Un uomo del suo tempo

Film 2026 | Drammatico, 155 min.

Titolo originaleNotre Salut
Anno2026
GenereDrammatico,
ProduzioneFrancia, Belgio
Durata155 minuti
Regia diEmmanuel Marre
AttoriSwann Arlaud, Sandrine Blancke, Mathieu Perotto .
TagDa vedere 2026
DistribuzioneI Wonder Pictures
MYmonetro 3,66 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Emmanuel Marre. Un film Da vedere 2026 con Swann Arlaud, Sandrine Blancke, Mathieu Perotto. Titolo originale: Notre Salut. Genere Drammatico, - Francia, Belgio, 2026, durata 155 minuti. distribuito da I Wonder Pictures. - MYmonetro 3,66 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 25 maggio 2026

La vita di un burocrate nella Francia del Maresciallo Petain. Il film è stato premiato al Festival di Cannes,

Consigliato assolutamente sì!
3,66/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,81
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Emmanuel Marre è abilissimo a farci percepire la banalità del male. Un film molto personale che pone domande sul presente.
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 21 maggio 2026
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 21 maggio 2026

Settembre 1940. Henri Marre raggiunge Vichy avendo lasciato la famiglia a Parigi. Ha con sé copie del libro che ha pubblicato, dal titolo "Notre Salut". All'età di 49 anni è convinto di poter trovare nell'amministrazione del collaborazionista Petain il luogo in cui poter mettere in pratica le sue teorie che uniscono patriottismo ed efficienza. Dovrà, con lo scorrere del tempo, fare i conti con le sempre più perentorie richieste dei nazisti.

Emmanuel Marre, con un film molto personale, pone domande che non riguardano solo il passato storico della Francia.

Ciò che compare prima dei titoli di coda merita, eccezionalmente, uno spoiler. Veniamo informati che il plot di base si è avvalso dello scambio di lettere tra il nonno e la nonna del regista. Henri Marre è quell'ingegnere che vediamo all'inizio del film compiere i primi passi nell'ambiente di Vichy con l'entusiasmo del neofita a cui viene subito consigliato di non esagerare nelle esternazioni a favore dell'anziano maresciallo Petain.

Marre vede nell'amministrazione di Vichy il luogo in cui incarnare le proprie teorie su come debba essere organizzata una struttura burocratica statale. Il film ce ne mostra, con dovizia di elementi, il progressivo installarsi in uno dei Ministeri dove, a partire dalla selezione del personale, si punta al massimo possibile dell'efficienza. Quest'uomo che non vuole apparire, che nelle foto di gruppo è dietro agli altri, passo dopo passo acquisisce potere. Diventa così un'importante ruota di un ingranaggio in cui il suo 'patriottismo' si esplicita in una più che oculata azione di controllo di ogni dettaglio.

Da quando i nazisti iniziano a chiedergli mezzi per la Shoah i problemi che si pone non sono morali ma, appunto, amministrativi. Semmai si chiede, su sollecitazione di una segretaria, come definire quell'attività. Se ricollocazione degli ebrei suona male trasferimento sarà il termine più adatto.

Marre (regista) è abilissimo, anche grazie proprio al rapporto di Henri con la moglie e allo scambio di missive, a farci percepire, dettaglio dopo dettaglio, quella banalità del male così ben analizzata da Hannah Arendt. Henri Marre non è diventato noto come Eichmann, le sue responsabilità sono certamente non paragonabili per numero di vittime conseguito. Lo sono però sul piano morale. Tanti piccoli uomini apparentemente insignificanti hanno contribuito in silenzio, con la convinzione di stare facendo ciò che andava fatto, alle tragedie dell'umanità.

Marre, con stacchi talvolta bruschi di montaggio e con una colonna sonora musicale volutamente anacronistica, con questo film, ci dà un importante monito: ci avverte che i verbi di cui sopra possono, purtroppo, essere declinati anche al tempo presente.

Tutti i film da € 1 al mese

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RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 30 maggio 2026
Marzia Gandolfi
Duels.it

Con Les Rayons et les Ombres di Xavier Giannoli, uscito in Francia a marzo, Notre salut forma un dittico involontario ma rilevante. Controcampo della Resistenza, quella rievocata a Cannes da László Nemes (Moulin) e da Antonin Baudry (La Bataille de Gaulle - L'Âge de fer), i due film raccontano in definitiva la stessa storia: non la collaborazione ideologica dei fanatici, ma quella dei mediocri, degli [...] Vai alla recensione »

NEWS
CANNES FILM FESTIVAL
sabato 23 maggio 2026
 

Il premio va a Emmanuel Marre, che ha scritto e diretto un film molto personale che si interroga sul presente. Vai all'articolo »

CANNES FILM FESTIVAL
giovedì 21 maggio 2026
Giancarlo Zappoli

Un film molto personale che pone domande sul presente. Presentato in Concorso. Vai all'articolo »

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miglior scenegg.ra
Festival di Cannes
2026
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