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martedì 2 settembre 2014

Belen Rodriguez

29 anni, 20 Settembre 1984 (Vergine), Buenos Aires (Argentina)
occhiello
Ligabue detto Bue: bella muccona da latte belen: BRUTTO Angela: Cafone
dal film Natale in Sudafrica (2010) Belen Rodriguez è Angela
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Belen Rodriguez

Esce in sala Se sei così di dico sì, commedia con la strana coppia Rodriguez-Solfrizzi.

Habemus Belén

giovedì 14 aprile 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Habemus Belén Che Belén Rodríguez sia davvero così, e che tutti le dicano di sì, è un fatto ormai assodato. Dai reality tv al cinema d’autore l’ascesa della showgirl argentina sembra inarrestabile, un successo che non conosce battute d’arresto, che divora e fa proprio tutto quel che incontra, annientando il ricordo delle cadute (Vallettopoli, la cocaina, i rapporti con Fabrizio Corona e Lele Mora), e trasformando le riuscite in trionfi.
Le ha detto sì De Laurentiis, incartandola nel cinepanettone sudafricano e dicendo di lei, nemmeno tanto sottovoce, che «una così le bestie feroci se le mangia a colazione». Le ha detto sì la Rai, prima con Sanremo e poi con Montalbano perché «quel che tocca, diventa oro – disse un mese fa Fabrizio del Noce - Solo lei e Gigi Proietti sono capaci di far salire lo share di quattro punti». E più di recente le hanno detto sì anche i fratelli Avati, suggerendone caldamente il nome al regista Eugenio Cappuccio alle prese con il suo primo film Medusa, Se sei così ti dico sì, diventato immediatamente “il film di Belén”. «Fu Pupi Avati a propormi Belén, io non la conoscevo e dissi che volevo incontrarla – ha detto il regista in conferenza stampa a Roma – ci siamo parlati, abbiamo scoperto che i nostri padri si chiamano allo stesso modo, cioè Gustavo, e poi le ho spiegato che tipo di regista sono io. Lei si è detta pronta a seguire tutte le mie indicazioni, e devo dire che è stata un’ottima complice». Davanti ai giornalisti, scortata da due bodyguard e seduta accanto al compagno di set Emilio Solfrizzi, la Rodríguez non ha nascosto niente: né l’aiutino ricevuto dagli Avati, né l’emozione per la prima pellicola a dotarla di parola, né tantomeno quell’esplosivo corpo, di cui il film s’approfitta «per provocare il pubblico – ha detto – e per mostrare il cinismo del mondo dello spettacolo, dove se sei figa passi per forza per essere scema». Cosa che lei, evidentemente, non è.

Da lunedì i nuovi episodi del commissario di Luca Zingaretti.

Il ritorno di Montalbano

martedì 8 marzo 2011 - Edoardo Becattini cinemanews

Il ritorno di Montalbano Mentre nei vicoli soleggiati della provincia di Ragusa sono da poco cominciate le riprese delle avventure del giovane Montalbano interpretato da Michele Riondino, il Montalbano "maturo" dal volto più familiare di Luca Zingaretti torna in prima serata con altri nuovi racconti. Quattro per l'esattezza, che vanno a sommarsi ai diciotto precedenti episodi che in circa dodici anni hanno creato una grande cerchia di appassionati e allargato ulteriormente i lettori degli altrettanti racconti che Andrea Camilleri ha dedicato al suo personaggio più noto e più amato. I quattro episodi in questione si confrontano per la prima volta con un Montalbano più inquieto, più tormentato. Il primo, in onda lunedì 14 marzo su RaiUno, è Il campo del vasaio, storia che vede direttamente implicato il fidato vice Mimì Augello (Cesare Bocci) all'interno di un complicato intrigo in cui muove le fila nientemeno che Belen Rodriguez. A dirigere i protagonisti più rodati e i comprimari eccellenti (oltre alla showgirl argentina, compaiono in questa serie anche Ana Caterina Morariu e Isabella Ragonese), è ancora Alberto Sironi, da dodici anni immancabile traghettatore delle pagine di Camilleri verso il mondo delle immagini.

Natale in Sudafrica all'inseguimento delle fortune perdute.

De Sica & compari al suono delle vuvuzelas

giovedì 16 dicembre 2010 - Marzia Gandolfi cinemanews

De Sica & compari al suono delle vuvuzelas Dopo il matrimonio in bianco di Massimo Boldi e le strenne con scasso di Aldo, Giovanni e Giacomo è la volta del cinepanettone delaurentiisiano. Senza sorprese e con una ricetta che tenta il soddisfacimento simultaneo di più pubblici, Natale in Sudafrica imbastisce due episodi che procedono alternati senza intrecciarsi mai: nel primo De Sica sperimenta Max Tortora coniugato (nella finzione) a Serena Autieri, nel secondo lo spaiato Ghini fa il paio con Panariello che fa il cascamorto con Belén Rodriguez. Storia di fratellanza, patrimoni dilapidati e fortune perdute per Tortora-De Sica, avventura nella Savana alla ricerca di un insetto singolare per il triangolo Ghini-Rodriguez-Panariello. Dopo Miami, New York, Rio, Beverly Hills e una crociera per gradire, Christian De Sica & compari approdano in Sudafrica al suono delle vuvuzelas e al ritmo del waka waka. Riciclando di anno in anno e di Natale in Natale una commedia di corna e ricorna, Neri Parenti confeziona l'ennesima bomba da lanciare contro gli anticinepanettoni e gli 'amici' di un tempo, la componente più triviale e villana espunta nel 2004 e 'traslocata' nel competitor stagionale Medusa. A Roma per presentare il loro film la premiata ditta De Laurentiis nega di nuovo la 'visione' alla stampa e si cimenta nel racconto verbale di un altro “Natale” sotto copyright.

Turista in America
Christian De Sica: Mi auguro veramente di fare altre esperienze come quella di The Tourist, è stata davvero una bellissima avventura. Di questa magnifica opportunità devo ringraziare il mio amico Aurelio De Laurentiis, senza il suo cinepanettone non ce l'avrei mai fatta. Devo molto a questo genere, alla visibilità che negli anni mi ha regalato al punto che Florian Henckel von Donnersmarck ha confessato di avermi voluto nel suo film dopo avermi visto lavorare nel mio film di Natale. Spero certamente di replicare con gli americani ma non posso dimenticare gli amici. Partecipare a The Tourist lo considero un lavoro, girare Natale in Sudafrica al contrario è come stare in famiglia.

Io & Johnny Depp
Christian De Sica: Con Johnny siamo molto amici, è un uomo semplice e un grande attore che mi ha dato consigli aiutandomi sul set. Lavorare con lui è stato piacevole, proprio come con Max Tortora, soltanto che Max è più brutto. In compenso, però, fa tanto ridere.

Critiche
Belén Rodriguez: Mi infastidisce leggere sui giornali che non so fare nulla, io proprio non capisco che cosa si aspettino gli italiani da me. Certo, io sono praticamente all'inizio della mia carriera e ho tanto da fare e tutto da imparare ma ugualmente credo di aver dato prova con “Scherzi a parte” di essere una brava showgirl. Magari non ho la voce di Giorgia ma sono intonata e con la chitarra me la cavo, non sono nemmeno una ballerina ma quando devo ballare non mi tiro indietro, mi alzo la mattina, faccio lezione e imparo la coreografia. Adesso mi è stata data la possibilità di recitare e ho accettato. Insomma non mi sembra di non fare nulla. No?

Sudafrica
Aurelio De Laurentiis: Perché il Sudafrica? Perché è un posto straordinario e lontanissimo, diciassette ore d'aereo. Cape Town ad esempio è una città straordinaria, così europea e circondata da vigne meravigliose che non potreste trovare nemmeno in Toscana o in Francia. Il Sudafrica è uno stato incantevole dal forte appeal esotico, un luogo magico dove confluiscono due oceani e dove puoi praticare il safari in parchi malaria free.

Aggiustamenti
Neri Parenti: Non credo sia corretto accusarci di fare sempre lo stesso film, è impossibile poi, perché di anno in anno varia il soggetto, il cast, la location. Naturalmente di ogni esperienza passata facciamo tesoro, in qualche modo i film precedenti ci forniscono indicazioni preziose per 'aggiustare' quello che non ha funzionato. Quest'anno abbiamo deciso di fare prendere aria al film e di smetterla di chiuderci dentro camere d'albergo o appartamenti. Così ci siamo spostati in Sudafrica e nei suoi enormi spazi aperti abbiamo ambientato un'avventura comica, girando una sorta di All'inseguimento della pietra verde all'italiana. Questa volta poi ho partecipato anche in veste di attore. Natale in Sudafrica segna il mio debutto davanti alla macchina da presa. Vorrà dire che il prossimo anno sarà Christian De Sica a dirigere il film.

In the middle
Neri Parenti: Dal punto di vista professionale è stato senza dubbio un anno impegnativo per me, giocato tra Amici miei e Natale in Sudafrica. Fortunatamente nel primo caso potevo contare su una sceneggiatura già esistente che ha reso il mio lavoro da regista più blando, nel secondo caso ho maturato una tale esperienza nel genere natalizio che non è stato difficile portare a termine il progetto nei tempi e nei modi stabiliti.

Intervista alla showgirl argentina sul set del film.

Natale in Sud Africa: L'esordio di Belen Rodriguez al cinema

domenica 3 ottobre 2010 - Giovanni Bogani cinemanews

Natale in Sud Africa: L'esordio di Belen Rodriguez al cinema La mattina e il pomeriggio si gira. La sera si mangia, magari l'antilope. Lei no. Però mangia, ride e scherza con la troupe. Con Massimo Ghini e Giorgio Panariello, che lavorano con lei già da un mese. Nel primo episodio di Natale in Sudafrica. E con Christian De Sica e Max Tortora, che sono appena arrivati, e gireranno ancora per un mese. Il film che si sta girando è una delle poche certezze del cinema italiano. Prodotto da Luigi e Aurelio De Laurentiis, uscirà la settimana prima di Natale, farà ridere. Ci andrà mezza Italia. Soprattutto dopo il pranzo del 25 dicembre. E lei sarà ancora di più negli occhi e nei pensieri di tutti.
Lei è Belèn Rodriguez. Una ragazza di ventisei anni, o meglio: uno straordinario fenomeno mediatico. Volitiva, bella, determinata. Dall'Argentina, con un po' di Italia nel sangue, come tutti gli argentini, Belèn è arrivata all'Isola dei famosi, agli spot, alle copertine delle riviste di gossip, ha sedotto e travolto Marco Borriello, Fabrizio Corona e qualche milione di italiani. In questo fenomeno c'è qualcosa da capire. È evidente. E lei ti aiuta a capirlo. Si racconta, con generosità e brio, a cena e nelle pause del film. Lì in Sudafrica. Fino al momento in cui arrivano le "rivelazioni" di Lele Mora su Corona, e lei scompare. Non la si vede neanche a cena.
Belèn, ma Fabrizio Corona è venuto davvero a trovarti in Sudafrica, la settimana scorsa?
"Certo che è venuto. Ha passato alcuni giorni con tutta la troupe, quando eravamo a Cape Town a girare".
Era il tuo compleanno, e lui ti ha fatto un regalo bellissimo. Ma allora qual è la situazione tra voi?
"Ragazzi, ho ventisei anni! Può capitare di frequentare un ragazzo, di amarlo, di litigarci, di vederlo di nuovo... Di lasciarsi, o diventare amici, o che ne so. Sono cose che capitano a tutti: solo che quando capitano a me, ci sono cinquanta giornali che analizzano ogni minima sfumatura di quello che mi succede. Lo so, non sono un'ingenua, è il prezzo da pagare alla popolarità. Ma credimi, sono una ragazza come tutte. Con le sue incertezze, le sue fragilità".
Va bene. Parliamo del film. La tua prima esperienza importante al cinema. Con quali emozioni la stai affrontando?
"Lo dico subito: io ancora non mi sento un'attrice. Sto solo imparando. Le pubblicità che ho fatto sono state un bel punto di partenza: in fondo girare decine di spot è come fare un piccolo film. Ma io mi sento ancora più piccola, mi sento minuscola, di fronte a professionisti come Ghini e Panariello. Loro mi aiutano, e poi Neri Parenti mi ha dato un personaggio che in fondo non è tanto lontano da me. Se avessi dovuto interpretare davvero un 'personaggio', lontano da come sono, sarebbe stato difficile!".
Che caratteristiche ha il tuo personaggio?
"Sono un'entomologa, una parola che ho capito cosa volesse dire solo dopo aver iniziato il film!", ride. "Tu lo sai cosa vuol dire, vero?".
Una studiosa degli insetti.
"Ecco, esatto! Io studio degli insetti che cerco in Sudafrica, ma rimango in panne con la mia jeep. E l'unica auto a disposizione è quella su cui viaggiano Ghini e Panariello. Dunque, li attiro e faccio in modo che mi portino dove voglio io!".
La scena che avete girato oggi qual è?
"Siamo tutti e tre davanti alla jeep di Giorgio e di Massimo, e all'improvviso appare un leone. Così, rimaniamo terrorizzati e ci ripariamo dietro l'auto". Il leone, però, nell'inquadratura non c'è. Ci pensa Neri Parenti, il regista, che appena battuto il ciak si impegna a fare "ROAR!". Un ruggito un po' alla buona. A cui loro tre reagiscono terrorizzati. Magari pensano che, se la scena non viene bene, alla fine Neri ruggisce davvero.
Si è parlato molto di una tua probabile conduzione di Sanremo. Prima sì, poi no, poi forse. Qual è la verità?
"Io non la so! Leggo tutto sui giornali. Ma non mi ha contattata nessuno".
Ma pensi di proseguire con il cinema?
"Sì. È proprio quello che voglio. E in qualche modo, sto già iniziando. Dopo Natale in Sudafrica, girerò il film prodotto da Pupi e Antonio Avati, Se sei così, ti dico di sì, con la regia di Eugenio Cappuccio e con Emilio Solfrizzi protagonista. E ci saranno anche Cristiana Capotondi e Rocco Papaleo. Io sono una ragazza vittima dell'attenzione ossessiva dei media".
Poi hai girato un episodio della nuova serie del Commissario Montalbano. Uno di quelli in onda questo autunno, con "guest star" femminili: Isabella Ragonese, Valentina Lodovini, Caterina Morariu e te. Che ruolo avrai? "È un ruolo molto lontano da me. Un personaggio gelido e spietato. L'episodio è tratto dal romanzo 'Il campo del vasaio'. Sono Dolores, una colombiana sposata con un capitano di mare che non dà più sue notizie...". Nel romanzo, appena appare Dolores, l'appuntato Catarella non può che commentare: "Ma quali dolorosa e dolorosa! Quella fa viniri l'alligrizza!".
Senti, Belèn. Ma tutto questo successo che ti è arrivato addosso in pochi anni, diciamo tre, come lo gestisci?
"È vero, sono stata travolta. Il successo fa paura. Hai paura che tutto cambi da un momento all'altro. E io sono pronta, lo so che la ruota può girare da un'altra parte. Ma quando sono partita da un reality, potevo sparire subito. Sta ad ognuno, dopo che hai avuto l'occasione per emergere, giocarti bene quella carta. E poi, c'è una cosa che vorrei dire".
Cosa?
"Non esageriamo con Belèn. Quando ho iniziato, ero una ragazzina di 23 anni. E ora ne ho 26. Lo sai che cosa vuol dire? Che sei in un'età in cui tante si devono laureare, escono la sera tranquille con gli amici. E io ogni settimana leggo cinquanta articoli contro di me. Ma non ho fatto mai niente di cui scandalizzarsi. Sono giovane, sono sempre stata responsabile, vivo da sola da molti anni, mando soldi alla mia famiglia. Per i miei genitori ho costruito una casa. Sì, alla fine sono fiera di quello che ho fatto. E mi faccio l'applauso da sola!".
Non lo dice con presunzione. Ma con orgoglio, con fierezza. La ragazza la troveremo ancora, c'è da scommetterci. E non in una puntata di "Meteore". Anche perché vede con ironia tutto. Anche se stessa. Anche il suo corpo, e l'effetto che fa sugli uomini. Arriva il fotografo. Lei passa, lui le scatta delle foto dal basso, estasiato. E lei, che non ha perso il gusto della battuta: "Sì, poi mi dici che marca di scarpe porto!".

   

Gladiatori di Roma 3D (2012) Se sei così ti dico sì (2011)
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