| Titolo originale | Goodrich |
| Anno | 2024 |
| Genere | Commedia, Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Hallie Meyers-Shyer |
| Attori | Michael Keaton, Mila Kunis, Laura Benanti, Andie MacDowell, Kevin Pollak Carmen Ejogo, Michael Urie, Poorna Jagannathan, Vivien Lyra Blair, Danny Deferrari, Noa Fisher, Liza Treyger, Shannon Bengston, Carlos Solórzano, Kimberly Condict, Sydney Miles. |
| Uscita | giovedì 25 settembre 2025 |
| Tag | Da vedere 2024 |
| Distribuzione | Adler Entertainment |
| MYmonetro | 3,03 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 10 settembre 2025
Un padre cerca l'aiuto della figlia adulta per allevare i suoi giovani gemelli dopo che la sua seconda moglie lo ha lasciato. In Italia al Box Office Il padre dell'anno ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 29,2 mila euro e 20,3 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Los Angeles. Il sessantenne Andy è il proprietario di una galleria d'arte cui ha dedicato la vita e un mare di tempo, soprattutto da quando gli affari hanno smesso di andare bene e la galleria si è trovata sull'orlo del tracollo. Improvvisamente la moglie Naomi lo lascia, dicendogli che è andata a ricoverarsi in una clinica per disintossicarsi dai medicinali che prendeva, tentando di fare fronte allo stress e alla totale disattenzione da parte del marito. Andy si ritrova a dover gestire i loro due gemelli di nove anni, Billie e Moses, senza essersene mai occupato prima, e chiede aiuto a Grace, la figlia trentaseienne del suo primo matrimonio, che al momento è incinta, e che nutre verso di lui un certo rancore dovuto all'abbandono e l'incuria subite da lui dopo il divorzio da sua madre. Ma Grace vuole anche molto bene a suo padre, e la loro frequentazione, in questa situazione di emergenza, non potrà che intensificarsi.
La regista e sceneggiatrice di Il padre dell'anno è figlia d'arte, e si vede: i genitori di Hallie Meyers-Shyer sono infatti due maestri della commedia romantica agrodolce all'americana, i registi e sceneggiatori Charles Shyer e Nancy Meyers, che insieme hanno firmato titoli di enorme successo come Baby Boom e la saga anni Novanta di (guarda caso) Il padre della sposa.
Meyers da sola ha poi scritto e diretto goiellini romcom come What Women Want, Tutto può succedere, L'amore non va in vacanza ed È complicato. La figlia Hallie ha imparato a gestire il mix di dramma e commedia che è stata la cifra stilistica dei genitori, e Il padre dell'anno è un ottovolante emotivo che passa dal riso a quel pianto che il protagonista non si concede mai (come succedeva alla Amanda di L'amore non va in vacanza).
La gestione della sceneggiatura non è (ancora) altrettanto disinvolta come quelle della madre, e soprattutto in Il padre dell'anno è difficile credere che Andy sia l'uomo indifferente e disattento che dovrebbe essere all'inizio, quando fin da subito lo vediamo sempre ben intenzionato e sensibile, benché goffo e impacciato.
Ma Hallie Meyers-Shyer fa una scelta supremamente intelligente nell'affidare a Michael Keaton il ruolo del protagonista, perché Keaton è uno dei migliori (e più sottoutilizzati) attori su piazza, e riesce a modulare le mille sfumature del suo personaggio con un'abilità prodigiosa e un pathos davvero irresistibile: la sua interpretazione in Il padre dell'anno meriterebbe una candidatura ai prossimi Oscar, se qualcuno sapesse riservargli la giusta attenzione. Mila Kunis duetta con lui in modo egregio nel ruolo di Grace, mostrando capacità recitative finora tenute sotto traccia (il che segnala che Hallie Meyers-Shyer è abile anche nella direzione dei suoi attori). I cammei di Andie MacDowell (che ricordiamo accanto a Keaton in Mi sdoppio in quattro), Carmen Ejogo e Kevin Pollack arricchiscono ulteriormente l'insieme.
La sceneggiatura di Il padre dell'anno, tutt'altro che perfetta, contiene però dei colpi di scena davvero inaspettati ed è molto meno scontata della solita commedia media americana, pur mantenendosi nel solco di una tradizione commerciale consolidata (e proficua). C'è almeno una caduta di stile (la stereotipatissima serata canora femminista), ma Il padre dell'anno è attraversato da un interessantissimo filo rosso: il ritratto del disagio di un maschio sessantenne davanti alle evoluzioni della società, onesto ma incapace di sintonizzarsi sulle richieste da parte delle donne della sua vita. La sua incapacità di piangere è straziante perché rivela un'abitudine antica ad un ruolo che non corrisponde più nemmeno a lui, e ad una proibizione atavica a manifestare e condividere le proprie emozioni.
È molto riuscita anche la confusione emotiva del personaggio di Grace, nel cui "fiume di rabbia misto a sprazzi di affetto" molte figlie di padri semiscomparsi dopo il divorzio si riconosceranno. Alla fine ci si rende conto che quella fra lei e Andy è la storia d'amore centrale di Il padre dell'anno, e molte spettatrici (ma anche spettatori) potranno ritrovarsi con il fazzoletto in mano senza doversene vergognare.
Leggere i commenti della gente su questo sito è il mio guilty pleasure. L'arroganza e la supponenza dei commenti alle recensioni del sito sono incredibili. La gente sta male e scarica le proprie frustrazioni in commenti davvero spassosi, grazie di allietarmi le giornate.
voto reale 2.5 , Michael Keaton giganteggia in mezzo ad un film non alla sua altezza , qualità da soap tv
Film inguardabile. Premio oscar? Si va beh bonanotte...
Il cinema vive di immagini la cui potenza a volte emoziona, a volte ? capace di scavare nella nostra interiorit? permettendo l?emersione di parti di noi su cui lavorare a specchio. Beh ?Il padre dell?anno? non ?scava? davvero! Tanto parlato senza una frase che non sia gi? stata scritta. Il povero Michael logorato dal tentativo di infondere anima nell?aridit? del linguaggio di mestiere.
Non è mai semplice raccontare un uomo che ha speso la vita tra tele e cornici, e che all'improvviso deve fare i conti con l'informe, con il disordine degli affetti e delle colpe. Il padre dell'anno, diretto da Hallie Meyers-Shyer, segue Andy Goodrich, gallerista newyorkese a cui Michael Keaton presta un equilibrio fragile e magnetico, sospeso tra ironia e malinconia.
Cosa succede se sei il padre sessantenne di due gemelli di nove anni, e vieni svegliato all'alba da una telefonata in cui tua moglie, che pensavi dormisse placidamente al tuo fianco, ti dice (nell'ordine) che va in riabilitazione, che ti lascia, che devi occuparti dei bambini (di cui non conosci per nulla le abitudini quotidiane)? Chiami in soccorso la figlia di primo letto, incinta, che ti adora nonostante [...] Vai alla recensione »
La regista è figlia d'arte. Mamma Nancy Meyers regista di "Quello che le donne vogliono", "Tutto può succedere", "E' complicato", per citare solo i migliori ("Lo stagista inaspettato" sfruttava soltanto l'età non più verde e la simpatia di Robert De Niro). Il padre Charles Shyer, morto a dicembre dell'anno scorso, era il regista de "Il padre della sposa" nel 1980 aveva vinto un Oscar per "Soldato Giulia [...] Vai alla recensione »
Un gallerista vive il declino professionale e le divisioni in casa, chiedendo aiuto alla figlia di primo letto. Ne esce un ritratto che si trasforma in un viaggio sulle montagne russe di una famiglia allargata in cui gli interpreti si dividono tra riso e pianto facendo saltare lo schema dei generi. A tratti commedia, altre volte dramma. Non sarà un capolavoro ma meglio di tante goffaggini.
Commedia di tradizione, nel solco del cinema americano che qui ricondiziona tate Matilda e dintorni. Padre abbandonato da seconda moglie, inceppato nella gestione di figli in infanzia agguerrita, è costretto a chiedere aiuto alla figlia del primo matrimonio, oggi partoriente e incazzosa per pregresso disinteresse paterno. Keaton ha ormai la fotogenia del nonno, ma quanti papà oggi ai giardinetti sono [...] Vai alla recensione »
Secondo film della trentottenne regista californiana Halle Meyers-Shyer (il primo risale a otto anni fa, il titolo italiano diversissimo da quello originale suonava 40 sono i nuovi 20, protagonista Renee Witherspoon), Il padre dell'anno deve il suo titolo italiano (quello inglese suonava molto più semplicemente Goodrich, ovvero il cognome del protagonista, nonché il nome della sua galleria d'arte a [...] Vai alla recensione »
A otto anni di distanza da 40 sono i nuovi 20, Hallie Meyers-Shyer torna dietro la macchina da presa, firmando regia e sceneggiatura de Il padre dell'anno, dramma familiare sospeso tra i toni leggeri del cinema di Nancy Meyers (È complicato), madre di Hallie, e la serialità dolceamara di Brett Goldstein, Bill Lawrence e Jason Segel (Shrinking). Andy Goodrich (Michael Keaton) è un mercante d'arte sessantenn [...] Vai alla recensione »
Titolo italiano piuttosto sarcastico al posto del Goodrich originale, (cog)nomen omen del protagonista (Michael Keaton, forza trainante del film), un gallerista sessantenne da sempre proiettato solo sul lavoro e su di sé, padre già di una figlia trentenne incinta (Mila Kunis) con qualche Edipo irrisolto e pure di una coppia di gemelli neanche decenni con la seconda moglie che è scappata da lui in rehab. [...] Vai alla recensione »
Genitore e figlio sono seduti sul divano, guardano insieme la fine di Casablanca. Il piccolo di nove anni è stupito: davvero Bogart e la Bergman non si vedranno più? Quello spaesamento lo abbiamo avuto tutti. Intanto il padre coglie l'occasione per spiegargli il significato della parola agrodolce. E questo lo spirito di Il padre dell'anno di Hallie Meyers-Shyer: un po' cinefilo, sempre accorato verso [...] Vai alla recensione »