Zarah Leander: una diva cinematografica del passato, ma dì cui molto si parla oggi in Germania: proposte di film, pièces teatrali, rilancio discografico. I curiosi delle donne, nei vari settori - narratori, biografi, persino politici - la stanno considerando un simbolo della femminilità contro la stupidità del potere. Zarah fu il fenomeno divistico più clamoroso del Terzo Reich. Con lei si tentò di colmare il vuoto lasciato dalla Dietrich, quando fuggì negli Stati Uniti. Zarah ricordava sia Marlene che la Garbo. Con la sua voce di contralto, dai toni rochi, raggiungeva le stesse tonalità dell'Angelo Azzurro. Osteggiata da Goebbels e protetta da Goering, Zarah venne considerata "l'interprete più aderente dello spirito germanico". Ma si rifiutò sempre di prendere la cittadinanza tedesca. Resta leggendaria la sua canzone: La Habanera. Dopo la proiezione di un sue film, Un grande amore, mentre il mondo precipitava nella tragedia del Terzo Reich, Joseph Goebbels e Hermann Goering diedero vita a un alterco ridicolo Goebbels sosteneva che un tenente dell'aviazione (il protagonista maschile) non avrebbe dovuto trascorrere una notte nel letto della cantante. Goering, a contrario, insisteva che un tenente dell’aviazione (di cui era il capo) che non avesse sfruttato una situazione del genere, sarebbe stato detto alla lombarda - un pirla. Nonsenso dei politicanti dei guerrafondai.
Da Corriere della Sera Magazine, 21 febbraio 2008