| Anno | 2023 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Fabrizio Ferraro |
| Attori | Chiara Caselli, Denise Tantucci, Caterina Gueli Rojo, Giovanni Ludeno, Fulvio Baglivi Freddy Paul Grunert, Michelangelo Dalisi, Fabrizio Rongione. |
| Uscita | mercoledì 20 novembre 2024 |
| Distribuzione | Vivo Film |
| MYmonetro | 2,85 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 18 novembre 2024
Le vite di tre donne si intrecciano in un ambiguo gioco di fughe e catture, in cui i ruoli di vittima e carnefice si scambiano fino a confondersi. In Italia al Box Office Wanted ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 2,7 mila euro e 1,2 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Una ragazza, legata e a volte bendata, viene interrogata insistentemente dai due funzionari di un Apparato repressivo che vogliono da lei informazioni sui suoi presunti complici nell'intento dissidente. Non sappiamo se la ragazza faccia effettivamente parte di quel governo, ma una voce fuori campo ripete, probabilmente a lei, le istruzioni su come comportarsi nell'eventualità di essere catturati: non destare sospetti, non rivelare nulla sulle operazioni in atto, osservare i dettagli del proprio ambiente circostante, individuare l'inquisitore più debole, cercare una via di fuga. Le punizioni dell'Apparato, per chi non è collaborativo, sono rastrellamenti, deportazioni e regolamenti di conti. Uno degli inquisitori è anche l'infermiere di un personaggio invalido e potente. Una donna, probabilmente quella la cui voce fuori campo fornisce istruzioni di fuga, si aggira per le campagne che circondano una Roma disabitata, spoglia e lugubre. E nella caccia fra il gatto e il topo non si è mai certi su chi sia preda e chi predatore.
Fabrizio Ferraro prosegue nel suo percorso ostinatamente autoriale, occupandosi personalmente di regia, sceneggiatura, montaggio e direzione della fotografia di Wanted, il suo 14esimo film.
Chi conosce il suo stile lo riconoscerà immediatamente, chi invece si imbatterà in lui per la prima volta non potrà contestualizzare Wanted nel suo discorso sperimentale che prosegue da anni, e probabilmente si ritroverà spiazzato davanti ad una narrazione che spezza ogni linea temporale, frammentando e riassemblando la vicenda con continui flashback e flash forward, apparentemente incurante della comprensibilità della sua non-trama.
Anche i dialoghi criptici non aiutano lo spettatore a capire cosa stia succedendo sullo schermo, o dove l'autore voglia andare a parare. Wanted è dunque l'ennesima sfida di Ferraro al pubblico: da una parte lo immerge in un'affascinante atmosfera distopica e misteriosa, dall'altra lo tiene lontano da qualunque possibile interpretazione oggettiva dei fatti esposti: il che può essere estremamente frustrante per chi guarda, e ottenere una reazione di irritato rifiuto.
Ferraro è molto abile nel creare quell'atmosfera sospesa gonfia di dubbi e di incertezze che, di fatto, invita ai paragoni con quella in cui viviamo oggi, senza riconoscerla ufficialmente come una distopia. Il suo background fotografico lo aiuta a costruire quadri laconici e opachi in cui le figure umane sono quasi sempre marginali, e dunque in qualche modo irrilevanti. E la scelta di Cinecittà come luogo di detenzione ha un sapore metacinematografico davvero interessante. I dialoghi però sono davvero eccessivamente ermetici e spesso didascalici e presuntuosi nella loro apparente intenzione di rivelare (senza riuscirci) grandi verità apocalittiche.
I rimandi cinematografici di Wanted si collocano tra Brazil e Le vite degli altri (l'ottimo Giovanni Ludeno, che interpreta uno degli inquisitori, ricorda fisicamente sia Jonathan Pryce che soprattutto Friedrich Hans Ulrich Mühe), ma ci si può ritrovare anche un pizzico de L'uomo di Kiev per l'insistenza ripetitiva degli interrogatori senza capo né coda, atti principalmente a piegare la volontà dell'interrogato.
C'è anche tanto Orwell, una spruzzata di Buzzati e una strizzatina d'occhio a Kafka: il contesto è straniante e straniato, tutti sono sotto sorveglianza, in un clima di delazione costante e in una matrioska di sospetto e di quella paura che rende gli esseri umani "disposti a giustificare tutto". Il potere rimane senza volto e senza nome, senza contorni definiti o punti di riferimento certi, e restano tutti prigionieri di un grigiore diffuso che annulla qualsiasi slancio vitale.
Certo, in Wanted è evidente anche una buona dose di autoreferenzialità e autocompiacimento, un approccio ascetico che sfiora l'integralismo più ostile e che potrà mettere a dura prova la pazienza anche dello spettatore più abituato alla sperimentazione filmica radicale e disinteressata ad essere compresa. Ma per chi vorrà lasciarsi avviluppare nelle spire del cinema artefatto e stupefatto di Ferraro, Wanted è un ulteriore tassello di innegabile coerenza.
«Chi sorveglierà i sorveglianti stessi?» si domandava Giovenale. Ma ce lo domandiamo anche noi di fronte all'incubo paranoide diretto da Fabrizio Ferraro. «Non capiscono niente perché non hanno mai preso schiaffi. Penso sia arrivato il momento» decreta il collaborazionista interpretato da Fulvio Luis Baglivi. Ma contro chi si vuole accanire e soprattutto con chi collabora? E chi sono i dissidenti? [...] Vai alla recensione »
Cineasta ormai dallo sguardo e dal percorso riconoscibili e peculiari, Fabrizio Ferraro torna alla Festa del Cinema di Roma, dopo la partecipazione al Concorso lo scorso anno con I morti rimangono con la bocca aperta, anche nel 2023 con Wanted, titolo più riassuntivo e accattivante rispetto all'inizialmente previsto "Una donna è fuggita". Se nel film precedente la destrutturazione narrativa e stilistica [...] Vai alla recensione »
Alla fine della proiezione ci proviamo a interrogare sull'eventualità tutta da dimostrare che se il quindicesimo film di Fabrizio Ferraro avesse conservato il titolo originario, Una donna è fuggita, ci forse sarebbe apparso un po' meno inaccessibile; fornendoci una possibile chiave d'accesso purchessia di fronte al baluginare magmatico di codici segnici davvero molto criptici.
È un cinema profondamente riflessivo quello di Fabrizio Ferraro. Una contemplazione sul presente resa possibile attingendo agli eventi del passato, che siano i partigiani de I morti rimangono con la bocca aperta (2022, presentato nella passata edizione sempre alla Festa del Cinema di Roma) o lo spazio dei confini segnati dal Muro di Berlino (Checkpoint Berlin, 2020) o dai Pirenei (Gli indesiderati [...] Vai alla recensione »
Una ragazza viene portata in una sala per essere interrogata alla luce di una lampada, come succede in ogni classico poliziesco. Clima di tensione. Paura. Fabrizio Ferraro cerca di costruire una distopia illiberale riducendo la trama di Wanted ad un unico fatto, cioè un arresto, e di raccontare attorno ad esso la città di Roma, svuotata da ogni presenza umana.