Marie Curie

Film 2017 | Drammatico, Sentimentale, +13 95 min.

Regia di Marie Noelle. Un film con Karolina Gruszka, Arieh Worthalter, Charles Berling, Izabela Kuna, Malik Zidi. Cast completo Titolo internazionale: Marie Curie: The Courage of Knowledge. Genere Drammatico, Sentimentale, - Polonia, Germania, Francia, 2017, durata 95 minuti. Uscita cinema giovedì 5 marzo 2020 distribuito da Valmyn. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,65 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 5 marzo 2020

Marie Curie è stata un'importante scienziata polacca che ha ricevuto due premi Nobel nel 1903 e nel 1911. In Italia al Box Office Marie Curie ha incassato 88,1 mila euro .

Consigliato nì!
2,65/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,53
PUBBLICO 2,92
CONSIGLIATO NÌ
Tra biopic e film storico, una ricostruzione che stenta a coinvolgere.
Recensione di Francesca Ferri
venerdì 9 febbraio 2018
Recensione di Francesca Ferri
venerdì 9 febbraio 2018

Fisica e chimica di origine polacca, Marie Sklodowska-Curie è una pioniera nello studio della radioattività. La sua vita è consacrata alla ricerca scientifica insieme al marito Pierre Curie, fino alla sua accidentale morte. In un ambiente maschile e conservatore, Marie, rimasta sola, deve lottare per trovare il suo posto.

Prima donna a essere stata nominata dottoressa in fisica, professoressa alla Sorbonne, e ad aver ricevuto il premio Nobel in due campi diversi, Marie Curie ha dovuto battersi per far riconoscere il suo lavoro dopo la morte del marito.

Tra biopic e film storico, Marie Noëlle racconta i sei anni più turbolenti della scienziata che, a Parigi dal 1905 al 1911, tra un Nobel e l'altro, dilaniata dalla morte del marito si lascia coinvolgere in una relazione passionale con il fisico Paul Langevin. Marie viene immediatamente etichettata dalla stampa donna adultera. È quindi nella tempesta della sua vita sentimentale, piuttosto che nella rivoluzione scientifica, che la regista preferisce affondare. Noëlle racconta la tenerezza di Marie Curie madre, l'amore per il marito e lo scandalo per l'amante, l'ansia prima di ritirare i Nobel, le notti insonni, le fughe clandestine nei boschi, gli incontri segreti. Della femminista ante litteram, della studiosa che ha rivoluzionato il mondo della scienza, la regista ci offre solo qualche frammento in immagini piuttosto rigide che non coinvolgono lo spettatore. Avremmo preferito vedere il fuoco negli occhi di Marie per Paul anche nel suo laboratorio.

Nonostante la ricerca documentaristica della regista attraverso testi originali, giornali e diari di laboratorio di Marie, lettere e stampa dell'epoca, la ricostruzione storica stenta a coinvolgere. Le accese discussioni dell'Accademia delle scienze di Parigi circa la "moda" degli studi sulla radioattività e il possibile ingresso delle donne negli esclusivi e prettamente maschili ambienti dell'università e della ricerca rimangono solo squarci dell'epoca che non viene sfortunatamente mai approfondita.

Se il film storico non soddisfa, il ritratto di Marie Curie si salva per l'interpretazione dell'attrice polacca Karolina Gruszka che riesce bene a identificarsi in quella donna di genio che si libera dei corpetti e pregiudizi del tempo. Marie è una donna che non fa niente per rendersi più bella, mostrando tutta la sua naturalezza in cui la regista cerca la sua atemporalità.

Dal tocco prettamente femminile la regia di Marie Noëlle, che si prende il tempo di seguire gli strascichi dei vestiti nei passi frettolosi di Marie Curie, può contare inoltre su una curata fotografia, che gioca con l'illuminazione ispirandosi al fascino di Pierre e Marie per la luminosità del radio. Attraverso riflessi, luci e ombre, il direttore della fotografia Michal Englert cerca in quel mondo delle scienze, di solito percepito come austero e noioso, la bellezza e perfino la sensualità, che rispecchia la passione degli studiosi. Le eteree immagini in controluce, dunque, risplendono della scintilla della scoperta.

Tutti i film da € 1 al mese

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 13 agosto 2020
wolvie

Biografia franco/polacca della ricercatrice due volte premio Nobel. La prima parte del film affronta la scoperta del radio e le applicazioni terapeutiche nella cura dei tumori, nonché la disperazione per la morte dell' amatissimo marito e collega Pierre. La seconda si concentra più vividamente sulla riscoperta del corpo, dell' amore, anche fisico e della nuova femminilità [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
giovedì 5 marzo 2020
Ilaria Ravarino

Protagonista di Marie Curie di Marie Noëlle, dal 5 marzo in sala, la “signora della radioattività” Marie Curie fu due volte premio Nobel, nel 1903 per la fisica con il marito Pierre e il fisico Henri Becquerel (per lo studio dei primi elementi radioattivi), e per la chimica nel 1911 (per aver scoperto il radio e polonio). Le sue intuizioni non hanno soltanto contribuito al progresso della scienza, ma hanno anche dimostrato una verità sotto agli occhi di tutti: il genio non è mai una questione di gender.
 
UNA, CENTO, MILLE CURIE
Le donne di scienza sono state spesso pioniere di nuovi settori, puntualmente relegati – proprio in virtù del sesso delle loro esploratrici – a scienze minori. Fu così per esempio con l’ecologia, fondata nel 1870 da Ellen Swallow, e classificata allora come “economia domestica”.
 

Dal 1901 a oggi il Premio Nobel sia stato assegnato in tutto ad appena 54 donne, di cui solo 21 nelle discipline scientifiche: 3 per la fisica, 5 per la chimica, 2 per l'economia e 12 per la medicina.

Dopo il doppio Nobel di Curie, dovettero passare più di vent’anni perché nel 1935 la chimica Irène Curie-Joliot, sua figlia, ne vincesse uno, e altri 12 da allora perché il prestigioso premio finisse in mani diverse dalla famiglia Curie. Accadde nel 1947, con il Nobel per la medicina all’”indagatrice degli zuccheri” Gerty Radnitz-Cori, i cui studi sarebbero stati fondamentali per la comprensione del diabete. Nel 1963 fu la volta della tedesca Maria Goeppert-Mayer, prima fisica dopo Curie a vincere il riconoscimento, per lo studio sul modello a guscio del nucleo atomico. Appena un anno dopo toccò alla chimica e pioniera dei raggi X Dorothy Crowfoot-Hodgkin.

Dal 1977 al 2009, però, gli unici Nobel scientifici in mano a scienziate donne furono quelli per la medicina: nel 1977 a Rosalyn Sussman-Yalow, nel 1983 a Barbara McClintock, nel 1986 all’italiana Rita Levi Montalcini, nel 1988 a Gertrude Elion, nel 1995 a Christiane Nüsslein-Volhard, poi a Linda Buck (2004), Francoise Barrè-Sinoussi (2008), Elizabeth Blackburn e Carol Greider (entrambe nel 2009). Un anno record, il 2009, con ben quattro donne tra le vincitrici: oltre ai due Nobel per la medicina, anche quello a Ada Yonath per la chimica - prima donna mediorientale a vincerlo - e il primo Nobel per l’economia alla politologa, esperta in cause collettive, Elinor Ostrom.

Nel 2014 e nel 2015, ancora per la medicina, hanno vinto la norvegese May Britt- Moser e la rivoluzionatrice della medicina tradizionale cinese Yuoyou Tu. Nel 2018 il Premio è andato a due donne: alla chimica Frances Hamilton Arnold, sviluppatrice dei biocatalizzatori, e all’esperta di laser Donna Strickland, terza donna a vincere il Nobel per la fisica. L’ultima premiata in ambito scientifico, nel 2019, è stata l’economista Esther Duflo, impegnata nella lotta alla povertà globale e donna più giovane a vincere il Nobel all’economia, a soli 47 anni.
 
LE CURIE INVISIBILI
Che le donne abbiano gli stessi strumenti intellettuali degli uomini per eccellere nelle scienze è – almeno dai Nobel a Marie Curie in poi - un dato incontestabile. Non altrettanto scontato, purtroppo, è che il loro talento sia riconosciuto. Tra i cosiddetti “Nobel negati” – come li chiama Sara Sesti ne "L’università delle donne" – ci sono biologhe, astronome e fisiche che hanno collaborato alle più importanti ricerche del tempo senza trarne alcun giovamento in termini di carriera.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 2 marzo 2020
Natalia Aspesi
La Repubblica

Ma i premi Nobel fanno l'amore? E se donna, è ovvio che qualche antipatico si chieda, saranno anche brave mamme? E se donna e madre ma con due Nobel dove andrà a finire la famiglia? Marie Curie fu tutto questo, due Nobel, un marito e poi un amante amati e innamorati, due figlie e infine protagonista di uno scandalo addirittura mondiale che si intrecciò con la vergogna del caso Dreyfus.

NEWS
HOMEVIDEO
mercoledì 16 dicembre 2020
 

Tra biopic e film storico, la storia di una pioniera nello studio della radioattività. Vai all'articolo »

TRAILER
venerdì 28 febbraio 2020
 

La storia di una delle più grandi menti del XX secolo, in lotta per veder riconosciuto il proprio valore dalla società e dalla comunità scientifica. Dal 5 marzo al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
mercoledì 12 febbraio 2020
 

Marie Curie è stata un'importante scienziata polacca che ha ricevuto due premi Nobel nel 1903 e nel 1911. Vai all'articolo »

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