| Titolo originale | Brawl in Cell Block 99 |
| Anno | 2017 |
| Genere | Azione, Thriller |
| Produzione | USA |
| Durata | 132 minuti |
| Regia di | S. Craig Zahler |
| Attori | Vince Vaughn, Jennifer Carpenter, Marc Blucas, Tom Guiry, Don Johnson Rob Morgan, Udo Kier, Fred Melamed, Dan Amboyer, Clark Johnson, Geno Segers, Dion Mucciacito, Geno Segers, Victor Almanzar, Willie C. Carpenter, Mustafa Shakir, Pooja Kumar, Devon Windsor, Michael Medeiros, Gabriel Sloyer, Jonathan Lee (III), Tobee Paik, Calvin Dutton, Brandon Alan Smith, Mike Hodge, Larry Mitchell, Keren Dukes, Phil McGlaston, Tuffy Questell, Peter Jay Fernandez, Adam Mucci, Philip Ettinger, Gilbert Soto, Charles Dumas, Franco Gonzalez, Ernesto Rosas, Brian Wiles, Adrian Matilla, Jay Hieron, Louis Scarano, Bill Anagnos, Craig Hutchinson (II), Corey Pierno, Ohene Cornelius, Banks the Dog, Dexter the Dog. |
| MYmonetro | 2,65 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento sabato 2 settembre 2017
Un ex pugile alla deriva senza lavoro e senza moglie decide di riprendere in mano la sua vita ma finisce per mettersi in guai seri.
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CONSIGLIATO NÌ
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Bradley, ex pugile viene licenziato dall’officina meccanica in cui lavorava. Tornato a casa in anticipo scopre che la moglie lo tradisce ma non vuole separarsi da lei. Avendo bisogno di denaro accetta di fare da corriere della droga per una vecchia conoscenza. Durante un conflitto a fuoco con la polizia viene ferito ed arrestato. Il boss pensa che lui lo abbia tradito e vuole vendicarsi ricattandolo in prigione.
Vince Vaughn, dopo innumerevoli ruoli non di primissimo piano e avendo convinto il pubblico delle serie tv con la sua partecipazione alla seconda stagione di True Detective trova ora la sua consacrazione grazie a un film carcerario che lo vede protagonista assoluto.
E’ il suo fisico a dominare una storia in cui non mancano situazioni cariche di una violenza estrema che si fa cinema grazie alla determinazione che emana dal suo sguardo che sembra bucare lo schermo. Sono però le sequenze iniziali ad offrire la misura di un interprete finora non abbastanza utilizzato da Hollywood e dintorni.
Bradley ha appena ritirato le sue cose dall’armadietto del posto di lavoro che deve lasciare e torna a casa scoprendo l’adulterio della moglie. La fa entrare in casa e le distrugge in silenzio l’auto (distacco del cofano compreso) salvo poi entrare, sedersi sul divano e iniziare un confronto verbale con lei senza neppure sfiorarla. E’ la premessa a quanto accadrà in due diverse carceri (la seconda sembra presa di peso da una versione rimodernata de “Il conte di Montecristo”) dove il controllo dei nervi diverrà premessa o conseguenza dello scatenarsi di una forza capace di offrire credibilità alle iperboli visive che S. Craig Zahler si può permettere di concedersi avendo un protagonista di questo spessore a disposizione.
A fargli da contraltare troviamo un luciferino Don Johnson nei panni di un direttore di carcere sadico e con sigaro cubano costantemente acceso. Che poi il titolo accenni ironicamente alla canzone “Riot in Cell Block#9” che ha visto le cover, tra le altre, di The Grateful Dead e di Johnny Cash passando per i Blues Brothers aggiunge un ulteriore elemento di interesse al film la cui soundtrack è stata minuziosamente curata dal regista in prima ed assoluta persona (come egli stesso rivendica in una lunga nota).
Autore del simpatico Bone Tomahawk (che già comunque palesava certe carenze), Zahler s'impegna (si fa per dire) a scrivere e dirigere questo suo nuovo film, tanto inconcepibilmente apprezzato da parte della critica e del pubblico quanto incredibilmente pessimo. Sceneggiato con manica larga e una perversa tendenza ad indugiare su particolari o insignificanti (dei quali è intessuta [...] Vai alla recensione »