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Rashômon
Un film di Akira Kurosawa.
Con Toshiro Mifune, Machiko Kyô, Masayuki Mori, Takashi Shimura, Minoru Chiaki.
continua»
Titolo originale Rasho-mon.
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
b/n
durata 88 min.
- Giappone 1950.
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Sotto il portico del tempio del dio Rasho a Kyoto nel XV secolo un boscaiolo, un bonzo e un servo rievocano un tragico fatto di sangue, giudicato in un tribunale davanti al quale hanno deposto come testimoni: un bandito aveva aggredito un samurai che, in compagnia della moglie, attraversava una foresta, uccidendo l'uomo e violentando la donna. Alla prima versione dei fatti data dal bandito segue quella della donna: entrambe sono raccontate dal boscaiolo. Il bonzo riferisce una terza versione, fatta dallo spirito del defunto samurai, evocato da una maga. Allora, riprendendo la parola, il boscaiolo confessa di avere assistito al delitto e racconta ai compagni una quarta versione, prima di raccogliere un bambino abbandonato e portarselo a casa. Tratto da 2 racconti di Ryunosuke Akutagawa, il 12° film di A. Kurosawa vinse a sorpresa il Leone d'oro a Venezia nel 1951, facendo da battistrada nei festival e sui mercati europei al cinema giapponese. Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. L'incrociarsi delle versioni contraddittorie serve “meno a sottolineare la vanità o la debolezza umana... che a far sentire l'abisso che separa le parole e le cose, la soggettività e la realtà... A questo proposito Rashômon è più vicino a Faulkner che a Pirandello” (J. Lourcelles). Premio speciale agli Academy Awards 1951: l'Oscar per il miglior film straniero fu istituito nel 1956. Rifatto a Hollywood come L'oltraggio (1964) con la regia di M. Ritt e Paul Newman nella parte di T. Mifune. |
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premi nomination |
Festival di Venezia 1 0 |
Premio Oscar 1 2 |
Rashomon o dei labirinti dell’animo umano
venerd́ 1 gennaio 2010
di Paola Di Giuseppe
Rashomon è la desolata constatazione della capacità dell’uomo di mentire, a sé stesso prima che agli altri.Il conclamato pirandellismo per cui va celebre (il relativismo della verità) è in fondo secondario e meno forte di questa raggelante affermazione,che si approfondisce e circostanzia man mano che la vicenda scorre,portando alla ribalta le differenti versioni dei protagonisti:un samurai è stato trovato ucciso in una radura del bosco,ognuno accusa sé stesso,facendo peṛ ricadere la responsabilità continua » |
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DVD | RashômonUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 27 marzo 2007
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di Mario Gromo La Stampa
In questo singolare e potente film giapponese siamo intorno al millecento, l'epoca è remota ma potrebbe esserlo anche di più. Siamo, in realtà, nel tempo degli istinti primordiali, in una foresta, dove, più che del Fujihama, ci si ricorda delle selve nibelungiche. Un taglialegna trova un cadavere, corre a farne denuncia; e poco dopo, dinanzi ai giudici che non si vedono (al posto dei giudici ci sono gli spettatori, imputati e testimoni a essi si rivolgono), dinanzi al tribunale invisibile, sta in ceppi l'assassino, Accanto a lui sono la vedova della vittima, il taglialegna che scopŕ il cadavere, e la guardia che arresṭ il brigante. » |
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