Anni '90 in Nigeria: due sorelle divise tra fede e sogni affrontano violenza, matrimonio e fuga, inseguendo un futuro diverso tra illusioni e sacrifici. Espandi ▽
Anni Novanta, Nigeria sud-occidentale. Le sorelle Ade e Titi Ajayi vivono in due case dello stesso condominio. Una, fedele devota, è sposata con due bambini. L’altra, invece, più indipendente e sognatrice, vuole sfondare nel mondo della musica ma subisce uno stupro, poi si lascia sedurre da un tassista apparentemente buono che la sposa e la mette incinta. Ade, invece, deve confrontarsi con l’inquietudine del marito Michael. L’opera seconda del nigeriano Damilola Orimogunje è un’ode alla sorellanza che rifiorisce nella diversità e nel dolore inconsolabile, un
j’accuse sussurrato ma risoluto contro la cultura patriarcale e l’abbandono emotivo. Il dramma familiare di Orimogunje è una finestra spalancata su una società africana in trasformazione, infestata ancora dalla cultura del possesso maschilista, un veleno di cui non si scorgono le cause e di cui tutti subiscono le conseguenze, ma che nessuno riesce a eradicare.