Undine - Un amore per sempre

Film 2020 | Drammatico, +13 90 min.

Titolo originaleUndine
Anno2020
GenereDrammatico,
ProduzioneGermania, Francia
Durata90 minuti
Regia diChristian Petzold
AttoriPaula Beer, Franz Rogowski, Maryam Zaree, Jacob Matschenz, Gloria Endres de Oliveira Rafael Stachowiak.
Uscitagiovedì 24 settembre 2020
TagDa vedere 2020
DistribuzioneEuropictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,79 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Christian Petzold. Un film Da vedere 2020 con Paula Beer, Franz Rogowski, Maryam Zaree, Jacob Matschenz, Gloria Endres de Oliveira. Cast completo Titolo originale: Undine. Genere Drammatico, - Germania, Francia, 2020, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 24 settembre 2020 distribuito da Europictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,79 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una ragazza riflette sull'uccidere o meno il suo ragazzo che l'ha lasciata. Il film è stato premiato al Festival di Berlino, In Italia al Box Office Undine - Un amore per sempre ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 120 mila euro e 26,6 mila euro nel primo weekend.

Consigliato assolutamente sì!
3,79/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,58
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ

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Un film emotivamente potentissimo, ermetico da comprendere, emozionante da vedere.
Recensione di Roberto Manassero
domenica 23 febbraio 2020
Recensione di Roberto Manassero
domenica 23 febbraio 2020

Undine lavora come storica presso il Märkisches Museum di Berlino: il suo compito è spiegare ai visitatori i plastici che raffigurano la città nei suoi progressivi stadi evolutivi. Undine è appena stata lasciata da Johannes, nonostante lui abbia giurato di amarla per sempre. All'improvviso, però, nel bar del museo compare il sommozzatore Christoph, ed è amore a prima vista. Undine ricostruisce la sua vita come Berlino ha ricostruito molteplici volte sé stessa, ma una sera Christoph la chiama infuriato perché si sente tradito da lei, dal momento che non gli mai rivelato l'esistenza di Johannes. Come farà Undine a ricucire con Cristoph? E riuscirà a vendicarsi di Johannes, come aveva promesso prima di essere abbandonata?

Il tedesco Petzold rielabora alla sua maniera la figura mitologica dell'ondina, creatura marina del folklore europeo, con una storia d'amore e vendetta che si sviluppa nel corpo fisico di Berlino, tra architettura e cinema.

Costruire una città significa pensare alla vita delle persone in termini di spazio: quale la ragione di una costruzione, quale la sua storia, quale la sua destinazione. Allo stesso modo, fare cinema è come allestire uno spazio: creare personaggi all'interno di un ambiente, dare a ciascun di essi un passato, un pensiero, raccontare lo sviluppo di una o più relazioni. Le storie d'amore, poi, sono come città stratificate, ricordi sovrapposti, corpi intrecciati, sentimenti vecchi ed emozioni nuove. Undine, lo straordinario film di Christian Petzold presentato in concorso alla 70esima Berlinale, è una storia d'amore dentro una città, Berlino, e la sua geografia carica di storia.

Punto di partenza è il Märkisches Museum, il museo dove la protagonista Undine - interpretata da Paula Beer - spiega i grandi plastici della città, in cui il colore degli edifici cambia a seconda dell'epoca d'appartenenza e in cui passato, presente e futuro convivono. In questo luogo, e nel bar adiacente la struttura, un amore finisce, un altro sboccia, una maledizione viene lanciata e dal plastico si passa alla messinscena realistica della storia come in un zoom di Google Maps. Il cinema, in fondo, non ha una forma definita; il cinema è semplicemente vita nello spazio.

Petzold lavora per piccoli ma continui rimandi interni; ricostruendo un mito, racconta alla maniera del mito. Gli eventi del film riecheggiano modelli ancestrali (un acquario si spezza e nell'inondazione d'acqua la protagonista incontra la sua natura marina); le azioni e le inquadrature rimano fra loro (rotture di oggetti, ripetizioni di situazioni, i corpi ripresi di Paul Beer e Franz Rogowski ripresi frontalmente e poi di spalle); il piccolo contiene il grande, e viceversa (un sommozzatore giocattolo e un sommozzatore vero, il plastico di una città, la città stessa e il racconto della sua evoluzione).

Undine ha una struttura perfettamente congegnata, come i plastici che il regista filma da vicino. La superficie delle sue immagini, dei corpi e degli elementi naturali che raffigura, contiene la forza degli eventi: la terra trattiene l'acqua (che però può esplodere, soffocare, accogliere nel suo abbraccio), «un palazzo del XXI secolo che ancora non esiste», come dice la protagonista a proposito dell'Humboldt Forum, progetto museale che avrà sede nel ricostruito Palazzo di Berlino, «sarà la replica di uno del XVIII, perché nulla evolve». Per questo motivo il film può apparire oscuro, forse freddo, eppure nella sua progressione quasi cantilenante è emotivamente potentissimo, ermetico da comprendere, emozionante da vedere. Petzold racconta fedelmente la maledizione del Sonno dell'Ondina, leggenda in cui la creatura marina si vendica del cavaliere che non ha saputo amarla, ma prosegue oltre con il suo racconto.

Undine è la storia di un amore che finisce, rinasce, muore ancora e poi ricomincia, sempre uguale a sé stesso e sempre diverso. Il mito resta intatto come modello - è uno sguardo a pelo d'acqua, un nome scritto sulla pietra, una città che rinasce dalle sue rovine - ma il cinema lo aggiorna, riportandolo dall'universale al particolare, dall'esistenza eterna alla vita mortale.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 8 ottobre 2020
thomas

"L'amore è l'unica cosa che riusciamo a percepire che trascende le dimensioni di tempo e spazio", dice Amelia Brand in uno dei più profondi dialoghi sull'amore che il Cinema ci abbia regalato. E' la profondità, infatti, che dà senso alle cose, ai rapporti, alle parole, li rende capaci di rivelare la loro più intima essenza e, in tal modo, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 30 settembre 2020
Clod

Forse anche a causa di un doppiaggio non aderente (ci sono arti amputati che ricrescono?) il film risulta pasticciato e confuso. Quando i tedeschi rispolverano i loro miti ancestrali risultano sempre inquietanti, e questo film non fa purtroppo eccezione. L'unico aspetto positivo risulta così essere la colonna sonora.

FOCUS
FOCUS
giovedì 24 settembre 2020
Marzia Gandolfi

Come scongiurare violenza e pandemia? Col conforto della magia. Christian Petzold rinnova il suo cinema e firma una favola per incantare di nuovo il mondo. Sotto il segno dell’acqua, Undine (guarda la video recensione) riprende il mito di Ondina, figura emblematica della mitologia greca che ha ispirato numerosi scrittori, da Friedrich de La Motte Fouqué (“Undine”) a Jean Giraudoux (“Ondine”), passando per Hans Christian Andersen (“La sirenetta”) e Oscar Wilde (“Il pescatore e la sua anima”).


Bella sorpresa e grande cambiamento per l’autore tedesco che sperimenta la materia fantastica. Una dimensione inedita al suo cinema, sempre ancorato alla realtà e alla Storia: il desiderio di libertà dei cittadini della Repubblica Democratica Tedesca (La scelta di Barbara), il trauma della deportazione (Il segreto del suo volto), il totalitarismo (La donna dello scrittore).

Petzold adatta con disinvoltura un racconto onirico, al limite col fantastico, ma fa della sua Ondina un personaggio la cui identità e attività affondano nella Germania contemporanea e nella relazione che il Paese intrattiene col suo passato. Ondina è la ‘custode’ del Märkisches Museum, la voce narrante delle architetture di Berlino tra nazismo, ripartizioni e riunificazioni.

Con un dottorato in Storia e la conoscenza approfondita dell’evoluzione urbana di una capitale costruita su una palude, la protagonista appassiona il suo uditorio e passa in rassegna i traumi della nazione. E su quel terreno impermeabile e livido, Christian Petzold tuffa un ‘palombaro’ e innesta una bella variazione sull’amore eterno. Un amore impossibile come quello dei berlinesi per la loro città, schiacciata sotto il peso di una storia tragica.

Ma il movimento amoroso, che investe il film come un’onda improvvisa, vuole trionfare sulla maledizione e la tragedia. A questo punto, al dramma sociale e allo studio neorealista, l’autore aggiunge il sovrannaturale, dispensando la poesia del meraviglioso sotto la superficie dell’acqua. Parafrasando Truffaut su Jean Vigo, Christian Petzold filma la prosa e trova la poesia, mescolando visioni surreali e contesto sociale.

Il romance sfiora il sublime, il sentimento amoroso, assoluto e irrazionale, aspira all’eternità, scontrandosi con le contingenze del tempo e la sua usura. Variazione contemporanea sul mito di Ondina, spirito acquatico che ama gli uomini ma è pronto ucciderli se lo ingannano, Undine alterna l’acqua all’architettura berlinese. E la relazione tiene, i berlinesi, come Ondina, mantengono con la propria città una relazione fusionale, quasi amnesica. Nessun artificio nella realizzazione ma una fede travolgente nella capacità dei piani di comunicare un’emozione, nel suggerire più di quello che è mostrato.

Amanti sotto il livello dell’acqua, Paula Beer e Franz Rogowski, già coppia febbrile in La donna dello scrittore, provano a realizzare il desiderio dei loro personaggi ma finiscono ghermiti dalla maledizione, dai miti che si incollano alla pelle e li trattengono violentemente sul fondo. Nell’abisso nero, Paula Beer è luminosa davanti al palombaro di Franz Rogowski, sommerso dall’amore mentre ‘salda’ una città sprofondata come in un’avventura di Jules Verne.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 24 febbraio 2020
Raffaele Meale
Quinlan

Undine è una giovane storica che lavora come guida museale a Berlino. All'Humboldt Forum, il luogo che conosce meglio in città, sta svolgendo le sue mansioni con l'angoscia che Johannes, che ha intenzione di lasciarla, se ne sia andato dal caffè del museo. Infatti non c'è più. Ma fa la sua apparizione Christoph, un palombaro venuto a visitare il museo.

sabato 10 ottobre 2020
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

L'ondina è una creatura del folklore europeo. Leggenda vuole che queste parenti nordiche delle sirene acquisiscano un'anima (perdendo l'immortalità) di fronte all'amore esclusivo di un uomo, ma che reagiscano con furia se tradite. In «Undine - Un amore per sempre», la protagonista è Undine Wibeau, che lavora come storica in un museo berlinese, dove illustra ai visitatori i plastici che documentano [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 ottobre 2020
Daniela Ceselli
Left

Prima che scompaia dalle sale, merita sicuramente attenzione Undine del regista tedesco Christian Perzold, uno dei talenti della Scuola di Berlino, tra i più significativi della recente rinascita del cinema tedesco, riconosciuto al livello internazionale. Orso d'Argento alla protagonista, Paula Beer, all'ultimo Festival di Berlino per la migliore interpretazione femminile, il film può essere tacciato [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 ottobre 2020
Eugenio Arcidiacono
Famiglia Cristiana

Una giovane guida in un museo, dopo che il fidanzato l'ha lasciata, incontra un palombaro... di Eugenio Arcidiacono Per chi voglia riscoprire la magia del cinema dopo tanti mesi, ecco il film perfetto. Un'opera dove spazio e tempo, vita e morte, realismo e poesia si confondono in immagini magnifiche. La protagonista Undine (Paula Beer) fa la UNDINE guida in un museo di Berli PER S no che racconta [...] Vai alla recensione »

domenica 27 settembre 2020
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Se mi dirai che non mi ami più, ti ucciderò, così Undine (Paula Beer) dice a Johannes (Jacob Matschenz) nelle prime immagini di Undine - Un amore per sempre (Undine, Germania e Francia, 2020, 90'). Il suo viso è duro come le sue parole. Quello che vi si legge non è amore, e se lo è ha spietata necessità di una maledizione antica. Scrivendo e girando il suo film, Christian Petzold ha ripreso un mito [...] Vai alla recensione »

domenica 27 settembre 2020
Alberto Cattini
Gazzetta di Mantova

Undine, una storica del Märkisches Museum di Berlino, illustra la Città su un grande plastico, indicando il punto in cui si crede sia stata collocata la prima pietra. Il nome Undine richiama la tradizione delle nereidi e delle ninfe della letteratura (tra cui l'affascinante dramma di Jean Giraudoux), e la bella fanciulla se ne rammenta, e se ne fa interprete, allorché il contenuto di un acquario si [...] Vai alla recensione »

sabato 26 settembre 2020
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Il cinema delle donne in transito. Capace di inquadrarle mentre mutano di pelle e dimensione, passando dal visibile all' invisibile con la naturalezza di un fatto qualunque. Pochi sono gli autori contemporanei dotati di uno sguardo sul rimosso che agisce sul tempo e sullo spazio liberandolo da retoriche e artifici. Uno di questi è il tedesco Christian Petzold, che ha preso l' antica leggenda di Undine [...] Vai alla recensione »

venerdì 25 settembre 2020
Alice Sforza
Il Giornale

Un film per riportare un pizzico di magia nella settima arte. Undine è una storica, specializzata nell' urbanistica berlinese. Mollata dal fidanzato Johannes, gli promette la morte. Incontra però Christophe, palombaro che ripara turbine, ed è colpo di fulmine. Può esistere l' amore eterno? Se ci si fa prendere per mano, fidandosi della fantasia, lo vedrete materializzarsi sullo schermo.

venerdì 25 settembre 2020
Louis Guichard
Télérama

Il fidanzato di Undine l'ha tradita con un'altra donna. Per lei è inconcepibile, ne morirà. Del resto nella mitologia germanica l'ondina è una creatura destinata a un'eterna infelicità senza l'amore di un essere umano. Con questa rottura tra due trentenni di Berlino, lui banalmente incostante, lei che sembra uscita da una tragedia classica, Christian Petzold lancia la sua sfida.

giovedì 24 settembre 2020
Roberto Nepoti
La Repubblica

Undine lavora nel museo storico della città di Berlino e, appena lasciata dal fidanzato, è in crisi emotiva. Conosce un palombaro, sembra scoccare l' amore, ma la realtà sembra sempre più cedere, puntellata di segni onirici. Il film di Christian Petzold, notissimo ai festival internazionali, è dapprima un mélo secco e in purezza (c' è perfino il brano di Alessandro Marcello usato in Anonimo veneziano [...] Vai alla recensione »

venerdì 28 febbraio 2020
Massimo Causo
Duels.it

C'è l'acqua e c'è la pietra, realtà fluida e realtà solida nello spazio offerto da Berlino, la città che più di qualunque altra è spazio strat?f?cato di Storia e di storie, reticolo urbano di edifici resistenti, ricostruzioni, reincarnazioni. Undine (in Concorso, tra i migliori, alla Berlinale 70) è un film sospeso tra questi elementi, scritto da Christian Petzold con la leggerezza dei miti che cristallizza [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 febbraio 2020
Simone Porrovecchio
La Rivista del Cinematografo

Il primo titolo tedesco visto al concorso della Berlinale, Undine di Christian Petzold, è un film strano e intrigante: un thriller drammatico con un sotteso di suspense e un tocco soprannaturale. Una sfinge di cui però non si comprende esattamente quale sia il segreto che nasconde. La pellicola può non convincere, ma non si può non restare colpiti dalla pura forza del talento cinematografico di Petzold [...] Vai alla recensione »

martedì 25 febbraio 2020
Giulio Sangiorgio
Film TV

Rilettura di un mito germanico, Undine è un Petzold dalla superficie limpida e lineare, in cui quel che conta resta sotto: sotto le immagini, il livello del mare, sempre oltre il conformismo del realismo (capitalista? televisivo? chiamatelo come credete). Storia d'amour fou tra una storica di Berlino e un palombaro, è un mélo matematico in cui non esiste stasi, equilibrio, coppia, non nello stesso [...] Vai alla recensione »

martedì 25 febbraio 2020
Cristina Piccino
Il Manifesto

Nella bolla del festival in cui le pandemie coi terrori da fine del mondo sono tenuti lontani - poche le mascherine, molti i saponi disinfettanti ma nessuno parla, o forse soffoca l'ansia nel buio della sala - ha fatto irruzione Undine, il nuovo film di Christian Petzold, il più politico tra quelli visti in questi giorni nel concorso, e quello in cui le domande che il presente pone al cinema trovano [...] Vai alla recensione »

martedì 25 febbraio 2020
Matteo Galli
Close-Up

Christian Petzold, che quest'anno compirà sessant'anni, presenta per la quinta volta un film in concorso a Berlino: dopo Gespenster (Fantasmi) nel 2005, Yella nel 2007 (mai tradotti in italiano), La scelta di Barbara (2013) e La donna dello scrittore (2018) che invece in Italia sono arrivati. Se escludiamo i grandi registi del nuovo cinema tedesco ancora vivi e attivi (Kluge, Schlöndorff, Herzog, Wenders) [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 febbraio 2020
Alessandro Uccelli
Cineforum

Al Märkisches Museum plastici, modelli bidimensionali, vedute antiche e moderne raccontano la storia della città di Berlino, le sue fasi di espansione, le distruzioni, le ricostruzioni; nell'edificio di fronte, ha la propria sede il Dipartimento per lo sviluppo urbano, che espone altri tasselli importanti di questo discorso. Undine (Paula Beer), che è una storica, ci lavora come freelance, accompagnando [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 febbraio 2020
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Undine teme Johannes lo lasci per un'altra e lo minaccia di ucciderlo, ma in un attimo lei si innamora di Christoph. Un film come un'opera di Picasso, senza linearità, spiazzante e geometricamente sghembo. Il mito dell'Ondina, l'acqua, l'amore e il tradimento. Ancora una volta Paula Beer e Franz Rogowski, in un melò destrutturato, fuori da ogni sintomatologia realistica, straordinario nel non essere [...] Vai alla recensione »

domenica 23 febbraio 2020
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

"Se mi lasci dovrò ucciderti" dice Undine a Johannes mentre lui sta interrompendo la loro relazione. È un'altra figura femminile del cinema di Petzold che ricomincia la vita da zero. Non ha il volto sfigurato come Nelly in Il segreto del suo volto, ma il dettaglio sulle lacrime che scorrono sul suo viso mettono in atto un'altra decisa metamorfosi, come molte protagoniste del suo cinema.

NEWS
GUARDA L'INIZIO
venerdì 18 settembre 2020
Giorgio Crico

In anteprima su MYmovies i primi minuti del film premiato alla Berlinale e al cinema da giovedì 24 settembre. Guarda l'inizio »

TRAILER
mercoledì 26 agosto 2020
 

Quando Undine viene lasciata, l'antica leggenda è destinata ad avverarsi: dovrà uccidere l'uomo che l'ha tradita e tornare alle acque. Dal 24 settembre al cinema. Guarda il trailer »

POSTER
lunedì 3 agosto 2020
 

Undine lavora come storica presso il Märkisches Museum di Berlino: il suo compito è spiegare ai visitatori i plastici che raffigurano la città nei suoi progressivi stadi evolutivi. Undine è appena stata lasciata da Johannes, nonostante lui abbia giurato [...]

NEWS
giovedì 30 luglio 2020
 

Christian Petzold firma la regia di un film emotivamente potentissimo, ermetico da comprendere, emozionante da vedere. Premiato alla Berlinale. Vai all'articolo »

VIDEO RECENSIONE
giovedì 10 settembre 2020
A cura della redazione

Storica in un museo di Berlino, Undine è stata lasciata da Johannes, nonostante lui abbia giurato di amarla per sempre. All'improvviso, nel bar del museo compare il sommozzatore Christoph, ed è amore a prima vista.

BERLINALE
sabato 29 febbraio 2020
 

L'importante riconoscimento arriva per la sua interpretazione nel film di Christian Petzold. Vai all'articolo »

TRAILER
martedì 18 febbraio 2020
 

Regia di Christian Petzold. Un film con Paula Beer, Gloria Endres de Oliveira, Jacob Matschenz, Franz Rogowski, Rafael Stachowiak. Guarda il trailer »

winner
miglior attrice
Festival di Berlino
2020
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