| Titolo originale | Polite Society |
| Anno | 2023 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 103 minuti |
| Regia di | Nida Manzoor |
| Attori | Priya Kansara, Ritu Arya, Nimra Bucha, Akshaye Khanna, Seraphina Beh Ella Bruccoleri, Rekha John-Cheriyan, Jenny Funnell, Jeff Mirza, James McNicholas, Tom Bonington. |
| Uscita | giovedì 15 giugno 2023 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,96 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 8 giugno 2023
La storia di Ria Khan, aspirante artista marziale, che crede di dover salvare la sorella maggiore Lena dal suo imminente matrimonio. Il film ha ottenuto 5 candidature e vinto un premio ai British Independent, 1 candidatura a Critics Choice Super, In Italia al Box Office Polite Society - Operazione matrimonio ha incassato nelle prime 12 settimane di programmazione 8,5 mila euro e 6,2 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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A Londra, l'adolescente inglese di origine pakistana Ria sogna di diventare stuntwoman e con l'aiuto della sorella maggiore Lena, aspirante artista in crisi, registra video dove si fa chiamare "The Fury" e prova numeri di arti marziali. Inseparabile dalle compagne Clara e Alba, a scuola Ria sfida coetanee e insegnanti che deridono o disapprovano i suoi sogni. L'occasione per mettersi alla prova arriva quando Lena accetta di sposare Salim, rampollo della ricchissima famiglia che gestisce la locale comunità di pachistani. Temendo si tratti di un complotto per ingravidare Lena, Ria cercherà di mandare all'aria il matrimonio e con l'aiuto delle amiche di realizzare il suo sogno.
Nota per aver creato We Are Lady Parts, serie che racconta le avventure di una punk band femminile, l'anglo-pachistana Nida Manzoor esordisce al cinema con una storia di sorellanza vera e ideale, tra tradizione, stereotipi e modernità.
C'è un film a cui Polite Society rimanda forse inconsapevolmente, aldilà dei dichiarati riferimenti a modelli nobili come La scuola delle mogli: Sognando Beckham, storia della passione per il calcio di una ragazza londinese di origini indiane (come la regista Gurinder Chadha) e riflessione in chiave sia sociologa sia comica sugli stereotipi legati alla raffigurazione e all'emancipazione della donna nella società multietnica.
Da allora - era il 2002 - di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia e soprattutto nell'ultimo decennio la rappresentazione della donna al cinema ha fatto passi da gigante, consentendo perciò a una giovane autrice anch'essa figlia di immigrati (pachistani in questo caso) di immaginare le avventure più o meno serie di un'adolescente anglo-pakistana che al posto del calcio sogna le arti marziali e che i luoghi comuni continua a prenderli a calci, senza la mediazione di un pallone.
Polite Society, esordio al cinema di Nida Manzoor, pachistana arrivata a Londra a dieci anni, appassionata di Jackie Chan, dei Coen e di Edgar Wright, è dunque un prodotto perfetto del nostro tempo: una commedia che mette insieme rivendicazioni di genere, femminismo, sorellanza, fantascienza, thriller e commedia presentandosi come una versione più scanzonata di Everything Everywhere All at Once. Anche qui, per capirsi, i personaggi rivelano doti peculiari e insospettabili (tutte le donne del film, giovani o meno giovani, sanno menare di brutto), senza però bisogno di metaverso o narrazioni parallele.
Nel mondo di Nida Manzoor tutto succede in modo istintivo e naturale, per cui, dal coming of age si passa alle sequenze di arti marziali senza soluzione di continuità e con spirito tutto sommato canzonatorio (nella scena più riuscita, Ria è intrappolata nel castello della madre di Salim ed è costretta a fare a botte con una squadra di insospettabili cameriere).
L'anima punk di We Are Lady Parts è forse più nelle intenzioni che nella forma (dopotutto Ria è una ragazzina di oggi, usa il web per definire la sua identità e non ha nulla di ribello o dirompente), ma non c'è molto da aspettarsi da un prodotto che nasce sotto il marchio della Focus Features e dunque fonde autorialità e mode culturali, cinema popolare e creatività minimalista, come indica il finale in cui le due sorelle finalmente salve si accontentano di addentare un hamburger...
A smorzare l'originalità di Polite Society ci pensano lo stile e la struttura narrativa: il primo appiattito sugli standard formali delle produzioni medie, e dunque identico dall'action alla commedia (vedi il ralenti nel momento decisivo in cui Ria deve mostrare tutta la sua forza: come per magia, l'ironia scompare e il personaggio ha la sua ricompensa); la seconda fondata sull'altrettanto scontata lotta tra singolo e comunità, individualità e ritualità (con l'immancabile matrimonio da fermare o subire).
Se perciò le protagoniste del film sono in qualche modo inedite, così come il mondo di cui fanno parte (retto da una struttura matriarcale che ha sostituito il maschilismo delle comunità di immigrati), le dinamiche relazionali e drammatiche sono le stesse, a cominciare dalla morale sull'importanza di seguire la propria natura e trovare in sé la forza di affermarsi.
Come a dire, insomma, che nonostante la fantasia, lo spirito inventivo e la voglia di azzerare gli stereotipi, il cinema - action, commedia, thriller o fantasy che sia - si cambia prima di tutto dal di dentro, e non solo in superficie.
"Sociedad perfecta"(Polite Society, de Nina Manzoor, 2023)es una operacion inteligente, para monstrar al menos una paete de las posibilades de una mujer ismatica-.pakistana de liberarse de las muchaes condiciones que la obligan a un preciso"papel"social, aqui'con las "artes marciales", En una pelicula por parte comica, por parte de"kung fu"(non entiendo [...] Vai alla recensione »
Thriller di spionaggio, film di arti marziali e al tempo stesso fantasy, il primo lungometraggio di Nida Manzoor (autrice della serie We are lady parts) espande i parametri del kitchen-sink drama, strappando il lavello dal muro e scagliandolo verso il pubblico. Ria è una ragazza anglopachistana che sogna una carriera da stunt woman. La sorella Lena è depressa e dubita di poter diventare l'artista che [...] Vai alla recensione »