| Anno | 2019 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 86 minuti |
| Regia di | Nunzia De Stefano |
| Attori | Virginia Apicella, Pietra Montecorvino, Rosy Franzese, Pietro Ragusa, Franca Abategiovanni Simone Borrelli, Gianfranco Gallo, Sergio Bini Bustric, Miriam Cennamo, Carmelo Cosma, Gigliola De Simone, Salvatore Di Matola, Lola Bello Durojaiye, Flora Faliti, Gennaro Gallo, Roberta Germoglio, Giuseppe Iamunno, Gennaro Iannone, Elisabetta Imparato, Pietro Ioia, Massimiliano Nicosia, Francesco Roviello, Vittorio Russo, Cristina Scuderi, Euglen Sota, Wendy Weber (II). |
| Tag | Da vedere 2019 |
| MYmonetro | 3,50 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 17 aprile 2023
La difficile quotidianità di una ragazza diciassettenne viene piacevolmente interrotta dall'arrivo di un circo. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Nevia ha incassato 5,3 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Nevia ha 17 anni: troppi per il posto in cui vive e dove è diventata grande prima ancora di essere stata bambina. Minuta e acerba, è un'adolescente caparbia, cresciuta con la nonna Nanà, la zia Lucia e la sorella più piccola, Enza, nel campo container di Ponticelli. Nevia cerca di farsi rispettare in un mondo dove nascere donna non offre nessuna opportunità, anzi: lo sa, e si protegge da quella femminilità che incombe su di lei nascondendosi dentro vestiti sportivi e dietro a un atteggiamento ribelle. Le sue giornate trascorrono tutte uguali, tra piccoli lavoretti e grandi responsabilità, i contrasti con la nonna e la tenerezza per la sorella. Finché un giorno l'arrivo di un circo irrompe nella quotidianità della ragazza.
Due donne costituiscono la forza di questo film. Si chiamano Nunzia De Stefano e Virginia Apicella.
La prima è una regista e sceneggiatrice di una vicenda che trae le proprie radici nel suo vissuto di bambina e di adolescente che ha conosciuto la vita nei container in seguito al terremoto del 1980. Quei campi container ci sono ancora e ospitano una varia umanità che sembra aver interiorizzato l'assenza di una possibile speranza per il futuro che non sia l'aderire alle scelte arricchenti dei malavitosi. La seconda è una straordinaria interprete che si carica sulle spalle il film offrendogli un corpo fragile che ha dentro di sé una straordinaria carica di bisogno di giustizia, di dare e ricevere protezione non volendo rinunciare al futuro. È in questo ambiente che la pediniamo, novella Rosetta post dardenniana, grazie a uno sguardo più tenero di quello di un Di Costanzo che la accompagna sotto lo chapiteau (parola a lei ignota) di un circo dove può intravedere che un altro mondo è possibile senza che per questo la regia ci immerga nella facile retorica.
Occuparsi degli animali, improvvisare una gag sono per Nevia occasioni di conoscenza di persone che come lei vivono in abitazioni apparentemente precarie ma in cui si respira però il senso di esistenze con le proprie difficoltà (anche di carattere fisico) ma anche con un bisogno naturale di riscoperta della vita che si rinnova ogni giorno. Due personalità, quelle di De Stefano e di Apicella, che hanno sviluppato un feeling artistico che non si può che apprezzare.
un bellissimo film, crudo e allo stesso tempo grazioso, realistico e allo stesso tempo utpico dove, attraverso lo sguardo di una adolescente diversametne morale, miserie della vita quotidiana e ricerca di giustizia si intrecciano armonicamente e senza nessuna retorica tra rioni degradati di Napoli, consuetudini malavitose e un tendone del circo metafora della speranza.
Nevia ha quasi 18 anni, ma ne dimostra molti meno. La madre è morta, e lei vive in un campo di container a Ponticelli, periferia orientale di Napoli, insieme alla nonna, ex prostituta che affitta la casa a prostitute più giovani. Punto di riferimento di Nevia è la zia, e punto debole la sorellina minore. Al centro una comunità di donne, senza nessuna retorica della solidarietà femminile ma con contrasti [...] Vai alla recensione »