L'Insulto

Film 2017 | Drammatico, +13 113 min.

Titolo originaleL'insulte
Titolo internazionaleThe Insult
Anno2017
GenereDrammatico,
ProduzioneLibano
Durata113 minuti
Regia diZiad Doueiri
AttoriAdel Karam, Rita Hayek, Kamel El Basha, Christine Choueiri, Camille Salameh Diamand Bou Abboud, Talal Jurdi, Julia Kassar, Rifaat Torbey, Carlos Chahine, Walid Abboud, Georges Daoud, Elie Njeim, Sami Hamdan, Tony Mehanna, Abido Bacha, Nabil Koni, Mohamed A. Jaroudi, Youssef Eid, Fouad Yammine, Razzouk Mardini, Ghassan Koteit, Jad Ghanem, Hala Hatoum, Majd Hitti, Wassim el Tom, Issam Said, Hassan Akil, Simon Jamous, Eddy-Joe Chamoun, Chahine Andraos, Nadim Hobeika, Reem Ali, Wael Khachouk, Abed El Rahman Khalil, Nawfal Ali, Michel Aswad, Anwar Ghosn, Karim Rahbani, Jessica Mansour, Elyssa Skaff, Haitham Sam Herzallah, Samer Bou Antoun, Wael Chedid, Christina Farah, Albert Ghattas, Ziad Jabra, Ali Ossman, Elias Aarab, Ralph Doumit, Rabih Raffoul, Sultan Al Chahine, Pamela Nabhan, Marie-Therese Sader, Bruna Tohme, Rola Amine Eldine, Jean Nakhoul, Haitham Masri, Sasha Sauma, Marie Khalife, Mohamed Abi Naaj, Mohamed El Khatib (II), Moustafa Abou Nusser, Darwish M. Darwish, Jihad Al Ahmar, Andre Siyoufi, Maurice Daou, Rabih Ahmar, Yehya Wehbe, Joseph Azrak, Charles Hbeiliny, Bachir Abboud, Fadi Abed, Nassim Salem, Jouhayna Charbel, Shadi El Hajj, Renee Lattouf, Mohamed Assaf, Farid Mohamed, Josephine Haddad, Kasem Mansour, Safouh Saleh, Ali Mohamed Ali Rachini, Ramziha Nasif.
Uscitamercoledì 6 dicembre 2017
TagDa vedere 2017
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,61 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Ziad Doueiri. Un film Da vedere 2017 con Adel Karam, Rita Hayek, Kamel El Basha, Christine Choueiri, Camille Salameh. Cast completo Titolo originale: L'insulte. Titolo internazionale: The Insult. Genere Drammatico, - Libano, 2017, durata 113 minuti. Uscita cinema mercoledì 6 dicembre 2017 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,61 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 18 dicembre 2017

Un banale incidente diventa in breve tempo una disputa che vede coinvolti interessi politici di rilevanza nazionale. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, Il film è stato premiato a Venezia, In Italia al Box Office L'Insulto ha incassato 870 mila euro .

L'Insulto è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato assolutamente sì!
3,61/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,44
PUBBLICO 3,89
CONSIGLIATO SÌ
Un'ottima sceneggiatura e dei bravi interpreti per un film che fa un punto importante della situazione libanese e non solo.
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 1 settembre 2017
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 1 settembre 2017

Beirut, oggi. Yasser è un profugo palestinese e un capocantiere scrupoloso, Toni un meccanico militante nella destra cristiana. Un tubo rotto, un battibecco e un insulto sproporzionato, pronunciato da Toni in un momento di rabbia, innescano una spirale di azioni e reazioni che si riflette sulle vite private di entrambi con conseguenze drammatiche, e si rivela tutt'altro che una questione privata.
In West Beirut, il film che ci ha fatto conoscere Ziad Doueiri, la guerra passava dall'apparire un'avventura personale al divenire una tragedia nazionale. Nella contemporaneità de L'Insulto la guerra civile libanese appartiene al passato, militarmente è finita nel 1990, ma basta una miccia piccola come una mezza grondaia che sgocciola per dare nuovamente fuoco alle polveri e trasformare un banale incidente in un processo mediaticamente incandescente, che spacca subito la nazione in due.

Douieri e Joelle Touma, sua compagna e cosceneggiatrice, sono partiti da un'occasione reale, un'uscita verbale infelice del regista in un momento di nervosismo, per andare all'origine del sentimento che sta sotto certe frasi, che non vengono mai pronunciate per caso.

Un'opera di immersione in profondità, dunque, tra lapsus e impulso, raccontata però in verticale, perché il conflitto, come la rabbia, come l'umiliazione, è qualcosa che monta. Raccontata in maniera diritta, appunto, attraverso tappe che si potrebbero dire prevedibili, eppure, non solo l'avverarsi del prevedibile è parte integrante del discorso, ma soprattutto è sfumato, colorato, drammatizzato da un ottimo copione, che si muove abilmente tra la sfera pubblica (e il film processuale) e il momento privato (dunque il dramma psicologico). Con il colpo di genio di fare dei due avvocati rivali un padre e una figlia, che non possono non portarsi in aula dell'altro: qualcosa che va al di là degli "atti", esattamente come il confronto tra Toni e Yasser va al di là dell'insulto pronunciato sul momento e affonda in una sofferenza, privata e collettiva, che ancora tormenta e fomenta.

Se il film ha un limite, nel suo essere quasi didattico sull'argomento, in quel limite c'è anche la sua forza comunicativa e la sua principale ragione d'interesse, al di là della bella scrittura e delle prove attoriali di Adel Karam e Kamel El Basha. Perché parlare del peso simbolico delle parole e delle sue conseguenze reali, vuole anche dire parlare della responsabilità di chi si esprime attraverso un mezzo che è megafono e dunque del ruolo del regista. Doueiri porta davanti ad una corte di giustizia le due parti, perché giustizia dev'essere e non rimozione, ma non auspica né vittime né colpevoli, solo di affrontare fino in fondo le cose, per poter finalmente voltare pagina.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 29 dicembre 2017
Zarar

Libano, oggi. Cristiani maroniti, musulmani, profughi palestinesi convivono in un clima di tensione estrema in un contesto politico precario e agitato. Alle spalle una lunga storia di conflitti sanguinosi, a partire dalla guerra civile che dal 1975 al ’78 e poi dal 1982 al 1990  devastò il paese, coinvolto direttamente nel conflitto tra i palestinesi dell’OLP e lo Stato di Israele. [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
domenica 10 dicembre 2017
Roy Menarini

Il 2017, oltre che anno di uscita di L'insulto, verrà anche ricordato come l'ennesimo periodo di ricaduta delle tensioni arabo-israeliane, e come il momento di una nuova destablizzazione del Libano. Si tratta di un terreno politico estremamente instabile, oltre che complicato da capire, tanto è vero che - a parte esperti e appassionati di politica estera - non ci sono molti comuni cittadini europei capaci di ricostruire a mente la storia di quel territorio.

Paradossalmente, uno dei principali limiti di L'insulto è proprio quello di cercare di stabilire un conflitto binario (musulmani e cristiani) dove in verità si gioca in un terreno confuso e friabilissimo, dove covano tensioni distruttive nella stessa comunità araba (sunniti e sciiti) e dove nulla è mai come sembra, per la nota astuzia strategica levantina.

Tuttavia c'è il passato, e su quello non si scherza. Tutto L'insulto - che comincia come una normale lite e sfocia nel rischio di una guerra civile, seguendo il consolidato schema del sassolino che si trasforma in valanga - ruota intorno all'interpretazione del passato. Il marchio d'infamia delle stragi compiute dai cristiani libanesi, alleati con Israele, viene in parte bilanciato dalla violenza indiscriminata nei villaggi da parte delle forze filo-palestinesi, e così via.

INCONTRI
venerdì 1 dicembre 2017
Marianna Cappi

L'Italia sarà il primo paese del mondo occidentale a far uscire nelle sale L'Insulto, il nuovo film di Ziad Doueiri, presentato in anteprima alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia in Selezione Ufficiale.

Mentre attende di vedere come verrà accolto qui e nel resto d'Europa, il regista si gode il successo del film nel suo paese d'origine, il Libano, dove, nonostante l'appello di alcuni gruppi estremisti a boicottarlo, è primo in classifica al botteghino dal momento della sua uscita.

Per Douieri si tratta di un risultato importante, per tante ragioni, che emergono con chiarezza e passione dal racconto che ha rilasciato alla stampa stamattina a Roma.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 7 dicembre 2017
Giovanna Branca
Il Manifesto

La testardaggine, l'orgoglio, i reciproci pregiudizi e soprattutto il peso del passato -la guerra civile che ha insanguinato il Libano dal 1975 al 1990, quella ferita ancora aperta su cui è costruita la storia di L'insulto del regista libanese Ziad Doueiri. Ma l'insulto che viene scambiato in una strada di Beirut tra i due protagonisti - il cristiano libanese Toni (Adel Karam) e il palestinese Yasser [...] Vai alla recensione »

NEWS
MOSTRA DI VENEZIA
sabato 9 settembre 2017
 

La 74esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia si conclude con la vittoria di The Shape of Water di Guillermo Del Toro, un'opera dalla portata estetica e morale esemplare che rinnova le affinità tra l'uomo e il mondo marino.

winner
coppa volpi migliore int. maschile
Venezia
2017
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