| Anno | 2023 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Mario Vezza |
| Attori | Nassiratou Zanre, Enrico Lo Verso, Antonella Stefanucci, Tonia De Micco Brunella Cacciuni, Annachiara Canario, Sara D'Ambrosio, Giuliana Zannelli, Giuseppe Auriemma. |
| Uscita | giovedì 14 novembre 2024 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | CinemaFiction |
| MYmonetro | 3,00 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 14 novembre 2024
Una storia di formazione emotiva girata nel carcere di Nisida. In Italia al Box Office Desiré ha incassato 18,4 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Desiré è una ragazza napoletana di origini senegalesi. Insieme con il suo amico Emanuele svolge piccoli lavori per una banda di spacciatori, con il solo obiettivo di recuperare l'eroina per la madre tossicomane. Arrestata mentre sta effettuando una consegna, Desiré finisce in un penitenziario minorile dove è costretta a condividere lo spazio con altre minorenni come lei. Ostinata e silenziosa, Desiré si apre un po' alla volta alle compagne, resiste ai soprusi delle più grandi e poco alla volta, sempre in conflitto con la madre che nel frattempo si sta rifacendo una vita con un uomo violento, trova un modo d'esprimersi grazie a un corso di teatro tenuto dall'ex detenuto Carmine. La vita di Desiré deve però ancora cominciare, e per lei il futuro esisterà solamente fuori dal penitenziario.
La prova di Nassiratou Zanre illumina il film diretto da Mario Vezza, ennesima incursione nel mondo della criminalità giovanile di Napoli che sceglie però di raccontare il punto di vista di una ragazza figlia d'immigrati.
La protagonista di Desiré si muove incerta nello spazio della periferia napoletana, troppo giovane per le azioni che è chiamata a svolgere, disinteressata a tutto ciò che la circonda (a parte forse l'amicizia di Emanuele, anche lui aspirante spacciatore), figlia di immigrati, dunque scura di pelle e "straniera", ma perfettamente integrata in una città di cui parla la lingua strettissima e incomprensibile... Desiré è giovanissima, bella, insicura, rabbiosa, soprattutto unica, e forse per questo nell'incertezza tipica dell'adolescenza cerca di uniformarsi, cedendo per noia e necessità alle offerte della camorra e cercando di
camuffarsi nella notte per non essere catturata.
Lo spazio chiuso e controllato del penitenziario, costringe Desiré a venire paradossalmente allo scoperto, a tirare fuori la verità, come dice il maestro di teatro Carmine di Enrico Lo Verso (a cui bastano poche scene per dimostrare di essere ancora un grande attore, purtroppo sottoutilizzato dal cinema italiano), pur nei limiti della finzione. Di un testo come l'Amleto, che viene recitato in carcere dalle sole detenute femmine, ma anche di una vita, dal momento che nella sua ancora breve esistenza Desiré non ha mai capito chi e cosa essere.
Mario Vezza, che ha scritto il film insieme con Fabrizio Nardi, osserva da vicino la sua protagonista, la forza dirompente del suo sguardo, la fragilità del suo corpo (ed è soprattutto qui, in un'asprezza di movimenti naturali, che emerge la bravura istintiva di Nassiratou Zanre), arrischiando anche una complicata (e non del tutto risolta, perché isolata nel corpo del film) scena di soprusi sessuali.
Pur nella prevedibilità dell'impianto narrativo (l'ennesimo racconto ambientato nel mondo della criminalità napoletana e in un carcere minorile) e formale, con dinamiche da cinema del reale (vicinanza, osservazione, attenzione) mischiate a elementi di finzione, il film ha il pregio di non scadere mai in eccessi e di seguire con precisione l'evoluzione di Desiré e la presa di coscienza della sua personalità, restando a una distanza di sicurezza dal dramma.
Fatte salve alcune derive estetizzanti (la sequenza della nuotata in mare, trasformata nel momento simbolico del desiderio di libertà della protagonista) e un finale inevitabile (il mare, ancora, a conferma di quanto a distanza di decenni I 400 colpi rimanga una forma mitica del racconto di formazione), Desiré riesce dunque a cogliere l'incertezza di una ragazza estranea a sé stessa e al mondo, raccontando l'universo concentrazionario non come una condanna inappellabile ma come una fase di passaggio. Una pausa dalla vecchia vita, in attesa che quella nuova cominci.
Presentato a Alice nella Città 2023 (Panorama Italia - Concorso), Desiré, racconta una storia di formazione di una giovanissima di origini senegalesi disperatamente alla ricerca di un' identità: lo sviluppo dell' intreccio è filtrato dallo sguardo rabbioso e malinconico di una quindicenne figlia di immigrati, sola, ma perfettamente integrata nel suo contesto di riferimento.
Il "carcerario femminile", filone controculturale prediletto per smascherare logiche di classe, sessismo e sadismi del potere (Demme, Jack Hill), viene qui ribaltato in semi apologia dell'Istituzione. Eppure siamo a Nisida, isola-prigione minorile celebre per risse e rivolte, anche se con vista mare mozzafiato. Nata sul barcone dei disperati, scostante e chiusa a riccio, napoletana di mamma senegalese [...] Vai alla recensione »
«E io ti daró notizie di una rosa che ho piantato e di una lucertola che voglio educare», scriveva Gramsci in Lettere dal carcere. Presentato in concorso nella sezione Panorama Italia di Alice nella Città 2024 , arriva al cinema Desiré di Mario Vezza, esordio al lungometraggio del regista che l'ha scritto con Fabrizio Nardi e Maurizio Braucci. Ambientato dentro e fuori l'istituto penitenziario di [...] Vai alla recensione »
Nel posto sbagliato al momento sbagliato. È quello che succede a Desiré (la brava Nassiratou Zanre), una ragazza di origini senegalesi, ma a tutti gli effetti napoletana che improvvisamente si ritrova nel carcere minorile di Nisida. La sua colpa? Trovata "in coppa a un motorino rubato" e con "la roba in colla". L'eroina non era sua, ma di Emanuele, un ragazzo in cerca di una rapida ascesa nella malavita [...] Vai alla recensione »