Iron Maiden - Burning Ambition

Film 2026 | Documentario, 106 min.

Anno2026
GenereDocumentario,
ProduzioneUSA
Durata106 minuti
Regia diMalcolm Venville
Uscitagiovedì 14 maggio 2026
TagDa vedere 2026
DistribuzioneUniversal Pictures
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Regia di Malcolm Venville. Un film Da vedere 2026 Genere Documentario, - USA, 2026, durata 106 minuti. Uscita cinema giovedì 14 maggio 2026 distribuito da Universal Pictures. Valutazione: 3,5 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Ultimo aggiornamento giovedì 14 maggio 2026

Il film documenta uno dei percorsi più iconici della storia della musica e ripercorre i cinque decenni degli Iron Maiden. In Italia al Box Office Iron Maiden - Burning Ambition ha incassato 190 mila euro .

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Un documentario onesto, né agiografico né troppo celebrativo, su un gruppo musicale che ha fatto la storia della musica.
Recensione di Pedro Armocida
mercoledì 25 febbraio 2026
Recensione di Pedro Armocida
mercoledì 25 febbraio 2026

50 anni di Iron Maiden, il documentario racconta gli inizi e l'ascesa della band che è diventata uno dei più grandi nomi della storia della musica con 17 album in studio, oltre 100 milioni di dischi venduti e quasi 2.500 concerti in 64 paesi. Oltre alla band, il documentario presenta le riflessioni di fan d'eccezione come Javier Bardem, Lars Ulrich e Chuck D, ognuno dei quali descrive e racconta come sia stato influenzato musicalmente e culturalmente dagli Iron Maiden.

Un documentario onesto, né agiografico né troppo celebrativo, su un gruppo musicale che ha fatto la storia della musica senza gossip o scandali ma solo con il lavoro sui palchi e negli studi di registrazione.

«Non importa se sei uomo o donna, musulmano, cristiano, cattolico o ebreo. Non importa. Se sei un fan dei Maiden, sei un fan degli Iron Maiden» urla Bruce Dickinson, frontman a periodi alterni (e pure pilota di aerei di linea...) nella lunga vita della band, alla folla in un concerto. E il regista Malcolm Venville, già autore di documentari su Lincoln, Roosevelt e Churchill ma anche lontano filmmaker di videoclip come, per esempio, dei Morcheeba, utilizza ben due volte, nel film, questa frase che racconta molto bene del lavoro suo e di quello degli Iron Maiden. Due cose ben distinte, attenzione, perché non siamo di fronte a un documentario agiografico e celebrativo voluto dalla band - anche se tutt'e due gli aspetti comunque fanno capolino - quanto piuttosto a un lavoro che vuole raccontare le leggende dell'heavy metal attraverso lo sguardo dei suoi fan. Un binomio, quello tra fan e gruppi musicali, sempre fondamentale ma che, nel caso degli Iron Maiden, è proprio un aspetto fondante del loro mito.

Il film infatti sceglie di mostrare in particolare alcuni fan, oltre alle immagini dei concerti multitudinari, e di far ascoltare le loro testimonianze. Certo, oltre agli sconosciuti, ci sono gli ammiratori speciali come Lars Ulrich (Metallica), Chuck D (Public Enemy), Tom Morello (Rage Against The Machine), Gene Simmons (KISS) Scott Ian (Anthrax) e Javier Bardem, forse il più fan di tutti (recita pure, come se fosse una poesia, il testo della canzone Run to the Hills), mentre invece - e qui sta una delle idee centrali del documentario - i protagonisti della band parlano ma sempre con la voce fuori campo. C'è dunque un tentativo da parte del registe di rompere, in parte, la convenzione delle cosiddette "teste parlanti", tipiche di questo genere - e non solo - di documentari e di frustrare un pochino il pubblico dei fan degli Iron Maiden. Nel senso che, appunto, i componenti della band oggi non si vedono, il film non contiene mai interi pezzi suonati e, peraltro, mancano, se non in versione strumentale e come sottofondo, motivi leggendari come Fear of the Dark o Wasted Years.

L'obiettivo è dunque di tenere insieme l'interesse dei fan del gruppo ma di non chiudersi rispetto al pubblico più generalista che avrà modo di scoprire le originalità di una band che ha cementato il rapporto tra i suoi componenti e proprio su quello ha fondato l'incontro con il pubblico. Il documentario segue punto per punto tutta la carriera del gruppo, dalle prime esibizioni a Londra nel 1975 dove già tutto ruotava intorno al deus ex machina del gruppo, il bassista Steve Harris, fino al 2024. In mezzo vengono snocciolati, ma non come una voce di Wikipedia, tutti gli accadimenti che hanno attraversato la band - nella molteplicità di documenti di archivio, una parte centrale e fondamentale è riservata a quella che documenta il tour del 1984 in Polonia, Ungheria e Jugoslavia con ampi stralci del famoso vhs Iron Maiden: Behind the Iron Curtain - soprattutto dal punto di vista dell'avvicendamento dei musicisti, spesso per cause di forza maggiore. In questo senso ci sono anche alcuni momenti molto toccanti come l'addio alle scene di Nicko McBrain, il batterista più longevo della band che, dopo un ictus, pur provandoci, non si è sentito più in grado di fare il suo lavoro.

La sequenza d'archivio, di uno stadio stracolmo che lo saluta con un tributo pulsante d'amore, vale tutto il film. Ma questo aspetto molto umano, dei fan come dei componenti stessi della band che, per stare insieme per tanti anni, hanno lavorato su se stessi come le coppie amorose più longeve, emerge con chiarezza in Iron Maiden: Burning Ambition e fa da contraltare all'idea apparente che si ha del gruppo con le accuse, infondate, di satanismo su cui si è anche molto giocato. Complice la mascotte zombie Eddie diventata un vero e proprio personaggio che vive, è il caso di dirlo, di vita propria e che nel documentario è ampiamente rappresentato attraverso un'animazione vintage in computer grafica. Anche questa è una scelta che vuole rispettare l'autenticità della storia della band, preservandone l'originalità artistica che, nel caso di Eddie, diventa anche promozionale perché, come viene sottolineato, si è pure trasformato nel «miglior strumento di marketing dell'heavy metal».

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RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 19 maggio 2026
Matteo Bailo
Film TV

Quale altro gruppo, oltre agli Iron Maiden, ha fatto dei tour mondiali spostandosi su un aereo di linea pilotato dal cantante? Probabilmente nessuno. È uno dei tanti segni dell'eclettismo umano della band inglese, capostipite dell'heavy metal e fedele come poche alla propria linea creativa. Il doc di Malcolm Venville ripercorre la loro carriera, rispettando una loro caratteristica primaria: la ritrosia [...] Vai alla recensione »

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venerdì 20 marzo 2026
 

La storia della band che ha cambiato per sempre la musica. Da giovedì 14 maggio al cinema. Guarda il trailer »

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