
La visione della DC del regista James Gunn era proprio quella di cui avevamo bisogno? Il film gioca con le emozioni e prova a fare critica sociale ma forse non basta.
di Gli Zibbi
Alla regia di questo Superman, troviamo James Gunn (passato dalla Marvel alla DC, e già regista della mirabolante trilogia de I Guardiani della Galassia e anche del secondo capitolo della Suicide Squad) chiamato a salvare il DC Universe, reinventandolo e cercando di dargli nuovo lustro. Superman senza l'autorizzazione del governo statunitense ha deciso di intervenire in un conflitto armato tra la Boravia, alleata U.S.A., e il Jarhanpur, causando un disastro geopolitico tra nazioni. Bersagliato dall'opinione pubblica e al centro di un complotto ordito, un po' per invidia e un po' per paura, dalla sua nemesi Lex Luthor, imprenditore e geniaccio proprietario della Luthorcorp, che sembra avere come obiettivo, il completo controllo delle difese militari governative sul suolo americano, volto poi a imprigionare, screditare e uccidere Superman, costi quel che costi.
Il film è sicuramente ricco di scazzottate, di colori pastello, di mostriciattoli super colorati e cari all'immaginario del regista, ma è anche un film che non si prende mai troppo sul serio, che vede Clark Kent, interpretato da David Corenswet, qui al primo ruolo grosso, dopo Twisters, dare a Superman una versione più umana, più goffa, sempre pronto allo scherzo, alla parola in più tanto cara alla Marvel degli ultimi anni, il tutto condito da un'interpretazione un po' monocorde. Lex Luthor, Nicholas Hoult (l'avrete visto un po' dappertutto recentemente, Nosferatu, Giurato numero 2, per citarne alcuni) è inacidito, inviperito… ma si vede ben poco della genialità e della perfidia subdola del personaggio, meglio del lavoro svolto da Jesse Eisenberg nella trilogia di Snyder, ma sufficiente?
E poi c'è Krypto, sicuramente la trovata più carina e fuoricontrollo del film, suoi i momenti di gioco e ilarità maggiori, suoi gli arrivi più roboanti e le scene più caotiche, peccato solo che sia creato totalmente in Cgi. Il film ha grandi potenzialità, ma non le sfrutta come potrebbe, un po' come se Superman, pur avendo la vista ai raggi laser per cuocere la carne, decidesse di accendere il barbecue e aspettare tre ore. Rimane un film bello dal punto di vista dei luoghi, dei colori e delle idee.
Detto questo, faremo un discorso da super nerdoni su quale versione di Superman James Gunn ha deciso di portare al cinema? Snoccioleremo le caratteristiche di ogni personaggio apparso nel film? Cercheremo di trovare e portarvi tutti gli easter eggs del film? No.
Quello che faremo è chiederci se quello che abbiamo visto è effettivamente un punto di partenza sensato per il DC Universe e se la visione di Gunn della DC era proprio quella di cui c’era bisogno per agguantare e possibilmente, in un lontano futuro, strappare la corona alla indiscussa regina Marvel.
Una goccia di storia prima di cominciare è però doverosa. Tra le più celebri rappresentazioni cinematografiche di Superman sicuramente tutti avrete presente il compianto Christopher Reeve nella trilogia classica di Richard Donner degli anni 70, poi è stato il tempo di Brandon Routh (attore sfortunato, che ha inanellato una serie di flop, compreso interpretare il nostro Dylan Dog in una versione cinematografica ben poco Bonelliana) con Kevin Spacey come Lex Luthor.
Prima, dal 2001, il piccolo schermo ci aveva donato Smallville, serie teen di successo, sulle avventure di un giovane Clark, che scopre i propri poteri e attira le prime invidie di un giovane Lex (Michael Rosenbaum, ottimo Luthor peraltro) e infine c'è stato, quello che per molti è, rappresenta ed incarna il personaggio di Superman dal fumetto alla pellicola: Henry Cavill. Per gli amici Enrico Cavillo. A differenza della Marvel la DC non ha avuto la capacità, per qualsivoglia motivo, di compattarsi e creare il più velocemente possibile un universo condiviso e ben strutturato di tutti i suoi prodotti cinematografici. Questo ha creato un caos generale per quanto riguarda la direzione artistica dei personaggi ma anche nello scegliere le storie e dei supereroi su cui puntare.
A onor del vero ci hanno provato ma l’esperimento è finito malissimo un paio di anni fa con un amareggiato Zack Snyder, a lui sembrava toccare il ruolo di unificatore e portatore del progetto comune. Fatto fuori lui tocca, come già detto, a Gunn.
E quindi via con il resettone, si parte da capo.
Gunn decide, grazie a dio, di non ripartire dalle origini di Superman, ovviamente ci sono tutti i riferimenti per capirle anche se non avete mai sentito parlare dell’uomo d'acciaio, ma buttarci a capofitto nel periodo in cui Clark Kent, vive a Metropolis, lavora stabilmente al Daily Planet come giornalista, ha da poco cominciato una relazione con quella che diventerà la storica compagna Lois Lane, l’inizio della faida con Lex Luthor e infine il trovarsi al centro di una vera e propria crisi politica/filosofica sulla responsabilità delle sue azioni.
Superman vuole fare del bene e quindi pensa di essere legittimato nel prevaricare autorità nazionali, accordi internazionali tra paesi e trattati diplomatici, questo però lo fa sembrare, agli occhi di alcuni, un tiranno che risponde solo ed unicamente alla sua volontà. In aggiunta molti dei nemici di Superman prendono di mira la terra per farlo reagire o per portarlo allo scoperto e gli scontri che ne derivano causano enormi danni a città e cittadini, questo a lungo andare divide l’opinione pubblica. Superman è un mostro da temere o un dio da venerare?
Questo tema è legato indissolubilmente alla figura di Superman e risulta estremamente affascinante se indagato a fondo, essere un dio tra gli uomini comporta avere delle enormi responsabilità e infatti il tema era già stato trattato in Batman v Superman: Dawn of Justice, film bistrattato dalla maggior parte degli spettatori.
Il punto di partenza, che non coincide con la nascita del personaggio, ci sembra ottimo.
A proposito di rivalità, DC e Marvel sono state rivali sin dagli albori ma è sempre sembrato che da quando i Marvel Studios, poi acquisiti da Disney, hanno cominciato ad avere successo con i loro film la Warner abbia cercato di emulare la loro formula, comicità+botte da orbi (ma niente sangue)+family friendly, ingolosita dai ricavi da capogiro.
Ad oggi però, pensiamo di non essere arroganti o saccenti nel dire che, questa strategia non ha assolutamente avuto successo, la Marvel viaggia in un altro universo, e seppur stia cominciando a prendere delle imbarcate sempre più grandi, si è stabilita come leader del settore e la DC è il cugino brutto che non piace a nessuno.
Gunn è chiamato a mettere fine a questo fato e a scrivere una nuova storia ma è stato in grado di sfuggire a questa sudditanza?
Secondo noi no.
Il suo Superman è ancora troppo ancorato alla formula Disney anche se prova a fare critica sociale, Boravia e Jarhanpur sembrano le copie sputate di Israele e Palestina.
Il film prova a giocare di più sulle emozioni, il rapporto tra Clark e Loise è in difficoltà e come già detto la questione etica/morale non trova un vero distacco da tante cose già viste.
Quello che ci ha sempre stupiti è che la DC pur avendo avuto un enorme assist dalla trilogia di Nolan sul cavaliere oscuro, Batman, non abbia mai realmente sfruttato la strada del cinecomic, quello si, ma in chiave realistica e drammatica. Ci sono anche stati altri esempi clamorosi di come questa strada potesse effettivamente essere percorsa, come Watchmen, scurissimo, sporco ma affascinante da morire, film diventato cult ma dimenticato, i più recenti Joker, sociale, disturbante e The Batman, investigativo, violento e per finire The Suicide Squad – Missione suicida (vero Gunn?) a sorpresa il miglior film comico/fancazzista ma comunque violento per ora realizzato dalla DC. Due dei progetti sopra citati hanno fatto prendere vita a delle performance attoriali che rimarranno nella storia del cinema, coronate da due oscar al miglior attore protagonista.
Sembra chiaro che la strada tracciata fosse estremamente prolifica e piena di potenziale artistico ma, purtroppo, anche chiaramente meno redditizia di quella Marveliana.
Quindi si arriva a questo: meglio cercare di copiare un prodotto di massa vincente che un prodotto vincente ma di nicchia (relativamente).
Detta così è sconcertante ma rientra pienamente in dei sistemi già visti e rivisti in tutti i settori.
Ovviamente con il senno di poi siamo bravi tutti a dire alla Warner di aver sbagliato, ma ci sarebbe piaciuto vedere più coraggio e più voglia di costruire una nuova strada per fare film sui supereroi.
Caro James Gunn, per non farci vedere la vera natura di questo film, non sono bastati gli occhiali di Clark Kent, peccato.