| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Germania, Francia |
| Durata | 99 minuti |
| Al cinema | 26 sale cinematografiche |
| Regia di | Damien Dorsaz |
| Attori | Devrim Lingnau, Guillaume Gallienne, Olivia Ross, Javier Valdés, François Vallaeys Victor Prada, Marina Pumachapi, Beto Benites. |
| Uscita | giovedì 12 marzo 2026 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Officine Ubu |
| MYmonetro | 3,50 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 3 marzo 2026
Il film ispirato alla straordinaria storia vera di Maria Reiche, matematica, archeologa e traduttrice tedesca - naturalizzata peruviana - che ha dedicato tutta la sua vita allo studio e alla salvaguardia delle misteriose Linee di Nazca. Lady Nazca - La signora delle linee è 124° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 240,00 e registrato 515 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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1936. Maria Reiche è una giovane insegnante tedesca che insegna matematica a Lima. Accettando di seguire come traduttrice di documenti in tedesco l'archeologo francese Paul D'Harcourt raggiunge l'area di Nazca. Qui viene colpita da linee e figure enormi tracciate nel deserto da una civiltà scomparsa da cinquecento anni. Lascia tutto per dedicarsi allo studio di quella manifestazione dell'attività dell'uomo. Dovrà superare ostacoli apparentemente insormontabili.
Biopic su una donna che ha consentito la scoperta e lo studio delle linee e delle figure di Nazca.
Chi era giovane tra la fine degli Anni Sessanta e il decennio successivo e si interessava all'archeologia non può non essersi imbattuto in un libro che divenne un best seller vincendo anche il premio Bancarella: "Non è terrestre" di Peter Kolosimo. Vi erano esposte teorie che verranno poi definite come legate a una nuova area del pensiero umano: la fantarcheologia. Kolosimo, tra i vari siti che prendeva in esame, si occupava anche di Nazca giungendo alla conclusione che disegni così immensi e così precisi non potevano che essere stati supervisionati dall'alto e quindi dagli alieni.
Questo film di Damien Dorsaz non si spinge fino a questo punto volendo restare ancorato alla fase del primo studio del sito da parte di Maria Reiche (la quale poi gli dedicò l'intera esistenza morendo a Lima all'età di 95 anni). Ci mostra però come anche in questo campo, come in moltissimi altri che concernono l'avanzamento delle conoscenze dell'umanità, sia stata necessaria la pervicace insistenza di una donna per condurre ad importanti risultati.
Non ci sono particolari colpi di scena in un film che procede valorizzando fondamentalmente la personalità della protagonista e gli spazi in cui si attua la sua indagine sul passato remoto. Si mostra il legame con la sua compagna che però, a differenza di quanto accaduto realmente, qui esce di scena dopo una situazione di profonda crisi. Mentre invece Amy Meredith le è stata poi al fianco fino alla fine.
Quello che viene messo in evidenza è quanto una donna ritenuta "la pazza che spazza il deserto" si sia potuta avvalere delle sue conoscenze in ambito matematico per, metaforicamente, 'spazzare via' indifferenze e diritti di proprietà sul territorio che avrebbero portato alla completa cancellazione di queste tracce dell'antichità. In quella fase della narrazione viene da pensare che se la stessa (il)logica fosse stata applicata a Stonehenge forse oggi non ci sarebbe più.
Anche se la sua chiave di lettura delle linee di Nazca ha suscitato dibattiti che hanno portato a conclusioni diverse dalle sue, a Maria Reiche va il merito di averle studiate e a Dorsaz di avere posto in rilievo il suo fondamentale contributo, portando alla luce l'ennesima figura di donna non sufficientemente supportata (ai tempi delle sue scoperte ma anche dopo) dal mondo accademico in cui gli uomini dominavano e dominano.
l'oggetto di questo film non sono esattamente le linee --- sarebbe piuttosto quello che racchiudono ---- che perimetrano ------ che disegnano, che designano. l'oggetto di questo film non sono esattamente gli spazi, ma piuttosto quello che vi è dentro e quello che vi è fuori. Il vuoto.