Zombi Child

Film 2019 | Fantastico 103 min.

Regia di Bertrand Bonello. Un film Da vedere 2019 con Adilé David, Katiana Milfort, Louise Labeque, Mackenson Bijou, Ninon François. Cast completo Genere Fantastico - Francia, 2019, durata 103 minuti. - MYmonetro 3,33 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 16 gennaio 2020

Viaggiando tra varie epoche e paesi, si traccia un'epica storia fantastica.

Consigliato sì!
3,33/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,50
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Un racconto fluttuante e carnale che trasforma gli zombie in allegoria politica.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 20 maggio 2019
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 20 maggio 2019

Haiti, 1962. Clairvius Narcisse viene zombificato per ordine di un fratello geloso. Apparentemente morto, è sepolto e compianto dalla famiglia per poi essere riesumato e costretto a lavorare in un campo di canne da zucchero. Schiavo, inebetito e incosciente si 'risveglia' dopo un pasto di carne, ritirandosi dal mondo. Gli ci vorranno diciotto anni per rientrarci e manifestare la sua presenza all'inconsolabile consorte.
Parigi, 2017. Mélissa è la nipote adolescente di Clairvius Narcisse, traslocata a Parigi da Haiti dopo la morte dei genitori, uccisi dal terremoto del 2010. Allieva della Maison d'éducation de la Légion d'honneur a Saint-Denis, Melissa è accolta all'interno di un esclusivo gruppo di adolescenti che si ritrovano ogni sera nel laboratorio artistico della scuola per raccontarsi reciprocamente. Essere la discendente di uno schiavo-zombie e la nipote di una zia mambo, sacerdotessa vudista e tramite tra gli spiriti e la comunità, le vale l'ammirazione della sorellanza. È soprattutto Fanny, colpita da mal d'amore, ad appassionarsi alle sue vicende e a chiedere aiuto alla zia. Ma gli spiriti possono essere capricciosi, soprattutto con un adolescente ostinata e fragile.

Ci sono film che spostano radicalmente l'idea occidentale della storia, l'immagine che l'Occidente ha di sé, che mettono il margine e la periferia al centro del loro racconto. Un racconto fluttuante e carnale che esplora scrupolosamente la genealogia e la dimensione eminentemente cinematografica degli zombie.

Affondando il teen movie nel movimento panafricano e anticolonialista, Bertrand Bonello realizza un film politico, a partire dalla 'storia vera' di uno zombie haitiano, evoca il vudù, la schiavitù e il persistere della relazione problematica tra Francia e Haiti. Allegorie politiche e poetiche, gli zombi di Bonello avanzano lenti accanto a quelli melanconici di Jacques Tourneur (Ho camminato con uno zombi) e differenti da quelli voraci e putrescenti di George Romero o più recentemente di Jim Jarmusch. L'autore francese recupera le origini del mito e fa avanzare parallelamente due storie che finiranno per incrociarsi a Parigi, nei corridoi di una scuola fondata da Napoleone dove si insegnano i valori della Repubblica e si ignora che Haiti, "la più bella colonia del mondo", era un inferno di orrore schiavista.

Nell'amnesia storica, Bonello insinua gli echi di un Occidente imperialista e capitalista, nell'esorcismo di una pena amorosa, un culto animista africano combinato col cristianesimo. Se Clairvius Narcisse, il non-morto tornato al mondo, incarna una forma radicale di riappropriazione dell'anima e del corpo degli schiavi e dei loro discendenti, Fanny interpreta all'inverso la rappresentazione del vudù nell'immaginario occidentale. Un immaginario essenzialmente adolescente che ha sostituito il rock col rap.

Dopo aver indagato il senso dell'azione politica (Nocturama) dentro un grande magazzino-tomba che finiva per divorare i protagonisti, morti viventi dandy e senza un domani, Bonello gira un altro film sepolcrale e di grande finezza politica. Alla putrescente macchina di morte hollywoodiana dona un atto di nascita, alla lettura orrorifica una versione lirica. Tirato tra due racconti e due temporalità differenti, tra mondo primitivo e mondo civilizzato, tra magia e razionalità, Zombie Child è una sutura formale a una ferita storica, che conta tra i suoi 'attori' lo storico francese, Patrick Boucheron.

Girato con un budget modesto, il film guadagna una semplicità che conviene al cinema al quale l'autore rende omaggio. Zombie più splenico che affamato, Clairvius Narcisse ritorna dai rimossi della Storia colonizzatrice e schiavista, riesumando la tragedia degli oppressi e riprendendosi il suo posto nel mondo sulle note struggenti di "You'll Never Walk Alone".

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RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 2 luglio 2019
Giona A. Nazzaro
Rumore

Bonello è un cineasta assolutamente imprevedibile. In crescita esponenziale da sempre, si pensi a Saint Laurent e Nocturama, realizza con Zombi Child una straordinaria riflessione sul lascito postcoloniale dell'Occidente. Tornando alle radici della pratica vudù, crea un film dove all'inevitabile reinvenzione di I Walked With A Zombie di Jacques Tourneur intreccia i ricordi degli studentati di argentiana [...] Vai alla recensione »

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