Yellow Cake

Film 2026 | Fantascienza 97 min.

Anno2026
GenereFantascienza
ProduzioneBrasile
Durata97 minuti
Regia diTiago Melo (II)
AttoriTânia Maria, Alli Willow, Fernando Teixeira, Rosa Malagueta, Spencer Callahan Valmir do Côco.
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Tiago Melo (II). Un film con Tânia Maria, Alli Willow, Fernando Teixeira, Rosa Malagueta, Spencer Callahan. Cast completo Genere Fantascienza - Brasile, 2026, durata 97 minuti. Valutazione: 3 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Ultimo aggiornamento lunedì 2 febbraio 2026

In Brasile, nel profondo Nordest, un esperimento scientifico sullo uranio sfugge al controllo, e minatori e scienziati devono fronteggiare l'apocalisse tra mitologia locale, humor nero e realtà popolare.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
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Tra thriller, fantascienza, racconto folkloristico e commedia proletaria, il film rinnova la tradizione del cinema anticolonialista.
Recensione di Roberto Manassero
giovedì 18 dicembre 2025
Recensione di Roberto Manassero
giovedì 18 dicembre 2025

In un futuro prossimo, mentre il Brasile è colpito da un'epidemia trasmessa dalle zanzare, alcuni scienziati nordamericani giungono nella città di Picuí, nell'entroterra del Nordest, luogo noto per i suoi giacimenti di materiale radioattivo, per testare una cura sperimentale che porterebbe allo sterminio delle zanzare. Con loro c'è anche la scienziata Rúbia, tornata dopo anni nella città in cui è nata per aiutare i colleghi a farsi accettare dai riluttanti abitanti della zona, anch'essi intenti a cercare di estrarre un misterioso materiale giallo dal sottosuolo. Un fallimento nei test porterò alla catastrofe e lascerà la sola Rúbia a combattere contro l'imminente apocalisse.

Tra thriller, fantascienza, racconto folkloristico e commedia proletaria, Yellow Cake rinnova la tradizione del cinema anticolonialista divertendosi a mescolare i generi e a trasformare in delirio visionario l'ansia contemporanea del contagio e la critica al capitalismo predatorio.

L'opera seconda del produttore e regista Tiago Melo, originario di Picuí e nel 2012 già autore di un documentario sulla cittadina mineraria nello stato brasiliano del Paraíba, sui suoi giacimenti di terre rare e sull'estrazione nel 1944 dell'uranio poi utilizzato per la costruzione della bomba atomica nel progetto Manhattan, ha un evidente sottotesto politico.
Il tono da commedia d'azione, con un'eroina significativamente sospesa tra due mondi - la scienza da un lato e la mitologia popolare dall'altro, il capitale e i contadini lavoratori, la tecnologia e la terra - lo avvicina al cinema anni Settanta, più dalle parti di Rogério Sganzerla che del Cinema Novo vero e proprio, e alla contaminazione tra lo spirito anticoloniale e i divertissement da cultura pop.

Della fantascienza il film ha vari elementi: i test nucleari effettuati da scienziati americani senza scrupoli; il disastro generato dal fallimento di operazioni rischiose e fuori protocollo; le mutazioni delle zanzare che invadono la città; il contagio; la distruzione dell'ambiente naturale; la diffusione di un sentimento di follia e autodistruzione... Al tempo stesso, è anche un film con ambizioni d'autore (altrimenti non lo troveremmo nel concorso ufficiale del Festival di Rotterdam), vista la presenza fra i produttori esecutivi di Kleber Mendonça Filho, l'autore di L'agente segreto e di altri film come Aquarius o Bacurau di cui lo stesso Melo è stato produttore. Di conseguenza, l'altra anima di Yellow Cake, che convive con quella popolare, appartiene a un cinema più meditativo, a tratti visionario, che riflette con sdegno sullo sfruttamento capitalistico delle risorse naturali brasiliane e in generale sulla cancellazione nella società globalizzata di tradizioni rurali e comunitarie.
Il risultato è un ibrido che rinuncia a farsi progetto unitario anche nello stile, con l'opposizione visiva e narrativa tra la luce accecante dell'estate e l'oscurità delle cave; tra l'alta tecnologica delle strumentazioni e i segni preistorici scolpiti sulla pietra; tra i toni del film di serie B e diverse sequenze dal ritmo dilatato. Lo scopo dichiarato è quello di portare letteralmente alla luce, dopo una discesa sottoterra insieme reale e simbolica, le contraddizioni del nostro tempo. In Yellow Cake (il significato del titolo lo si comprende alla fine), la forza dei singoli non può nulla contro l'invasione dell'economia globale, ma la scienza al servizio del potere, come cerca inutilmente di far capire ai suoi superiori la stessa Rúbia, non può che portare alla distruzione.
Prevedibilmente, forse, ma inevitabilmente, la protagonista finisce per ricollegarsi al suo stesso passato di nativa di Picuì, alle sue persone, ai suoi luoghi, alle sue storie (le stesse che il regista ascoltava da piccolo, come scrive nelle intenzioni del film), e per perdersi in un viaggio al centro del disastro che non ha più nulla di mitico o fantasmagorico, ma è una paradossale, forse inutile tentativo di sopravvivere al disastro imminente.

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