cadenze di un vasto dramma e con accenti di un rusticano poema eroicomico. Vale la pena di tentarne un succinto racconto, almeno della prima parte. Nel vecchio Giappone dei samurai, dei «Signori della guerra», imperversano le lotte intestine. » |
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