| Anno | 2024 |
| Genere | Horror, Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 101 minuti |
| Regia di | Alexandre Aja |
| Attori | Halle Berry, Percy Daggs IV, Anthony B. Jenkins, Matthew Kevin Anderson Christin Park, Stephanie Lavigne, Mila Morgan. |
| Uscita | giovedì 26 settembre 2024 |
| Distribuzione | Notorious Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,37 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 25 settembre 2024
Una famiglia da anni è perseguitata da uno spirito maligno. La loro sicurezza e l'ambiente circostante vengono messi in discussione quando uno dei bambini si chiede se il male sia reale. In Italia al Box Office Never Let Go - A un passo dal male ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 611 mila euro e 251 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Una casa di legno "benedetto" in una foresta sembra essere l'unica protezione per i soli opravvissuti dell'umanità: una famiglia sfuggita a un Male insidioso, che sa prendere forma umana ed entrare nelle menti. Un Male che basta toccare una volta per esserne contaminati per sempre. Approvvigionarsi nella foresta è infatti possibile solo restando legati a una corda, che proviene dalla cantina della casa stessa. O almeno questo è ciò che una madre racconta ossessivamente ai suoi due figli, Nolan e Samuel, ma solo gli adulti possono vedere il Male. Così Samuel e soprattutto Nolan iniziano ad avere qualche dubbio riguardo le insidie della foresta, anche perché le loro prime necessità sono disattese: il cibo scarseggia, la madre non sembra più in grado di accudire i suoi ragazzini.
Un po' The Village e un po' Bird Box, il nuovo film di Alexandre Aja ha una messa in scena suggestiva e un buon colpo di scena, ma fa pure una gran confusione narrativa e tematica.
Come nelle opere di Shyamalan sembra evidente da subito una lettura metaforica di Never Let Go - A un passo dal male, senz'altro un'opera sulla maternità, ma volendo anche sull'eterno dilemma tra natura e cultura o persino sul separatismo razziale e la sanità mentale. Del resto il film si prende molto sul serio, con la ossessiva ripetizione di una filastrocca sulla casa dal legno benedetto, e con scene più disgustose che spaventose (c'è chi mangia una ranocchietta viva). Aja però pratica anche i cosidetti jump scare e ne mette uno già nel prologo, come se lui per primo sentisse che l'impianto metaforico è troppo fumoso e c'è il bisogno di innervarlo con un po' di colpi al basso ventre. Ne viene un'opera che non è né rarefatta e allegorica quanto aspirerebbe a essere, né tantomeno una cavalcata nell'escapismo della tensione, nonostante alcune creature siano appropriatamente orribili e non manchino pochi ma efficaci passaggi di body horror.
Il laborioso elenco delle regole di sopravvivenza arriva, nel finale, a giocare contro il film, perché giunti al terzo atto i precetti vengono violati senza problemi, come se non valessero più, tanto che è impossibile non chiedersi perché certe cose non siano accadute molto molto prima dell'inizio di Never Let Go. Nell'impossibilità di ritrovare la coerenza e la sospensione dell'incredulità, Aja accumula ribaltamenti lasciando un'ambiguità generale che smorza i colpi di scena - perché quando vale tutto e il contrario di tutto, niente è più sorprendente. Del resto la carta più scioccante Aja la cala già alla fine del secondo atto e se questo da una parte riaccende l'interesse che andava sopendosi, dall'altra è uno shock insuperabile, al cui confronto il finale è quasi anticlimatico - e non nel senso buono, di una scelta coraggiosa contro le convenzioni.
La ritualità delle regole impartite dalla madre, la filastrocca ripetuta fino allo sfinimento, la divisione del film in capitoli e la foresta oscura ricca di pericoli sono elementi che slittano l'ambientazione post-apocalittica verso la fiaba nera e il folk horror. Ma se pur Aja è bravo a creare atmosfere suggestive, abbiamo visto cose molto migliori in ambientazioni boschive, per esempio, restando a opere recenti, Gretel e Hansel di Oz Perkins o The Witch di Robert Eggers. Allo stesso modo sulla maternità Never Let Go perde seccamente rispetto a opere ben più viscerali, come Babadook. A cercare di redimere il pasticcio di scrittura c'è l'impegno profuso dagli attori, da una coraggiosa Halle Berry tutt'altro che glamour, ai due intensi ragazzini, ma tutti loro avrebbero meritato di meglio. Pur in parte godibile, Never Let Go non lascerà alcuna memoria di sé, se non tra i più ossessivi catalogatori del genere horror.
La tensione non manca e nemmeno il mistero che fortunatamente non si svela nemmeno alla fine lasciando nel dubbio amletico lo spettatore in questo horror surreale di Alexandre Aja che piuttosto che un horror paranormale potrebbe essere interpretato come un dramma familiare che richiama alla mente sia per i contenuti che per ambientazione Into the Forest di Patricia Rozema e Shadows di Carlo Lavagna [...] Vai alla recensione »
"A casa, con un padre violento, il clima era segnato da timori, spaventi, botte continue su mia madre. E severe e spesso ingiustificate punizioni per me e mia sorella. Quando se ne andò di casa, è paradossale ma vero, diventammo più serene. Ho imparato da mia madre a essere una donna forte. E ad aver paura solo dei film horror". Never Let Go -A un passo dal male è il 41mo film di Halle Berry, prima [...] Vai alla recensione »