| Anno | 2022 |
| Genere | Animazione, Commedia, Drammatico, |
| Produzione | Giappone |
| Durata | 124 minuti |
| Regia di | Takehiko Inoue, Yasuyuki Ebara |
| Attori | Masaya Fukunishi, Katsuhisa Hôki, Tetsu Inada, Subaru Kimura, Chikahiro Kobayashi Ken'ichirô Matsuda, Kenta Miyake, Maaya Sakamoto, Asami Seto. |
| Uscita | mercoledì 10 maggio 2023 |
| Tag | Da vedere 2022 |
| Distribuzione | Anime Factory |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,97 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 10 maggio 2023
Dopo essersi iscritto alla Shohoku High School, Hanamichi si interessa a una ragazza di nome Haruko che ama il gioco del basket. In Italia al Box Office The First Slam Dunk ha incassato 577 mila euro .
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Ryota Miyagi è in seconda liceo, alto 1,68 cm e naturalmente play della Shohoku. Veloce con i piedi, ambidestro con le mani, passatore sublime tra un no look, un laser pass e un alley-oop distribuiti come cioccolatini per i compagni. Poi ci sono gli altri: Takenori Akagi, C, capitano e roccia su cui è costruita la tenuta della squadra; Hisashi Mitsui, SG, stella delle medie che si era persa nel cambio di scuola e di vita; Kaede Rukawa, SF, il predestinato che sa di esserlo e non lo nasconde; Hanamichi Sakuragi, PF, l'anima del quintetto che tra una smargiassata e un rimbalzo sposta sempre in avanti il cuore del gruppo. Questa è la squadra di basket del liceo Shohoku, questa è la storia, soprattutto, di Ryota, nativo di Okinawa, che dopo la morte del fratello maggiore Sota in un indicente in mare, decide di dedicarsi al basket cercando di soffocare il dolore della perdita e l'impotenza di continuare a vivere.
Il mito di "Slam Dunk" è ancora vivo e vegeto in Giappone come in tutto il resto del mondo, per un manga che ha fatto parte della vita di molti di noi.
Qual è il tempo del basket? Quattro periodi da dieci minuti ciascuno, ventiquattro secondi ad azione, tre secondi difensivi. Questo è quello che c'è fuori, dentro ognuno ha il suo ritmo circadiano diverso e irriducibile, e se sei uno degli dei di questo sport allora riesci a piegare ogni cosa alla tua legacy - i 13 punti in 35 secondi di Tracy McGrady contro gli Spurs, le 10 apparizioni consecutive in finale dei Celtics, Kevin Garnett che salta il college e approda direttamente in NBA, le 22 stagioni da professionista di Vince Carter, i 38.000 and counting punti di LeBron James...
Ed è proprio il tempo il motore primo di quel pezzo di vita e di sport che è Slam Dunk, un tempo-ingranaggio, un tempo-primordiale iniquo, crudele, impietoso. Lo sa bene Takehiko Inoue, il mangaka dietro un altro monolite come "Vagabond" e che al basket ha dedicato due successivi spokon (gli shonen a tema sportivo), "Buzzer Beater" e "Real". Lo sa bene perché anche lui è stato un giocatore di basket al liceo, un atleta mediocre che ha visto più sconfitte che vittorie, più schiacciate in faccia che appoggi a canestro, ed è così che ha fatto finire nel 1996, dopo sei anni di successi scala-classifica, Slam Dunk - il tiro sulla sirena per battere il liceo Sannoh e poi la polvere della partita successiva in una scarna didascalia, un'ultima vignetta e la fine del viaggio di Sakuragi e compagni...
Ma non è per riprendere in mano le storia del liceo Shohoku che Inoue ha scelto di scrivere e dirigere questo The First Slam Dunk - non potrebbe, non può riportare indietro lo scorrere del tempo, come nel 2004 quando su ventitré lavagne della Misaki High School ha disegnato l'altro-finale del manga, quel "10 Days After" che è solo un colpo al cuore e niente più. Al massimo si può raccontare di nuovo per ricordare quello che si è perso, spostare lo sguardo di sbiego e osservare meglio chi c'era con noi.
Così ventisei anni dopo la fine di Slam Dunk - manga e anime -, con dietro la produzione di Toei Animation e Dandelion Animation Studios, Inoue ci mostra sul grande schermo, azione dopo azione, canestro dopo canestro, la partita che ha deciso le carriere del quintetto, cioè la sfida contro il liceo Sannoh. E in accordo all'unica poetica che conosce - la sua e quella di nessun altro, che sia la moda narrativa del momento o le imposizioni dei produttori -, Inoue scarta a lato prima fintando di farci vedere solo quello, per poi lasciarci sul posto con la storia di Ryota, il play della squadra che forse più di tutti, in un liceo pubblico di bassa estrazione sociale, pozzo senza fondo di teppisti, sfigati e reietti, è l'emarginato, l'escluso.
Partendo dall'iperrealismo del suo tratto, capace di rendere su carta movenze e schemi di una partita di basket come mai si era prima visto in un manga o in un qualunque altro fumetto, Inoue - con il fondamentale apporto di Yasuyuki Ebara - ammassa animazione tradizionale e CGI, per cesellare ogni superficie, corpo, movimento che appare sullo schermo, fondendo in un unico fluido e splendente quadro le spiagge di Okinawa e la canotta fradicia di Mitsui, il parquet delle palestre e il viso tumefatto di Ryota. Questa giustapposizione di forme rispecchia l'andamento narrativo del film, fatto di ondate di malinconia e sferzate di dolore, tra l'ascesa di Ryota a play della squadra e il tentativo di risalire dall'abisso nero della morte del fratello maggiore.
È questa la partita dentro la partita che si gioca in The First Slam Dunk, perché ad ogni canestro degli insuperabili giocatori del Sannoh riecheggia un colpo assestato dalla vita, e come in quel grande racconto di formazione che è il manga, non ci si ferma solo al protagonista designato, no, perché il film si allarga a ventate di ricordi degli altri componenti del quintetto, tra le insicurezze di Akagi e le svolte di Mitsui, la determinazione di Rukawa e l'impenetrabilità di un avversario come Sawakita. Sì, è il tempo che piega ogni cosa, anche l'arte di Takehiko Inoue, che sa tutto questo e, ironicamente, intitola il film The First Slam Dunk, perché "the first is the sweetest", ma quello c'è stato non tornerà mai più.
The first Slam Dunk è un film di animazione scritto e diretto da Takehiko Inoue, tratto dal suo manga di maggior successo "Slam Dunk" in cui verrà raccontata la partita tra la squadra del liceo giapponese "Shohoku" e quella del liceo "Sannoh", che sarà decisiva per accedere ai campionati nazionali e si alternerà con l'approfondimento [...] Vai alla recensione »
Esito finale di un processo culturale pop lungo anni, che attraversa fumetto e animazione, il film scritto e diretto da Takehiko Inoue ha frantumato il botteghino giapponese ed è arrivato in Italia forte di un rispetto guadagnato in partenza. Il racconto ruota su una sola partita di basket, inframezzata da flashback dedicati a una storia famigliare mélo (la cosa francamente più indigesta).