| Anno | 2023 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Francia |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Fien Troch |
| Attori | Cathalina Geeraerts, Felix Heremans, Greet Verstraete, Serdi Faki Alici Els Deceukelier, Sara De Bosschere, Robbie Cleiren, Caroline Stas, Karlijn Sileghem, Mistral Guidotti. |
| Uscita | giovedì 22 maggio 2025 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | Filmclub Distribuzione |
| MYmonetro | 2,97 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 16 maggio 2025
Una ragazza diventa un figura salvifica per l'intera città dopo aver predetto una tragedia. In Italia al Box Office Holly - La speranza è tra noi ha incassato 2,3 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Holly ha 15 anni e i suoi unici amici sono la sorella e Bart, un compagno di scuola con un ritardo cognitivo, con cui condivide il rischio costante di diventare oggetto di bullismo. Un giorno decide di non andare a scuola perché avverte (avvisandone la segreteria scolastica) il presentimento di una tragedia imminente: e la tragedia puntualmente si verifica, uccidendo una decina di suoi compagni. Da quel momento Holly (separata dalla santità da una sola lettera del nome) si accorge di poter lenire il dolore degli altri con il semplice contatto fisico, e soprattutto se ne accorgono le persone intorno a lei, che reagiscono a questo suo dono in modi diversi e per la ragazza spesso spiazzanti. Una delle sue insegnati, Anna, è la prima ad individuare in Holly qualcosa di unico, ma sarà quella che gestirà la situazione nel modo più ambivalente, complice anche la difficoltà personale a rimanere incinta del compagno, un inserviente scolastico in preda ad una crisi depressiva dal giorno della tragedia.
La cineasta belga Fien Troch, in passato autrice del film vincitore nella sezione Orizzonti della Mostra di Venezia Home, allude e accenna più che raccontare frontalmente, e molte delle sue inquadrature rivelano ciò che accade da dietro stipiti che incorniciano e tengono a distanza, o attraverso superfici riflettenti.
La stessa Holly si guarda spesso allo specchio, e rivolge a noi lo sguardo eternamente inquisitivo dell'adolescenza. Non c'è niente di prevedibile o scontato nel modo in cui Troch dipana questa storia di un dolore che ha bisogno di essere condiviso ma non sa come chiedere aiuto, e della responsabilità che piove addosso ad una ragazza ignara delle sue possibilità. Holly è parco nelle parole e munifico nei dettagli, esplora la sofferenza umana e il suo sollievo attraversandone le soglie incerte e permeabili. Il cinema di Troch fa pensare a quello della prima Jessica Hausner, per la capacità minimalista ma fortemente evocativa e l'attenzione al tema di una spiritualità intangibile che si rivela attraverso particolari concreti.
Le atmosfere sospese di Holly, sostenute da un commento musicale perturbante che richiama il soprannaturale, creano una malìa che fa levitare immagini altrimenti quotidiane. Holly è soprattutto un'anima giovane e antica che incarna l'empatia, che vorrebbe semplicemente proteggere e proteggersi, e il suo autocompiacimento non è mai narcisistico, bensì trasparente nella gioia di scoprirsi utile, e visibile. E Holly cambia continuamente registro con la volubilità dell'adolescenza, cogliendo di sorpresa in un rapimento mistico, e inconsapevolmente sensuale.
La quindicenne Holly chiama la scuola dicendo che quel giorno restera` a casa. Poco dopo nell'istituto scoppia un incendio in cui muoiono diversi studenti. L'intera comunita`, colpita dalla tragedia, si riunisce per cercare consolazione. Anna, una delle docenti, e` affascinata dalla strana premonizione di Holly e la invita a far parte del suo gruppo di volontari. La sola presenza di Holly trasmette tranquillita`, calore e speranza. Presto pero` tutti vogliono incontrarla e sentire l'energia catartica che emana da lei, chiedendo alla ragazza sempre di piu`.
Visto da pochi giorni, in un cinema di seconda visione (riassumo). Lo conoscevo soprattutto grazie a Venezia 2023, dove -per quanto ne sapessi- la stampa italiana rimase perplessa. In effetti, nel raccontare la vicenda di Holly ( un'eccellente Cathalina Geeraerts), la regista sbanda , scegliendo anche un finale da dimenticare.
Un presentimento, una sensazione su quel che sta per accadere, e la quindicenne Holly, bullizzata, si trova al centro di un sistema (mistificatorio?) di santità, tra scuola, genitori, amici, insegnanti, ciascuno con un interesse a estrarre dalla ragazzina una fiammeggiante anticipazione del futuro, una soluzione di guarigione. Si resta ammirati dalla regia di Fien Troch, già premiata a Venezia Orizzonti [...] Vai alla recensione »